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martedì 30 aprile 2013

Odissea contemporanea


90 fotografie, 10 video e 1 cortometraggio realizzato dal noto fotoreporter Stefano De Luigi, in viaggio tra Tunisia, Turchia, Italia e Grecia, sulle orme dell'eroe Ulisse narrato da Omero. iDyssey è in mostra (gratuitamente) a Palazzo delle Stelline, fino al 26 maggio a Milano




Parte da Milano la prima tappa itinerante di iDyssey, il nuovo progetto fotografico e multimediale di Stefano De Luigi, fotoreporter di fama internazionale, 4 volte vincitore del premio World Press Photos. Un viaggio che unisce passato e presente, vecchio e nuovo e, tra miti e leggende, racconta paesi, persone e culture attraverso 90 immagini, 10 video e 1 cortometraggio, girato dall'artista tra marzo e maggio del 2012.

Il viaggio che De Luigi ha fatto ripercorre, via mare e via terra, il tragitto dell'eroe Ulisse narrato nell'Odissea da Omero: 12 tappe che attraversano il Mediterraneo, da Troia a Itaca, dalla Turchia alla Tunisia, all’Italia alla Grecia. Tra i luoghi ritratti la Riserva dello Zingaro in provincia di Trapani, scena dello sbarco sull'Isola del Sole, Messina per il mito di Scilla e Cariddi, Palinuro e il canto delle sirene, l’oscuro ingresso dell’Ade ubicato presso il sito archeologico greco di Cumae e anche uno strano monumento di legno donato dalla produzione del film “Troy”, meta del turismo sul lungomare di Canakkale in Turchia.
Corfù, Grecia. Maggio 2012 @Stefano De Luigi
Corfù, Grecia. Maggio 2012 @Stefano De Luigi
Una vera «Odissea contemporanea» documentata dall'artista con l’ausilio di 2 soli iPhone e utilizzando l'app Hipstamatic, ovvero un'applicazione per smartphone in grado di trasformare le immagini in stile retrò (cambiando lenti, flash e pellicole con un semplice clic) e dare un effetto classico, tipico delle fotocamere di una volta. Un mezzo inusuale per un fotografo del suo calibro, ma scelto apposta con la curiosità di sperimentare e ritrarre il mondo con un nuovo e diverso compagno di viaggio digitale.

Le opere fotografiche presentate in allestimento sono affiancate da 10 video in cui i personaggi incontrati da De Luigi lungo il tragitto leggono e interpretano, nella loro lingua originale, estratti dell'Odissea. 30 secondi ciascuno, in bianco e nero, che rappresentano dei tableaux vivant di varie situazioni e che lo spirito del grande reporter ha immortalato come testimonianze sulle nazioni attraversate.

La mostra, curata da Laura Serani e promossa dalla Fondazione Stelline, sarà visitabile fino al 26 maggio. Poi cambierà città. L'ingresso è gratutito, da martedi alla domenica, dalle 10 alle 20.Apertura speciale il 1 Maggioimage[2]

Una volta ammirato e ascoltato iDyssey, suggerisco di scendere al piano sottostante dove vi attende una seconda mostra (sempre gratutita) dell'artista milanese Andrea Zucchi. Un "doppio gioco" di contrasti e assonanze, di colori vivaci, ti tele grandi che ritraggono personaggi storici, figure allegoriche, nudi accademici, scene di genere e paesaggi romantici mescolati a composizioni astratte realizzate con i cartoni da imballaggio. Un trionfo pop che esce dai dipinti e si unisce ai panneggi apparentemente abbandonati al suolo. Una vera sorpresa. 
Veduta di Sorrento da Capodimonte, Andrea 2102 - olio su lino (80x100)
Veduta di Sorrento da Capodimonte, Andrea 2102 - olio su lino (80x100)

Dove: Palazzo delle Stelline - Corso Magenta, 61 Milano
Quando: fino a 26 maggio (incluso il 1 maggio)  
Ingresso: gratuito
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Nuovo ergastolo a Ben Ali per uomo morto a Sfax durante repressione rivolta

Zine El Abidine Ben Ali.jpg(ANSA) - TUNISI, 30 APR - Nuovo ergastolo per l'ex presidente tunisino Ben Ali per la repressione della rivolta che, a gennaio del 2011, lo costrinse a fuggire. La condanna del tribunale militare di Sfax e' per la morte di un uomo ed il ferimento di altri due da parte delle forze di sicurezza. Con la stessa sentenza l'ex ministro degli Interni, Rafik Haj Kacem, e' stato condannato a 10 anni. Deciso invece il non luogo a procedere per altri imputati, tra cui l'ex capo della Guardia presidenziale, Ali Seriati.

Yacht del figlio di Bossi e' in Tunisia - Corsera pubblica oggi le foto della discussa imbarcazione



Ecco lo Yacht


(ANSA) - MILANO, 30 APR - Lo ''yacht del valore di 2,5 milioni di euro'' che Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Nord Umberto, per il gip di Milano ''avrebbe acquistato avvalendosi di un prestanome e grazie a un'ulteriore appropriazione indebita di Belsito'', l'ex tesoriere del Carroccio, esiste davvero ed e' ormeggiato a Port El Kantaoui, in Tunisia. E' quanto spiega oggi il Corriere della Sera che pubblica le foto dell'imbarcazione.

lunedì 29 aprile 2013

Giovane disoccupato si da' fuoco davanti a municipio Sidi Bouzid, citta'-simbolo rivoluzione 2011

TUNISI, 28 APR - Un giovane disoccupato ha tentato di immolarsi, dandosi fuoco, davanti al municipio di Sidi Bouzid, citta' simbolo della rivoluzione tunisina del 2011. Il ragazzo, 23 anni, si e' cosparso di benzina e poi ha appiccato le fiamme: gravemente ustionato e' stato trasportato in ospedale e le sue condizioni restano critiche. Lo riferiscono alcuni testimoni sottolineando che secondo alcuni parenti ultimamente il giovane aveva piu' volte ripetuto di essere ''stufo di disoccupazione e poverta'''.

sabato 27 aprile 2013

Storico tasso di cambio.


