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domenica 3 marzo 2013

Graffiti vietati in Tunisia

Si sa, l'arte non piace, e non è mai piaciuta, ai regimi autoritari. E' così in gran parte del mondo. E' così anche in Tunisia. Lo era fino a due anni fa sotto Ben Alì, lo è ora nella Tunisia post-rivoluzionaria. Dal 14 gennaio 2011, giorno della caduta del dittatore tunisino, sono stati molti gli artisti ad aver subito attacchi, sia fisici che verbali, da parte di milizie legate al partito islamista Ennahda (la temuta Ligue de protection de la révolution) e da gruppi salafiti. Ma sono anche molti gli artisti finiti sotto processo per aver disegnato, scritto, creato opere d'arte non gradite al governo di Tunisi. Uno di questi è Oussama Bouagila, writer 25enne. Oussama è attualmente sotto processo, insieme al suo amico 22enne Chehine Berriche (entrambi appartenenti al gruppo di street-artists Zwelwa) per aver scritto su un muro di Gabes questa frase: " La gente vuole diritti per i poveri". Il processo è in corso e Oussama e Chehine rischiano fino a tre anni di carcere. " Ci accusano di aver violato il divieto di scrivere sui muri di edifici statali, di propagandare messaggi violenti, di aver violato lo stato d'emergenza - racconta Oussama - Ma è ovvio che al questione è politica. Abbiamo lottato per liberare il paese da un dittatore ma in pratica nulla è cambiato". Volevano un cambiamento ma questo non è arrivato. L'assassinio di Chokri Belaid ha fatto emergere le tensioni all'interno del paese e il futuro rimane un' incognita. Ma non per Oussama e Chehine, loro sanno per certo che il 27 marzo si dovranno presentare in tribunale.


(lastampa.it)

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