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sabato 30 marzo 2013

Ieri, apertura del primo negozio Bershka nel cuore di Tunisi!

Dopo aver lanciato il suo marchio  Zara Tunisia, il gruppo  lnditex ha aperto, ieri venerdì 29 marzo 2013,  il primo negozio del  noto marchio  Bershka.
Il nuovo punto vendita si trova nel cuore di  Tunisi, nell'  Avenue Habib Bourguiba.



Bershka è una catena di negozi di abbigliamento giovane e a basso costo. Il marchio è di proprietà della Inditex, holding di distribuzione mondiale che detiene altri marchi importanti come Zara, Pull & Bear, Massimo Dutti, Stradivarius, Oysho ecc...

I primi negozi sono nati in Spagna verso la fine degli anni novanta e non hanno impiegato molto tempo a sbarcare in altri stati europei. In soli due anni raggiunge i 100 punti vendita e consolida la propria immagine. Il trend di crescita è stato impressionante nonostante la catena non preveda affiliazione commerciale tramite rapporto di franchising.

Il ministero dell'Interno ha annunciato, che aprirà un'inchiesta a seguito delle accuse a due poliziotti accusati di aver brutalizzato una ragazza in pieno centro a Tunisi.


Il ministero dell'Interno ha annunciato,  che aprirà un'inchiesta a seguito delle accuse a due poliziotti accusati di aver brutalizzato una ragazza in pieno centro a Tunisi.

VIDEO


Auguri di serena Pasqua 2013!

venerdì 29 marzo 2013

Un aereo libico senza pilota libico si è schiantato mercoledì a Ben Guerdane.

Un avion libyen, sans pilote s’écrase à Ben GuerdaneUn aereo libico si è schiantato Mercoledì 27 marzo 2013 nellla delegazione di Ben Guerdane (Medenine).
L'aereo senza pilota si è schiantato nel villaggio di 'Adl Nadhour' nella delegazione Ben Guedane, riferisce  Radio Kalima.

LEGAMBIENTE AL FORUM SOCIALE MONDIALE DI TUNISI


Dignità. È la parola d’ordine del Forum Sociale Mondiale che si è aperto ieri, 26 marzo, a Tunisi con un’imponente manifestazione alla quale era presente anche una delegazione di Legambiente.
Oltre 30mila persone e circa 4mila organizzazioni da tutto il mondo hanno sfilato pacificamente per 9 chilometri, tra slogan, canti e rivendicazioni, a inaugurare due anni dopo le primavere arabe il primo Forum Sociale Mondiale organizzato in un Paese arabo.
Libertà, diritti, democrazia, giustizia, eguaglianza tra i popoli, ma anche questione femminile e crisi economica e sociale sono al centro dei dibattiti organizzati nel campus universitario di Tunisi fino a domani, 30 marzo.
Legambiente ha sostenuto al Social Forum le ragioni dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, proponendo il bacino mediterraneo come punto d’osservazione di problematiche comuni: dalla tutela del mare e delle coste dall’inquinamento, alle politiche energetiche e alle possibilità della green economy e dello sviluppo rurale.
Ieri, appuntamento organizzato da Legambiente per presentare, insieme a Cgil, Arcs/Arci e Fairwatch,  l’Osservatorio italiano sul commercio internazionale. Obiettivo: analizzare e denunciare lo stretto legame tra le questioni ambientali, in particolare la crisi climatica, e le politiche del commercio internazionale che sfruttano comunità e luoghi fragili, ignorando i diritti dei più poveri.
"Dobbiamo lavorare affinché il commercio internazionale riconosca centralità di diritti, salvaguardia dei beni comuni e sostenibilità ambientale e sociale", dichiara Maurizio Gubbiotti, responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente. "La crisi economica che attraversiamo è stata aggravata in maniera forte dalla privatizzazione dei beni comuni come l’acqua e l’energia", aggiunge Gubbiotti. "La grande partecipazione a questo Social Forum nel Maghreb, dove prosegue il fermento della società civile, è particolarmente significativa per lo sviluppo dei processi di democratizzazione e per la crescita di una sensibilità ambientalista diffusa".     

giovedì 28 marzo 2013

Nuova condanna per Ben Ali, 20 anni per omicidio Per repressione a Ouerdanine.Ma ex presidente resta in Arabia Saudita.