Storico domenica 14/04/2013 - sabato 27/04/2013
DateEuroTunisia Dinar
Sabato 27/04/20131 EUR =2.09928 TND
Venerdì 26/04/20131 EUR =2.09928 TND
Giovedi 25/04/20131 EUR =2.09493 TND
Mercoledì 24/04/20131 EUR =2.09255 TND
Martedì 23/04/20131 EUR =2.0868 TND
Lunedi 22/04/20131 EUR =2.09519 TND
Domenica 21/04/20131 EUR =2.08997 TND
Sabato 20/04/20131 EUR =2.08604 TND
Venerdì 19/04/20131 EUR =2.08604 TND
Giovedi 18/04/20131 EUR =2.08995 TND
Mercoledì 17/04/20131 EUR =2.09034 TND
Martedì 16/04/20131 EUR =2.10372 TND
Lunedi 15/04/20131 EUR =2.08393 TND
Domenica 14/04/20131 EUR =2.08698 TND

venerdì 26 aprile 2013

Nel cuore della Tunisia Alla scoperta del deserto del Sahara, tra laghi salati, gole, oasi e palmeti da sogno.


le palme di Douz, citt-oasi chiamata anche la 'porta del Sahara'Sono stati più di 300mila i turisti italiani che lo scorso anno si sono recati in Tunisia dopo la rivolta del gennaio 2011, la Primavera Araba che ha coinvolto tutto il Nordafrica. Per favorire lo sviluppo turistico quest’anno il Paese mediterraneo punta non solo sul mare e sui resort lungo i mille chilometri di spiagge dalla sabbia finissima ma anche sull’archeologia, sullo sport – in particolare il golf - e su un ricco calendario di coinvolgenti festival tradizionali. Venite a vedere con i vostri occhi - è il messaggio del direttore dell’Ente del turismo tunisino Habib Ammar, che è certo di una ripresa del settore del proprio Paese. I turisti tornano, quindi, nell’accogliente Paese mediterraneo per visitare Tunisi e la città santa di Kairouan, le rovine archeologiche di Dougga e Cartagine, e le dune e le oasi del misterioso Sahara. Attraversare in jeep il deserto è un’esperienza davvero entusiasmante, ricca di fascino e di spettacolarità: si parte da Tunisi e si viaggia su una strada asfaltata in direzione sud verso la cittadina di Le Kef, che si raggiunge percorrendo 150 chilometri. Si prosegue sempre verso sud fino a Kalaat Es-Senan lungo una strada sassosa e impegnativa che attraversa uliveti e campi coltivati. Nelle immediate vicinanze si visita il sito storico di Giugurta, re della Numidia, che si nascose in questa zona per sfuggire ai nemici romani. Jugurtha Table’s è oggi un massiccio roccioso piatto, accessibile da un corridoio naturale scavato nella roccia, dalla cui sommità si ammira un paesaggio straordinario. Riscendendo verso la pianura e deviando verso ovest si arriva a Kasserine, dove è bene fare una sosta prima di affrontare la pista sabbiosa fino a Gafsa e a Redeyef, in pieno deserto, tra inaspettate oasi, capanni e cactus fioriti. Da qui comincia la celebre “pista Rommel”, percorso costruito dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale per trasportare i mezzi corazzati e che porta il nome del generale tedesco, conosciuto anche come “la volpe del deserto”. La strada regala scorci bellissimi e paesaggi indimenticabili, punteggiati dalla presenza delle rose del deserto, i celebri minerali color giallo ocra, da immortalare con la macchina fotografica. Superato il lago di Chott El-Gharsa si viaggia su una striscia di terra ricoperta da canali per l’irrigazione e palmeti che regalano datteri dolcissimi fino alle due città-oasi di Tozeur e Nefta: è la regione dello Jerid, il cui nome significa appunto “il paese dei palmeti” e che segna il confine con l’Algeria. E’ consigliabile fare una sosta a Tozeur per visitare il cuore della città antica, dove gli edifici color ocra sono decorati con iscrizioni islamiche, e il museo Dar Cherait; qui le palme sono spettacolari tra piante di melograno, fichi e banani. Il centro romano di Nefta, invece, merita una visita per le 24 moschee e le strettissime vie del centro, spesso coperte da volte a botte. Da qui si torna indietro e si supera la grande distesa salina di Chott El-Jerid fino alla città di Douz, la porta del Sahara. E’ l’oasi più grande e famosa della Tunisia con un palmeto di 400mila piante e una grande piazza circondata da edifici bianchi, ampi porticati e tanti localini dove gustare prelibatezze locali, dalle zuppe al cous cous di pollo e verdure. Il viaggio può proseguire verso sud su un tracciato molto impegnativo tra dune e alte montagne di sabbia infuocata fino al Jebil National Park, dove è consigliabile sostare almeno una notte per godere della bellezza del tramonto nel deserto. Sempre attraverso il Sahara si raggiunge un altro sito, in direzione ovest, che vale la pena visitare: l’oasi di Ksar Ghilane con un fortino romano che riporta ancora le iscrizioni latine della descrizione del luogo quale ultima frontiera romana prima del mondo inesplorato. Tornando indietro verso nord si giunge all’oasi di El Hamma e, su piste anche asfaltate, al lago salato di Chot El-Fejaj; da qui in poi il paesaggio cambia e fino a Saket, non lontano da Gafsa, si attraversano villaggi rurali e gole profonde che bucano le montagne. Si sale anche fino a 1.200 metri d’altezza lungo strade un po’ anguste ma piene di fascino e di scorci di grande atmosfera. Scendendo sul versante opposto si raggiunge facilmente Sened e da qui la costa dove ci si può fermare nella cittadina di Sfax, a sud di Monastir e Tunisi.

Idi Bini 

Qatar respinge accuse e offre 20 mila posti lavoro Ambasciatore, nessuna ingerenza ma solo campagna denigrazione.