 Nuova condanna per l'ex presidente tunisino Zine El Abidine Bel Ali, che è stato giudicato in contumacia per omicidio e cospirazione contro lo Stato. La corte d'appello militare di Tunisi gli ha inflitto venti anni di reclusione, per quanto accaduto nella città di Ouerdanine durante la repressione della rivolta che incendiò la Tunisia tra la fine del 2010 e le prime settimane dell'anno successivo.

Ben Ali, con parte della sua famiglia, si trova dal 14 gennaio del 2011 in Arabia Saudita, le cui autorità gli hanno concesso ospitalità. (ANSA).

Tunisia: Banca centrale alza tasso interesse diretto al 4%

(ANSAmed) - TUNISI, 28 MAR - La Banca centrale tunisina ha alzato di 25 punti base il tasso di interesse diretto, che ora e' al 4 per cento.

In un comunicato, l'Istituto centrale ha reso noto di avere adottato una serie di misure per incentivare il risparmio e dare dinamismo al mercato monetario. In particolare e' stato deciso il rialzo del tasso minimo di remunerazione del risparmio e l'innalzamento di quelli di remunerazione dei depositi a termine. (ANSAmed).


mercoledì 27 marzo 2013

ll Social Forum «invade» Tunisi E riaccende la Primavera araba -http://www.avvenire.it -



La controrivoluzione non passerà. Perché le ragioni che nel 2011 hanno fatto del tunisino Mohammed Bouzizi un martire valgono ancora oggi. Anzi, valgono oggi più di prima, come testimoniano i migliaia di arabi, europei, africani e americani che ieri pomeriggio hanno riempito i viali di Tunisi, per partecipare alla marcia d’apertura organizzata dal settimo World Social Forum. Un evento che ha chiamato nella capitale circa 30mila persone e più di 4.000 organizzazioni da tutto il mondo.

Sono partiti alle 15 dal cuore di Avenue Bourghiba e sono arrivati fino allo stadio Menzah, passando per Avenue de Paris e de la Liberté. Sono tutti qui per il raduno annuale delle associazioni mondiali della società civile, ma la scelta di incontrarsi a Tunisi ha un significato speciale: porre l’accento sulle ineguaglianze, le ingiustizie che interessano questa regione e i popoli arabi. E che rischiano di mandare all’aria un processo di rinnovamento democratico partito realmente dal basso ma già manipolato dalle potenze del Golfo. Così, il corteo si snoda per il centro di Tunisi declinando tutte le esigenze di libertà dei popoli arabi: sono presenti delegazioni di libici, egiziani, siriani, algerini, marocchini, iracheni. Tutti inneggianti all’unità del mondo arabo intorno alla mai sopita questione palestinese. Samira Botuini, 40 anni, ha sempre lavorato al Ministero delle Finanze. Segue il corteo dai margini e dice: «Per noi, manifestazioni come questa, pacifica, con persone che provengono da tutto il mondo, sono una novità. C’è chi vorrebbe interrompere questo processo di democratizzazione ma non è possibile. L’eredità d Bourghiba è troppo forte».

Lo sottolineavano le donne della consulta laica di Tunisi nell’incontro di apertura del Forum ieri mattina. Lo rimarcheranno in uno dei workshop dei prossimi quattro giorni, tutti nel campus dell’Università al Manar di Tunisi, e dedicati ai temi più disparati: ambiente, acqua, diritti di genere, al lavoro, libertà di espressione e stampa, minoranze etnico-religiose. Centrale, nel settimo appuntamento con il forum, la questione israelo-palestinese. Al tema daranno un particolare contributo i padri comboniani, per la prima volta al Forum. Padre Kizito Sesana: «Parleremo di missioni in Terra Santa, attraverso la testimonianza di due nostre suore che hanno vissuto nei territori palestinesi». Non solo. La giornata di domani verterà sui temi delle minoranze religiose e della sorte a cui sono sottoposti i popoli delle diaspore. Sulla migrazione è capofila una iniziativa tutta italiana. Il progetto si chiama «L’Europa sono anch’io» e ha come fine ultimo quello di rivoltare come un calzino le leggi europee sui migranti attualmente in vigore in Europa. Spiega Pietro Soldini, responsabile Cgil per la migrazione: «Il progetto punta a tre obiettivi: il diritto di voto per il migrante, la cittadinanza e la ratifica della convenzione dei Diritti dell’uomo».