TUNISI, 26 APR - L'emirato del Qatar respinge le accuse di ingerenza nella vita politica della Tunisia e mette a disposizione dei tunisini ventimila posti di lavoro. L'annuncio di tale disponibilita' e' stato dato dall'ambasciatore a Tunisi dell'emirato, Saâd Ben Nacer Al-Hamidi, in una intervista rilasciata oggi al giornale arabofono Assarih.

L'intervista e' anche servita ad Al-Hamidi per respingere le proteste che, da molte parti della societa' tunisina, vengono mosse alla politica dell'emirato, accusato di spingersi sino all'ingerenza negli affari interni della Tunisia. Il diplomatico ha parlato di una ''campagna di denigrazione'' che si muove soprattutto sui social network con fini esclusivamente politici, in vista delle prossime elezioni legislative. (ANSAmed).

giovedì 25 aprile 2013

ECLISSI LUNARE




E'  arrivato il momento dell'eclissi lunare. Intorno alle 22, il fenomeno sarà visibile da tutta Europa e dall'Italia, condizioni del cielo permettendo. Sarà un eclissi parziale, ma l'evento verrà reso particolare perchè la Luna sarà completamente piena e luminosa e si vedrà benissimo il bordo lunare.


Come detto sarà visibile da tutta l'Europa, compresa ovviamente la Penisola  italiana. Naturalmente il cielo dovrà essere sgombro da nubi e qualche problematica in più potrebbe registrarsi solo tra la Sardegna e la Sicilia. L'eclissi, come superficie lunare oscurata, sarà molto simile a quella che avvenne nel 31 Dicembre del 2009.

Riassumiamo in breve di che cosa stiamo parlando; l'eclissi si verifica quando la Luna entra nel cono d'ombra proiettato dalla Terra nello spazio. Tuttavia, in questo caso, l'eclissi sarà solo parziale perchè il disco della Luna non entra completamente, ma solo in maniera parziale,nell'ombra della Terra stessa.

La Luna entrerà nel cono di penombra già dalle 20:03, ma in questa fase l'oscuramento del lembo lunare sarà davvero impercettibile. Si farà più marcato quanto la Luna entrerà nel cono d'ombra della Terra, quindi intorno alle 21:54, con fase culminante del fenomeno intorno alle 22:07.


In Tunisia (onsiderando un fuso orario corretto UTC1) un'eclissi lunare parziale avrà inizio alle ore 19:04, Il massimo dell'eclissi  si verificherà alle 21:07 quando la Luna raggiungera' una declinazione di +21 °, questo evento giungera' a  termine alle 23:11 e avrà una magnitudine di penonmbra 0.987 (questa è la frazione della Luna oscurata  dall'ingresso di penombra della Terra) e una magnitudine di ombra pari allo  0.015 (frazione della Luna oscurata dal cono d'ombra della Terra).


Smantellati in Tunisia centinaia centri reclutamento Celati dietro associazioni caritetevoli salafite

Un centinaio di centri di reclutamento per jihadisti da mandare in Siria a combattere contro le truppe di Bashar al Assad sono stati smantellati in Tunisia. Lo ha reso noto oggi il Ministro dell'Interno, Lotfi Ben Jeddou, rivelando che essi si celavano dietro associazioni caritatevoli di ispirazione salafita. L'inchiesta, i cui contenuti non sono stati ancora resi noti, ha portato all'arresto di centinaia di persone legate, quasi tutte, ai movimenti salafiti che, dall'inizio della guerra civile in Siria, si stanno adoperando per reclutare, addestrare e fare partire giovani destinati ad ingrossare le file della jihad. I centri, che usavano come copertura delle associazioni di solidarietà ed assistenza ufficialmente riconosciute come tali dalle autorità tunisine, hanno sino a poche settimane fa agito indisturbate, nonostante il moltiplicarsi di segnalazioni e denunce che ne rivelavano le vere attività.

Tali centri, peraltro, in alcuni casi avrebbero svolto le loro attività con finalità non ideologiche o religiose, ma manifestamente economiche, "incassando" alcune migliaia di dollari per ciascun combattente fatto arrivare in Siria, quasi sempre usando la Turchia come ultima base prima del passaggio della frontiera siriana.

A fare da detonatore all'inchiesta hanno contribuito le molte proteste attuate dai familiari degli jihadisti tunisini, nella quasi totalità giovani che hanno intrapreso la via delle armi dopo l'indottrinamento subito da parte di pseudo-predicatori, la cui presenza è stata segnalata nelle moschee dove il movimento salafita è più radicato. (ANSAmed).

Tunisia e Africa davanti alla sfida mondiale A Tunisi assise Omt davanti problemi e prospettive.

TUNISI, 25 APR - Il turismo e' per l'Africa una grande opportunita' e su di esso i Paesi del Continente devono accettare una sfida di dimensione planetaria, dovendosi confrontare con Nazioni di piu' antica e consolidata tradizione, ma che oggettivamente non possono competere con le bellezze di un paesaggio spesso incontaminato. Anche di questo si sta parlando a Tunisi, in occasione della 54/ma riunione della commissione dell'Organizzazione mondiale del Turismo per l'Africa, alla quale partecipano 250 delegati in rappresentanza di 24 Paesi. La Tunisia, come Paese ospite, e' particolarmente attiva nella manifestazione, che ha, tra gli argomenti sul tavolo di confronto, i temi della creazione di equilibrati partenariati pubblico-privato, dello snellimento delle procedure per l'ottenimento dei visti e del miglioramento delle tecnologie e delle infrastrutture di comunicazione tra le destinazioni africane e, per la parte tunisina, della promozione regionale del settore. L'importanza del turismo per l'Africa e' confermato dalla sue cifre: 38 miliardi di dollari gli introiti per il 2012. Davanti a questo quadro generale la Tunisia si presenta in un periodo di crisi, che si traduce, con il 'dopo rivoluzione', in una perdita secca di circa due milioni di visitatori e, quindi, di 3000 posti, in un campo che copre il 15 per cento della forza lavoro nazionale e contribuisce con 7 per cento al Pil. Ed il trend del 2013 sembra confermare la drammaticita' che vive il settore: nel primo trimestre dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2012, le cifre d'affari hanno subito un calo del 7,5 per cento, conseguenza, secondo gli analisti, dei recenti eventi alimentati dalle tensioni politiche (l'assalto all'ambasciata Usa e l'omicidio di un esponente politico d'opposizione) che hanno indotto chi gia' aveva programmato le sue vacanze in Tunisia ad annullare le prenotazioni.

Davanti a questa situazione, il governo tunisino - come ha detto il ministro del Turismo, Jamel Gamra - sta cercando di reagire con un pacchetto di iniziative mirate a garantire la sicurezza, ma anche la tutela ambientale delle localita' turistiche e dei siti artistici e storici.

Il turismo in Tunisia, ha detto Gamra per sottolinearne l'importanza, e' paragonabile a ''risorse petrolifere inesauribili'' e resta ''la principale locomotiva di sviluppo'', grazie alle bellezze naturali ed agli immensi tesori culturali di cui dispone.

Il turismo, seconda fonte di moneta pregiata per la Tunisia, si deve comunque ancora confrontare con le difficolta' che si sono determinate all'indomani della ''rivoluzione''. Una volonta' di rinascita e rilancio che ha avuto eco nelle parole del primo ministro, Ali Laarayedh, che e' detto ben consapevole delle cause reali della crisi, che non ha cercato di nascondere, ma facendone un ulteriore stimolo all’azione.

 Khayrouzed Ben Hamida -  (ANSAmed) - 

Accordo governo-grande distribuzione su prezzi

TUNISI, 25 APR - I rappresentanti delle reti della grande distribuzione in Tunisia - che di fatto costituiscono la parte piu' importante del commercio al dettaglio - hanno raggiunto, nel corso di un incontro con il ministro del Commercio, Abdelwahab Maatar, una intesa per una azione comune per raffreddare la spirale degli aumenti di prezzo dei generi di maggiore consumo.

L'accordo, in sostanza si traduce nell'avvio di iniziative - quali la moltiplicazione di vendite promozionali - che aiutino i consumatori. Come accadra' nel mese di Ramadan dove, al tradizionale aumento dei consumi alimentari, corrisponde inevitabilmente quello dei relativi prezzi.

Da parte sua il ministero del Commercio ha individuato una fascia di prodotti sui quali agire di concerto con la grande distribuzione per consentire che il margine di guadagno non vada ad intaccare il potere d'acquisto. Si tratta, in particolare, delle patate, delle acque minerali, delle uova, del tonno conservato, dei derivati del latte, dei formaggi e degli oli alimentari che non siano soggetti a sovvenzioni. (ANSAmed).


Giovane disoccupato si uccide col fuoco Per due volte tentato arrivare clandestinamente in Italia.

Un giovane disoccupato di 28 anni, che per due volte aveva tentato di raggiungere clandestinamente l'Italia, si è ucciso dandosi fuoco a Sidi Abid, nel governatorato di Jendouba. Il giovane, di cui non sono state rese note le generalità, si è cosparso il corpo di benzina ed ha quindi appiccato il fuoco. Inutile il tentativo di salvargli la vita, portandolo nell'ospedale regionale di Jendouba. Il padre, nel riferire i tentativi del figlio di arrivare, da clandestino in Italia, ha detto che entrambe le volte era stato respinto.(ANSAmed).

Nonostante crisi, porte aperte a rifugiati da Libia Governo decide di prolungare l'assistenza!

 TUNISI, 25 APR - La grave crisi economica che, ormai da anni, si e' abbattuta sulla Tunisia e che e' stata acuita dalle difficolta' legate alla delicata fase della transizione dopo la caduta di Ben Ali, non modifichera' l'atteggiamento del Paese verso i rifugiati, ai quali, dall'inizio della guerra civile in Libia, ha aperto le porte. E' questa la significativa presa di posizione del governo tunisino che ha deciso di proseguire nella pur impegnativa politica di solidarieta' che mai e' stata fatta mancare ai rifugiati, nonostante le enormi difficolta' finanziarie nelle quali si dibatte il Paese.

L'emergenza umanitaria, nonostante la guerra in Libia sia ufficialmente conclusa, prosegue perche' ancora migliaia sono i rifugiati ospiti, in condizioni oggettivamente precarie (vivono ancora in tende), soprattutto a Camp Choucha, a pochi chilometri da Ben Guerdane, al confine libico. Da tempo ormai e' stata decisa per giugno la chiusura della struttura per un semplice motivo: il flusso di aiuti internazionali e' andato inaridendosi e di fatto il peso economico della conduzione del campo grava solo sulla fragili spalle della Tunisia.

Il problema, peraltro, e' di difficile soluzione per due ordini di motivi: il primo e' che la Tunisia non ha nel suo ordinamento la regolamentazione dello status di rifugiato politico o di richiedente asilo, anche se non ha mai respinto qualcuno alle sue frontiere; il secondo e' che la disponibilita' data ad accogliere, in modo definitivo, i rifugiati che accettino tale proposta e' stata rifiutata soprattutto da quelli che sono originari dell'Africa orientale (Somalia e Sud Sudan) che non vogliono restare pretendendo o il trasferimento in Paesi occidentali (che peraltro hanno chiuso le relative liste) o di tornare a casa. Ma ''casa'' significa spesso situazioni di guerra o, comunque, di gravissime crisi sicuritarie. Un guado nel quale pero' la Tunisia non vuole lasciare nessuno, magari cercando la collaborazione dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, che certamente da' un aiuto, ma non nella misura sufficiente.