Laura Silvia Battaglia

TUNISIA: DOV’È FINITA AMINA? SI MUOVE LA SOCIETÀ CIVILE INTERNAZIONALE

A 19 anni la fondatrice dell‘organizzazione femminista “Femen” tunisina, Amina, è finita nel mirino per la pubblicazione di una proprio foto in topless su Facebook. La prima reazione indignata è arrivata della zia della ragazza, che in un video su Youtube “ha scomunicato” la nipote dissociandosi dalla sua protesta. Poi è arrivata l’ira di un predicatore salafita, Adel Almi, presidente di Al-Jamia Al-Li-Wassatia Tawia Wal-Islah, che ha invocato prima un centinaio di frustate e poi la lapidazione per la peccatrice Amina. Pochi giorni dopoAmina è scomparsa e non si hanno più sue notizie.
Inna Shevchenko, fondatrice di Femen in Ucraina, al The Atlantic ha detto con sicurezza che Amina è stata internata in un ospedale psichiatrico a Tunisi. Qualche voce non confermata dice che la ragazza si è suicidata. Ieri il suo avvocato, Bouchra Bel Haj Hmida, ha detto che Amina sta bene ed è serena con la famiglia, anche se rischia il carcere fino a sei mesi se la Corte dovesse confermare l’accusa di violazione della pubblica decenza, scrive l’Huffington Post.
Le donne di tutto il mondo stanno riempiendo Facebook di foto di sé in topless, in segno di solidarietà; “Free Amina” è l’hashtag più popolare su Twitter in questi ultimi giorni e una petizione lanciata dalla saggista e giornalista francese Caroline Fourest ha già raccolto 84.000 firme. L’attivista Maryam Namazie ha indetto la “Giornata internazionale di Amina” per il prossimo 4 aprile, al fine di ricordare agli islamisti e al mondo intero che la misoginia può diventare un’epidemia pericolosa.
Ieri a Tunisi si è aperta la tredicesima edizione del Forum sociale mondiale, un incontro di organizzazioni non governative e società civile organizzato in contrapposizione al Forum economico mondiale di Davos e quest’anno è ospitato in Tunisia perché è stato il paese pioniere della primavera. Uno dei primi incontri, ieri mattina, era dedicato proprio alle donne, “con l’obiettivo di rifiutare il capitalismo selvaggio e qualsiasi modello di sviluppo che le discrimini o le emargini”, scrive il quotidiano francese Le Point.
I partecipanti all’assemblea ieri mattina hanno espresso solidarietà e sostegno al pieno sviluppo dell’uguaglianza e dei diritti femminili che la Tunisia, unica tra i paesi arabi, tutela dal 1956, cioè da quando fu promulgata la Costituzione, ma che oggi rischiano di essere compromessi da alcune frange di estremisti islamici.

(Altlasweb.it)

Grecia, Tunisia ed Egitto in crescita per l'estate di Veratour

Per l'estate 2013, i primi segnali registrati dal tour operator segnano una crescita per Grecia, Tunisia ed Egitto. In particolare, l'area del Nord Africa segna una ripresa grazie anche alla nuova struttura 5 stelle in Tunisia, il Veraclub Yadis Thalasso & Golf a Djerba, che aprirà i battenti il prossimo 22 aprile. Notizie decisamente positive arrivano anche dall'Egitto, che è tornato a crescere "anche rispetto ai valori precrisi legati alla primavera araba", precisa il tour operator.

Ma anche il lungo raggio segna un buon trend, oltre ai segmenti gruppi e incentive: due settori importanti per destagionalizzare il business dei tour operator, spesso concentrati in pochi mesi 'caldi' dell'anno.

Intanto, "la stagione invernale sta chiudendo con risultati positivi, con incrementi a doppia cifra e con marginalità in crescita – afferma Paolo Ciervo, responsabile vendite Centro Sud Italia di Veratour -. In particolare, il Natale e il Capodanno hanno realizzato il tutto esaurito in tutte le destinazioni, ma sono state positive anche le performance dei mesi di febbraio, marzo e aprile".

Per quanto riguarda la mappa delle vacanze, i dati invernali anticipano il trend al rialzo del'Egitto. "Le destinazioni che hanno registrato una maggiore accelerazione – afferma ancora Ciervo – sono state Caraibi e Mar Rosso, dove abbiamo scelto di investire ulteriormente con un secondo villaggio a Marsa Alam, il Veraclub El Quseir Radisson Blu".

(TTG Italia)

A Tunisi è tornata la primavera

Si è aperta il 26 marzo a Tunisi la tredicesima edizione del Forum sociale mondiale, ospitato per la prima volta in un paese arabo e per la terza volta, dopo Nairobi e Dakar, nella capitale di un paese del continente africano. “Il Forum è una straordinaria consacrazione della primavera araba”, scrive El Watan.

Il Forum sociale mondiale è un incontro dei movimenti della società civile che ogni anno, dal 2001, viene organizzato in contrapposizione al Forum economico mondiale che si svolge Davos, in Svizzera, con l’obiettivo di trovare soluzioni alternative ai modelli di sviluppo economico dominanti. Il tema di quest’anno è la “dignità”.

“Come i giovani arabi che hanno fatto cadere una dittatura, le 70mila persone attese a Tunisi aspirano a un rovesciamento della dittatura neoliberale del mercato”, scrive il quotidiano tunisino La Presse.

L’occidente contestato
“Democrazia, giustizia sociale, lavoro, lotta contro la corruzione”, sono alcuni dei temi che saranno affrontati durante la settimana del Forum. “Ma la contestazione dell’occidente, in un contesto di austerità economica e di piani di salvataggio a ripetizione per le banche indebitate, sarà al centro del dibattito”, scrive Libération.

Secondo l’associazione francese Attac (Association pour la taxation des transactions financières et pour l’action citoyenne) il forum dovrebbe aiutare a stringere legami tra i paesi del nord e del sud del mondo per “trovare delle alternative al modello neoliberale”.

Largo spazio sarà dato alle esperienze dei movimenti come Occupy Wall street, gli indignati di Spagna e Grecia o le rivoluzioni del mondo arabo, le cui rivendicazioni sono comuni, dalla richiesta di giusizia sociale e della ripartizione equa delle risorse alla lotta “contro il diktat del mondo della finanza”.

L’assemblea delle donne
La condizione delle donne, in particolare nel mondo arabo, è il primo tema affrontato nell’edizione 2013 del forum. Si è tenuta questa mattina l’Assemblea delle donne, con l’obiettivo di esprimere il “rifiuto del capitalismo selvaggio e del modello di sviluppo che marginalizza e favorisce la discriminazione femminile”, riporta Le Point.

I partecipanti hanno espresso “la loro solidarietà con le donne tunisine e le donne di tutta la regione araba in lotta affinché il processo rivoluzionario in corso sia quello dei diritti e delle libertà e della distribuzione equa della ricchezza”.

In Tunisia, dopo due anni dalla rivoluzione che ha dato origine alla primavera araba, numerose associazioni della società civile contestano il modo in cui gli islamisti del partito Ennahda al governo vorrebbero eliminare i diritti acquisiti delle donne in Tunisia.

Oggi le tunisine beneficiano di ampi diritti grazie a una legge del 1956 che garantisce l’uguaglianza dei sessi in alcuni ambiti, una situazione unica nel mondo arabo. Le donne però restano discriminate in molti casi, soprattutto in tema di matrimonio e diritto di famiglia.

Per seguire il forum su Twitter gli hashtag sono #fsm2013 oppure #WSF2013.