Le proteste dei rifugiati si stanno moltiplicando, non tenendo in conto quanto la Tunisia ha fatto e continua a fare, e si sono spostate a Tunisi davanti alla locale delegazione dell'Unhcr, diventata ormai un villaggio di disperati che, all'addiaccio (nonostante il maltempo di questi giorni, preceduto da una ondata di caldo opprimente), aspettano che qualcuno tenda loro la mano. (ANSAmed).

Cancellieri:«Italia e Tunisia continueranno a lavorare insieme per sconfiggere l’illegalità nella migrazione»

Il ministro dell’Interno partecipa a Tunisi alla cerimonia di consegna di alcune imbarcazioni e fuoristrada che saranno impiegati per il controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo

2013_04_24_Cancellieri_Tunisi_barca_280«L’Italia è vicina a Tunisi nell’azione di contrasto all’immigrazione irregolare. E lo è concretamente, assicurando la crescita delle competenze e delle potenzialità delle forze di polizia tunisine, attraverso la fornitura di apparecchi tecnologici, autoveicoli e imbarcazioni dello stesso tipo in uso alle Forze di polizia italiane». Lo ha dichiarato ieri il ministro dell’InternoAnnamaria Cancellieri a Tunisi nel corso della cerimonia di consegna di alcune imbarcazioni e fuoristrada da utilizzare, in attuazione dell’Accordo di cooperazione tra Italia e Tunisia, per il controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo.
Dopo aver evidenziato che gli sbarchi di tunisini sulle coste italiane sono decisamente diminuiti, anche grazie ai controlli continui effettuati dalle autorità tunisine per prevenire le partenze, Cancellieri ha sottolineato che i due paesi, «continueranno a lavorare insieme per sconfiggere l’illegalità nella migrazione così come in altri ambiti in cui la criminalità ha diffuso i propri interessi e collaboreranno per promuovere iniziative volte al reciproco sostegno in un’ottica di sviluppo delle rispettive società civili».
Il nostro Paese, ha proseguito poi il ministro dell’Interno, «ha voluto venire incontro alle esigenze della Tunisia nella fase dell’emergenza, legata alla primavera araba, con il rilascio di 12 mila permessi temporanei per motivi umanitari a favore di altrettanti cittadini tunisini giunti in Italia.
E di recente, ad emergenza conclusa, con specifici provvedimenti, è stata offerta ai cittadini tunisini ancora presenti nel nostro paese, la possibilità di convertire i permessi di soggiorno per motivi umanitari in permessi per motivi di lavoro: ben seimila sono stati i permessi convertiti per motivi di lavoro.
In ogni caso la Tunisia resta tra i Paesi a favore dei quali sono state garantite per moltissimo tempo quote di ingresso per lavoro subordinato e da ultimo figura tra quelli destinatari di ingressi per il lavoro stagionale».
Italia e Tunisia fanno parte della zona del Mediterraneo che deve essere, ha concluso Cancellieri, «un’area di pace, di stabilità, di sviluppo, di incrocio di culture e di saperi e non di tragedie in mare», anche perchè il territorio italiano ospita una comunità di cittadini tunisini consistente - circa 124.000 persone - diffusa su tutto il territorio, laboriosa e integrata.
 

mercoledì 24 aprile 2013

Ben Arous: uccide figlia di due mesi - Vendetta perché obbligata al velo.





11:23 - Il marito le impone di portare il velo e lei, per vendicarsi, massacra a colpi di coltello la figlioletta di due mesi. E' accaduto a M'hamdia, nel governatorato tunisino di Ben Arous. E' stata la stessa donna a spiegare le motivazioni del gesto alla polizia, dicendosi esasperata dal fatto che, nonostante la sua volontà contraria, il marito la costringeva a indossare il niqab.

martedì 23 aprile 2013

180 kg de carne bovina sequestrati a Nabeul.

I bovini erano affetti da epatite.
La carne contaminata e' stata incenerita.


Rivelazione chok del giornalista Ramzi Bettaieb sul caso Belaid.

Mercoledi scorso il giornalista Ramzi Bettaieb ha sostenuto in un articolo pubblicato da Tunisie numerique, che i servizi segreti francesi avrebbero allertato il governo di Moncef Marzouki e l’intelligence tunisina del complotto per l’assassinio di Chokri Belaid alfine di evitare l’irreparabile.

www.misna.org

L'Agsp al Festival del giornalismo 2013: 8 incontri e 1 premio di giornalismo.

Ouejdane MejriPer il settimo anno consecutivo, l’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia (AGSP) partecipa al Festival internazionale del giornalismo di Perugia (in programma dal 24 al 28 aprile 2013) con 8 diversi panel. Ci occuperemo di libertà dei media nei paesi dell'Europa dell'Est, con un occhio particolare a Ungheria, Romania e Bulgaria, ma affronteremo anche la questione dei tanti rischi che accompagnano il giornalismo d'inchiesta in Russia e quella della libertà di stampa nel Paese di Putin e Medvedev.

Spazio anche ai Paesi del Maghreb e al Medioriente per parlare di ciò che resta della primavera araba in Tunisia e raccontare come sta cambiando la questione israelo-palestinese dopo il riconoscimento alla Palestina dello status di paese osservatore “non membro” da parte dell'Onu. 