(Internazionale.it)


martedì 26 marzo 2013

Scuola Italiana di Tunisi riposa in pace: Parte 7

Dopo l'ultima riunione tra i portavoce dell'iniziativa della lettera contro il malfunzionamento della scuola italiana e il comitato di gestione ( solo un membro ha avuto il coraggio di presentarsi), decretiamo la morte della Scuola Italiana di Tunisi per come abbiamo avuto il piacere di conoscerla dall'anno della sua creazione fino ad oggi.


Si prega di scrivere i commenti nel nuovo post, il precedente è sovraccarico quindi in alcuni casi si possono riscontrare problemi di inserimento dei commenti.

Comunicato dell'Unità di Crisi


L'Unità di Crisi, presso il Ministero degli Affari Esteri, oggi ha aggiornato la pagina inerente alla Tunisia. Si consiglia la visione della seguente pagina a tutti coloro che si recheranno nel Paese, specialmente per scopi turistici, nel prossimo periodo.

Pagina dell'Unità di Crisi : www.viaggiaresicuri.it

Tasso di cambio

Storico mercoledì 13/03/2013 - martedì 26/03/2013
DateEuroTunisia Dinar
Martedì 26/03/20131 EUR =2.04264 TND
Lunedi 25/03/20131 EUR =2.03844 TND
Domenica 24/03/20131 EUR =2.04675 TND
Sabato 23/03/20131 EUR =2.0513 TND
Venerdì 22/03/20131 EUR =2.0513 TND
Giovedi 21/03/20131 EUR =2.03895 TND
Mercoledì 20/03/20131 EUR =2.04281 TND
Martedì 19/03/20131 EUR =2.03473 TND
Lunedi 18/03/20131 EUR =2.04647 TND
Domenica 17/03/20131 EUR =2.04578 TND
Sabato 16/03/20131 EUR =2.04944 TND
Venerdì 15/03/20131 EUR =2.04944 TND
Giovedi 14/03/20131 EUR =2.04306 TND
Mercoledì 13/03/20131 EUR =2.05067 TND

Aumentano pensioni minime per famiglie bisognose.

 Sono state aumentate di trenta dinari al mese (poco piu' di quindici euro) le pensioni minime conferite alle famiglie tunisine piu' bisognose. L'annuncio e' stato dato oggi dal ministro degli Affari sociali, Khalil Zaouia, che, in una intervista radiofonica, ha spiegato che le pensioni passeranno quindi dagli attuali 70 dinari a 100 mensili.

L'annuncio arriva in un momento in cui cominciano a moltiplicarsi segnali non positivi sulla tenuta del sistema pensionistico tunisino. Cosa che potrebbe rendere necessaria, nel breve periodo, una riforma che riguarderebbe anche l'ipotesi di elevare l'eta' pensionistica a partire dal settore pubblico, misura questa gia' avversata dalle categorie interessate. (ANSAmed).

lunedì 25 marzo 2013

Giustizia, sciopero magistrati contro ingerenze

(ANSAmed) - TUNISI, 25 MAR - I magistrati tunisini sciopereranno giovedi' prossimo per protestare contro il progetto di creare una commissione provvisoria che sostituisca il Consiglio superiore della magistratura, in attesa della sua revisione.

I magistrati, le cui rappresentanze sindacali si sono riunite ieri pomeriggio, a Tunisi, hanno anche denunciato con forza che, in seno al consiglio di disciplina dell'organo di autogoverno, ci sono ''presenze esterne'' - che quindi non hanno titolo a parteciparvi - al corpo giudiziario. (ANSAmed)


Articoli del lunedì: Distruggiamo il lobbismo


Istituto di Cultura, Circolo Italiano, Scuola Italiana. Chi li gestisce? Come vengono gestiti? Sono istituzioni aperte a tutti? Gli italiani di Tunisi sanno della loro esistenza? 

A tutte queste domande non vi è una risposta perché di fatto nessuno ha mai capito come funzionano, chi li gestisce e soprattutto se a norma di legge o no. Tuttavia un rimedio è possibile, non permettere alle lobbies che le controllano di continuare a farlo ( ricordiamo che "normalmente" sono istituzioni appartenenti alla comunità italiana). Questo è possibile con un semplice rimedio: ogni anno estrarre 3 italiani iscritti all'AIRE i quali avranno il compito di gestire le tre istituzioni per 12 mesi con la supervisione dell'ambasciata e di un nuovo ricostituito Comites. 

Perché no? Se non siete d'accordo proponete voi nuove idee per cambiare il sistema...



World Social Forum

Il World Social Forum, l'evento dove si riuniscono con cadenza annuale i membri dei movimenti per la globalizzazione alternativa, arriva quest'anno in Tunisia, proprio in quella terra dove nel dicembre 2010 si accese la fiamma che galvanizzò il mondo arabo ispirando le popolazioni a lottare contro i regimi dittatoriali. È per questa ragione che il World Social Forum 2013, una manifestazione che si oppone ferocemente al capitalismo e promuove lo sviluppo di una società più sostenibile, assume una carica simbolica probabilmente maggiore rispetto alle passate edizioni.

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/45408/20130324/world-social-forum-2013.htm#ixzz2OXkApLIu




Fethi Dabako, in Tunisia la rivoluzione continua

Roma, 25 marzo 2013, Nena News -Fethi Dabako, del Partito dei patrioti democratici Fronte popolare (Chokri Belaid, ucciso a febbraio, ne era segretario generale), è coordinatore del Forum sociale mondiale di Tunisi, che si aprirà - afferma - con una grande marcia in cui sono attese 80.000 persone. «Una sezione speciale sarà dedicata a Hugo Chávez», dice, mentre i lavori «ruoteranno ai grandi seminari sul debito internazionale, la solidarietà sindacale, l'uguaglianza delle donne nei paesi arabi la voce degli indignati.

Al centro del Forum - spiega - c'è la parola Dignità, che racchiude tutto quel che può volere un essere umano: libertà, diritto alla vita e a spostarsi liberamente.

La situazione in Tunisia? «Abbiamo lottato contro le dittature precedenti - risponde Fethi - ora dobbiamo liberarci di quella dei Fratelli musulmani, che sicuramente perderanno le elezioni e per questo non le vogliono fare. Prima il popolo aveva votato per loro perché li credeva seri e non corrotti. Ora ha capito che sono i burattini degli Usa e dei paesi del Golfo, hanno visto che sono contro la libertà delle donne. Dicono che non c'entrano con i salafiti, ma l'assassinio del nostro compagno è opera loro. Ora dicono di aver fatto un governo di tecnocrati, ma sono sempre gli stessi». Durante le rivolte contro Ben Ali, Dabako è stato un mese in coma. «La polizia presidenziale - racconta ora - mi è venuta a cercare, lasciandomi mezzo morto». 



continua su Nena News



domenica 24 marzo 2013

Politica ed Economia: Una piccola Svizzera nel Maghreb

Da vent'anni a questa parte la Tunisia ed in particolare Tunisi, la sua capitale, sono molto cambiate. Mi ricordo ancora le piccole strade fangose ad una sola corsia e molti quartieri privi delle infrastrutture necessarie ad una vita serena. Molto è stato fatto negli ultimi anni per far crescere un' industria capace di produrre per la grande Europa ( il mercato tunisino è irrisorio in confronto, solo 10.000.000 di anime)  e supportare il bisogno di crescita del paese, ma ora ciò non basta. Il vero problema del nuovo governo tunisino è di capire come mettere le basi per una Tunisia del futuro senza rimpiangere il passato. 

La strada sembra ovvia sulla carta ma di difficile realizzazione per i troppi interessi in gioco a livello interno ed internazionale. La necessità e di convertire Tunisi in una città dedicata esclusivamente alla finanza ed al settore terziario, cercando di spostare le fabbriche nelle zone meno produttive e povere del paese per incrementarne il loro benessere. Nello stesso tempo è di vitale importanza aumentare il livello di sicurezza e di stabilità nelle zone a rischio, senza però soffocarne la popolazione, al fine di attrarre maggiori investimenti dall'estero ma anche dagli stessi tunisini abbienti che in questo momento preferiscono investire altrove.