E ancora ci occuperemo di Europa, di giornalismo di viaggio al femminile e di calcio.
Questi, nel dettaglio, gli eventi targati “AGSP”.
Libertà dei media nei paesi dell’Europa dell’est  La libertà dei media nei paesi dell’Europa dell’est costituisce da anni motivo di preoccupazione per molte organizzazioni internazionali che si battono per la libertà d’espressione e informazione. Emblematici sono i casi dell’Ungheria, della Romania e della Bulgaria. A questa fotografia negativa va però affiancato lo sforzo delle nuove generazioni di trovare una propria voce indipendente, come accade ad esempio in Estonia.
Intervengono: Tamas Bodoky (Atlatszo.hu), Marko Rakar (Windmill), Oliver Vujovic (SEEMO). Modera: Eva Ciuk, EstOvest Rai. (in collaborazione con EstOvest RaiTre)
Il movimento di protesta in Russia e i media Tra il 2011 e il 2012 la Russia ha conosciuto le più imponenti manifestazioni di piazza dai tempi del crollo dell'Unione sovietica. Migliaia di russi si sono riversati nelle strade di Mosca e di altre città del Paese per chiedere elezioni giuste e la fine del Putinismo. Un fenomeno nuovo, taciuto dalla maggioranza dei media nazionali - controllati dal Cremlino - ma raccontato con attenzione e coraggio dai pochi giornali e canali TV indipendenti. (in collaborazione con Open Democracy Russia)
Intervengono: Oliver Carroll (Open Democracy Russia), Natalia Sindeeva (Tv Rain), Maxim Trudolyubov (Vedomosti), Anna Zafesova (La Stampa). Modera: Marcello Greco, Tg3 e Segretario Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.
- Giornalismo investigativo in Russia Il giornalismo d'inchiesta rappresenta un irrinunciabile strumento di democrazia. In Russia decine di coraggiosi reporter sfidano ogni giorno la censura e le minacce pur di raccontare quello che i media di stato nascondono. Verità scomode e giornalisti sotto ricatto che fanno della Russia di Putin uno dei Paesi agli ultimi posti nella classifica per la libertà di stampa. (in collaborazione con Open Democracy Russia)
Intervengono: Zygmunt Dzieciolowski (Open Democracy Russia), Anastasia Kirilenko, Svetlana Reiter (Esquire Russia), Roman Shleinov (Vedomosti). Modera: Elisabetta Terigi.
- Fra le strade di Tunisi, se il velo copre i gelsomini
Donne, morale, religione. A due anni dalla caduta di Ben Ali, la Tunisia fa i conti con la sua doppia anima: da un lato laica e occidentalizzata, dall’altro profondamente araba e islamica. Le donne, protagoniste nei giorni della rivolta, rappresentano anche oggi il punto cruciale della transizione: sempre più ragazze indossano il velo, sempre più comportamenti vengono condannati perché “contrari alla morale”. Intervengono: Francesca Caferri (La Repubblica), Lucia Goracci (Tg3), Fathia Hizem (Ass. tunisina donne democratiche), Ouejdane Mejri - nella fotografia -  (Pontes). Modera: Claudia Bruno.
- La questione israelo-palestinese Come cambia la questione israelo-palestinese dopo lo storico voto all’Onu che ha ammesso la Palestina come paese osservatore “non membro”? La schiacciante prevalenza dei sì (138) indica che ormai la maggioranza del mondo tifa per l’unica soluzione possibile al conflitto mediorientale: due popoli, due stati.
Intervengono: Zouhir Louassini (Rainews24), Ahmad Rafiq Awad (Univ. Al Quds), Meron Rapoport (Channel 2), Gigi Riva (L’Espresso). Modera: Alessia Schiaffini, Tg3.
- Professione viaggiatrice Partire per scoprire il mondo e trovare se stesse. Scatti, racconti e impressioni delle donne che del viaggio hanno fatto un mestiere. Ogni giorno descrivono con coraggio e lucidità cosa accade nelle principali piazze mondiali. Il giornalismo di viaggio come passione da coltivare e aspirazione di una vita, tutto in chiave femminile.
Intervengono: Sofia Corben (Piscotaxi), Simona Ghizzoni, Stella Pende (Italia1), Ruth Sherlock (The Daily Telegraph). Modera: Annalisa Fantilli.
- Calcio e giornalismo nel terzo millennio Social network, quotidiani online e innovazione del giornalismo sportivo e calcistico in particolare. L’apporto di internet e dei new media allo sport journalism, i beat writers, giornalisti sempre più specializzati in singoli temi o squadre. L’uso innovativo delle statistiche. Intervengono: Gianluca Di Marzio (Sky Sport), Mario Sconcerti (Corriere della Sera), Pierluigi Pardo (Sport Mediaset), Gianni Valenti (La Gazzetta dello sport), John Foot (University College, Londra). Modera: Giorgio Matteoli.
Social networks: la morte del giornalismo? Lo sviluppo dei social networks e il loro uso sempre più frequente, sia da parte delle istituzioni, dei politici, dei partiti, sia da parte dei semplici cittadini, delle lobbies, dei gruppi di tutti i tipi, hanno moltiplicato le fonti di notizie in concorrenza con i media tradizionali nonostante il loro uso sempre più “aggressivo” degli stessi social networks. E’ la fine annunciata del giornalismo?.
Intervengono: Anguel Beremliysky (Commissione Ue), Luca De Biase (Pres. Fondazione Ahref), Marco Zatterin (La Stampa). Modera: Anna Piras, Rai Parlamento e Presidente Agsp
In apertura del panel, si svolgerà la premiazione dei vincitori della terza edizione del concorso europeo per giovani giornalisti organizzato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Ue e dall'Associazione Giornalisti Scuola di Perugia.


Accordo di cooperazione tra Italia e Tunisia, oggi la visita ufficiale del ministro Cancellieri.

23 aprile 2013

Accordo di cooperazione tra Italia e Tunisia, oggi la visita ufficiale del ministro Cancellieri.


Il ministro dell’Interno a Tunisi incontrerà i ministri dell’Interno e degli Esteri su questioni in materia migratoria e di formazione delle forze di polizia.


Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, inizia oggi la visita ufficiale a Tunisi per partecipare alla cerimonia di consegna alle autorità tunisine di alcune imbarcazioni, tra cui due pattugliatori, e fuoristrada che saranno impiegati, in attuazione dell’Accordo di cooperazione tra Italia e Tunisia, per il controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo.
La visita del ministro Cancellieri in Tunisia, si legge in una nota del Viminale, proseguirà poi nella giornata di mercoledì 24 aprile con una serie di colloqui con il ministro dell’Interno, Lotfi Ben Jeddou e degli Affari esteri, Othman Jerandi e con il primo ministro tunisino, Ali Larayedh, nell’ambito della collaborazione tra i due Paesi in materia migratoria, con particolare riferimento alla lotta alle organizzazioni criminali che sfruttano le condizioni di bisogno di migranti, in materia di sicurezza e di formazione delle forze di polizia.


http://immigrazioneoggi.it

Amina: Riconciliata con famiglia, presto fuggirò in Francia.

Amina Tyler, la 19enne che ha scandalizzato la Tunisia con la protesta femminista a seno nudo e poi ha fatto preoccupare il mondo per la mancanza di notizie sulla sua sorte, si è riconciliata con la famiglia e lascerà il Paese. Lo ha detto ad Associated Press, spiegando di esser entrata in contatto con i familiari. Questi le invieranno il passaporto, ha detto, che lei rinnoverà e con cui lascerà la Tunisia. La ragazza vuole andare in Francia e studiare giornalismo. È diventata un nome noto in tutto il mondo dopo aver pubblicato su Facebook una foto di se stessa a seno nudo, con le parole 'il mio corpo appartiene a me' scritte sulla pelle, imitando il gesto delle attiviste Femen. La ragazza era poi scomparsa, sequestrata dalla famiglia in un villaggio dopo che estremisti islamici avevano emesso contro di lei minacce di morte. Fuggita dalla famiglia, Amina ha raccontato di essere stata drogata, sottoposta a test di verginità, insultata e costretta ad ascoltare letture del Corano. Si è poi rifugiata da persone fidate in un luogo sconosciuto, da cui ha dato sue notizie.

lunedì 22 aprile 2013

Presidenziali, Hamdi (al Aridha) si candida

 TUNISI, 22 APR - Quando ancora non e' stata stabilita una data per le elezioni, arriva la prima candidatura ufficiale alle presidenziali tunisine: a proporla e' stato Hachmi Hamdi, presidente del partito Al Aridha, nel corso di un meeting della formazione politica che si e' tenuto a Gafsa. Ma la singolarita' dell'evento e' che Hamdi non ha proposto direttamente la sua candidatura - egli risiede stabilmente a Londra e ieri era appunto in Gran Bretagna -, affidando la dichiarazione al segretario generale del partito, Hadhri Mahmoudi, che ha detto come ''il dovere nazionale impone al partito di presentare al popolo tunisino una alternativa che garantisca le riforme reali''.

Mahmoudi ha annunciato che saranno organizzati, in tutto il Paese, degli eventi per presentare la piattaforma ed il programma di Hamdi e per spiegare che, anche in caso di non elezione, egli restera' sempre al servizio del Paese. ''Governo, opposizione e cittadini - ha aggiunto il segretario generale di el Aridha - devono restare al servizio della loro patria''. 

(ANSAmed).

Islamici sconfitti elezioni ass.giovani avvocati Otto seggi a democratici, solo uno ad oppositori

 Otto seggi a democratici, solo uno ad oppositori
 Lo schieramento islamico ha subito una secca sconfitta nelle elezioni del direttivo nazionale dell'Associazione dei giovani avvocati tunisini che, al di la' del valore specifico del voto, hanno costituito l'ennesima occasione di confronto politico tra il fronte laico e riformista e quello dichiaratamente confessionale. L'esito delle votazioni ha infatti assegnato otto dei nove posti del direttivo alla lista espressione del fronte laico e democratico, mentre un solo seggio e' stato assegnato agli islamici, nonostante la forte mobilitazione di cui sono stati protagonisti.

A spiegare la valenza della votazione e' intervenuta, nelle ultime ore della campagna elettorale, Bessma Khalfaoui, la vedova di Chokri Belaid, l'esponente dell'opposizione laica assassinato il 6 febbraio scorso. Iniziativa che e' stata pesantemente contestata dagli islamici, secondo i quali i loro aversari hanno fatto leva sul sentimento pur di accaparrarsi voti.

 (ANSAmed)

Vuoi diventare poliziotto? Solo se conosci l'islam Polemiche per domande in questionario concorso

TUNISI, 22 APR - Sorpresa, tra gli aspiranti al concorso per entrare a fare parte delle forze di sicurezza tunisine, quando hanno letto il questionario di base e trovato molte domande alle quali era possibile rispondere solo con una grande conoscenza dell'Islam e della sua storia, mentre quelle relative alla specificita' dell'incarico erano pochissime.

A svelare la cosa e' stato il sito on line Jadal, che ha elencato alcune delle domande cui in pochi hanno saputo rispondere: chi e' la prima donna cui e' stata amputata una mano? Quali sono la piu' breve e la piu' lunga sura coranica che hanno, all'inizio, le parole ''in nome di Dio il misericordioso? Qual e' il nome con cui Salaheddine El Ayoubi (Saladino) ha vinto la guerra contro i cristiani? Il ministero dell'Interno, sulla sua pagina di Facebook, ha subito replicato che il questionario aveva 60 domande e quelle sulla religione ne facevano parte insieme ad altre sull'arte, la geografia, la storia delle scienze. Spiegazione che non ha molto convinto i partecipanti al concorso. 

(ANSAmed)

Crescono proteste contro Qatar, bruciate bandiere

TUNISI, 22 APR - Non si placano, anzi salgono di intensita' in Tunisia le manifestazioni di protesta contro quelle che vengono ritenute le evidenti ingerenze del Qatar nella vita politica del Paese.

Ieri a Sfax, nel corso di una marcia di protesta contro l'aumento ormai fuori controllo dei prezzi di molti generi di prima necessita' e a favore del movimento sindacale, sono state calpestate e bruciate delle bandiere dell'emirato.

Molti gli slogan contro il Qatar e la sua leadership politica, le cui iniziative in Tunisia sono viste come vere e proprie azioni di condizionamento. 


(ANSAmed)

Gheddafi: Ucciso per impedire la liberazione dell’Africa dal 2014



Eliminarlo subito o perdere il controllo totale dell’Africa a partire dal 2014, ecco la ragione che ha spinto la Francia, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i loro alleati nella campagna contro Gheddafi. Valuta, Fondo Monetario Africano, Banca Centrale Africana, telecomunicazioni, trasporti, Stati Uniti d’Africa… Muammar Gheddafi aveva abilmente pianificato tutto, ponendosi entro l’anno 2014 la creazione della banca centrale, una base monetaria e molto altro ancora per liberare il continente dopo mezzo secolo d’indipendenza, una parola seguita da nessun atto o “governata senza controllare”. Dopo aver proposto, nel 2000 al vertice dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) a Lomé, di realizzare il sogno di Kwame Nkrumah e di sheikh Anta Diop, e aver ottenuto la creazione dell’Unione africana (UA) pochi anni dopo, il leader libico si spingeva oltre.
Satelliti africani e Afriqiya: Due idee concrete per l’unità
Gheddafi spinse i suoi colleghi a comprare un satellite per l’Africa, l’Africa ha la sua indipendenza nelle comunicazioni, pre-finanziando questo acquisto con centinaia di milioni di dollari. “
Seppe spendere generosamente (…) e per acquistare il satellite africano, ci sono voluti trecento milioni di dollari pronti”, dice Moustapha Cissé, ex-ambasciatore senegalese in Libia ed ex-consigliere speciale dell’ex presidente del Senegal Abdiou Diouf, responsabile del mondo arabo-islamico.
La Guida della Jamahiriya libica offrì così RASCOM-QAF1, il primo satellite per telecomunicazioni dedicato al continente africano e alle sue isole. Fu messo in orbita il 20 dicembre 2007! Fu il primo lancio di un satellite nella storia di tutti i Paesi africani.
Gheddafi lanciò anche la compagnia aerea Afriqiyah Airwyas, che assicurava i collegamenti tra le capitali africane e le regioni del continente. La società offriva quattro voli regolari tra Tripoli e Dakar, Abidjan e Cairo… ecc. “Molte persone usarono la linea Afriqiyah per andare a Parigi. Perché potemmo fare Dakar, Tripoli, Parigi, andata e ritorno per 400.000 FCFA (615 euro)“, aggiunge il diplomatico senegalese. “Così Tripoli era diventata la piattaforma di comunicazione tra l’Africa, il mondo arabo e l’Europa.”
Valuta e la Banca centrale africana nel 2014
Gheddafi propose l’istituzione di un’unità monetaria africana (AMU). Aveva versato 30 miliardi (di dollari) per la creazione dell’AMU, che avrebbe avuto sede a Yaoundé (Camerun). Aveva inoltre in programma la creazione di una Banca Centrale Africana (ACB), che avrebbe dovuto installare il suo quartier generale ad Abuja, la capitale federale della Nigeria. La banca africana doveva iniziare ad emettere una moneta africana nel 2014. “Cosa che non piacque all’occidente, perché ci avrebbe permesso di abbandonare il CFA ed altre valute che servono solo a corrompere le nostre economie” dice indignato Cissé
Investitore africano in Africa
Gheddafi aveva una dinamica politica africana. Dal Senegal al Ciad, passando per Guinea, Costa d’Avorio, Ghana, Liberia, Benin, Togo, Nigeria, Niger, Mali, ecc. La guida libica aveva investito miliardi di dollari nel settore agricolo, nel petrolio, turismo e infrastrutture. In Mali, il più piccolo investimento libico era pari a 50 miliardi (di CFA) nel settore alberghiero. “Gli investimenti libici nel settore alberghiero erano stimati in oltre 50 miliardi di franchi CFA“, ha detto Balla Umar Touré, direttore generale dell’Ufficio del Turismo del Mali. Diverse altre centinaia di miliardi di dollari furono investiti nel settore agricolo. Per i maliani Gheddafi era “un uomo che si era impegnato per la causa d’Africa“.
Il Consiglio nazionale di transizione (CNT) venne considerato in Mali un organo dei ribelli sostenuti dalla comunità internazionale. Fin dall’inizio della rivolta a Bengasi, e dall’arrivo delle aeronautiche straniere, associazioni musulmane e partiti politici organizzarono manifestazioni a Bamako, a sostegno di Gheddafi, denunciando “l’invasione occidentale“.
Il leader libico aveva, secondo i suoi nemici, versato diversi miliardi di dollari per la creazione delle banche Sahelo-Sahariane in Senegal, Mali, Niger, Mauritania, Ciad, ecc., e per l’acquisizione di diverse società occidentali in Africa, per ridurne l’influenza sulle economie del continente. Questo fu, per esempio, il caso dell’azienda petrolifera Mobile, del gruppo statunitense Exxon-Mobil, che divenne la Oil Libia in gran parte della sub-regione dell’Africa occidentale.
La Guinea-Conakry deve il suo primo canale televisivo a Muammar Gheddafi, che glielo offrì in nome del popolo libico quale regalo al “popolo fratello” della Guinea, nel 1979. Inoltre rifornì l’esercito della Guinea, dalle armi pesanti alle uniformi dei soldati, per diversi decenni.
Oltre a un enorme sostegno finanziario. “E ora certi finanzieri dicono che gli investimenti libici nella sub-regione superavano tutti gli altri investimenti“, ha sottolineato l’ambasciatore Mustapha Cissé.
La vita dei libici, con Gheddafi
1 – La Libia era l’ultimo nell’elenco dei Paesi indebitati! Il debito era il 3,3% del PIL! In Francia è l’84,5%! L’88,9% negli Stati Uniti! Il 225,8% in Giappone!
2 – La luce era gratuita!
3 – L’acqua calda era gratuita!
4 – Il prezzo di un litro di benzina era di 0,08 euro!
5 – Le banche libiche prestavano senza interesse!
6 – I cittadini non pagavano tasse e l’IVA non esisteva!
7 – Ogni famiglia libica, su presentazione del libretto di famiglia, riceveva 300 euro di aiuti al mese!
8 – A ogni studente che voleva studiare all’estero, il “governo” dava una borsa di studio di 1627,11 euro al mese!

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