Estremisti contro il Festival della rivoluzione

Un gruppo di salafiti ha fatto irruzione, ieri sera, in un teatro dove, a Rgueb, nel governatorato di Sidi Bouzid, si stava svolgendo una rappresentazione nell'ambito del "Festival della Rivoluzione". Gli integralisti hanno aggredito un regista e strappato una videocamera dalle mani di una donna italiana venuta da Tunisi per seguire la rappresentazione.

I "barbus" hanno compiuto la loro azione perché, hanno detto, la regione non ha bisogno di cultura che viene da "miscredenti" e quindi hanno detto che non consentiranno la prosecuzione del festival. Alcuni degli artisti hanno riferito di essere stato costrettia a fuggire perché i salafiti li hanno minacciati dicendo che sarebbero tornati, in numero maggiore. 



Globalist


sabato 23 marzo 2013

Germania converte debiti in investimenti Marzouki incontra a Berlino il cancelliere tedesco Merkel

 E' stato attivato l'accordo, siglato nel 2012, che mira a convertire i 60 milioni di dinari (trenta milioni di euro) di debito che la Tunisia ha con la Germania in investimenti mirati allo sviluppo e finalizzare la restante parte - 40 milioni di euro - in altri progetti. E' stato questo uno dei risultati dell'incontro che il presidente tunisino, Moncef Marzouki, ha avuto oggi, a Berlino, con il cancelleire tedesco, Angela Merkel, e che si e' svolto in un clima di grande cordialita'.

Nell'accordo, riferiscono fonti tunisine, e' compreso anche il sostegno al settore turistico tunisino, oltre alla cooperazione in quelli delle energie rinnovabili e dell'industria aeronautica.

Prima dell'incontro con la Merkel, Marzouki e' stato ricevuto, al Palazzo di Bellevue, dal presidente tedesco Joachim Gauck, prima di incontrare il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, e il presidente del parlamento della Germania, il Bundestag, Norbert Lammert.

(ANSAmed).

Tunisia, la Femen Amina scomparsa da giorni: rischia la morte


TUNISI - Da giorni non si hanno più notizie di Amina, l'attivista tunisina di Femen minacciata per avere pubblicato, sulla sua pagina di Facebook, delle foto che la ritraggono con il seno nudo. La sua pagina sul social network, dopo essere stata piratata da qualcuno che ha detto chiamarsi al Angour, non è più stata aggiornata. Cosa che ha alimentato i timori di Femen, che ha lanciato l'allarme. Minacciata di morte. Dopo la pubblicazione delle sue fotografie, la liceale è stata bersaglio di critiche, ma anche di minacce di morte da parte di presunti salafiti. Un noto predicatore integralista, Adel Almi, si è spinto a dire che Amina, con il suo gesto, merita la lapidazione. Cellulare spento da tre giorni. La fondatrice del movimento Femen, Inna Shevchenko, conferma di non aver più contatti da giorni con Amina: «Il suo cellulare è spento da tre giorni, il suo conto Facebook è disattivato, così come quello su Skype», ha detto Inna Shevchenko al quotidiano francese Liberation. «Abbiamo ricevuto messaggi nei quali è indicato che sta con la sua famiglia e che sta bene, ma non conosciamo le persone che ce li hanno inviati. Con le sue foto voleva dare il suo sostegno a Femen, come tante donne nel mondo. Eravamo in contatto con lei da due settimane, desiderava lanciare Femen in Tunisia».

(Il Messaggero)

venerdì 22 marzo 2013

Tunisia: soldi partiti da estero, controlli aeroporto Tunisi

Controlli personali e perquisizioni di uffici sono scattati nell'aeroporto di Tunisi-Cartagine nell'ambito di una inchiesta che mira a verificare la fondatezza delle voci secondo le quali partiti politici ed organizzazioni tunisine sono costantemente ed in grande misura foraggiate da denaro che arriva da Paesi stranieri. Cosa questa specificamente vietata dalla legge. In particolare, i controlli cercherebbero di appurare se, come viene ipotizzato, l'aeroporto internazionale della capitale, per la sua permeabilita', sia la via preferita da alcuni Paesi (segnatamente quelli del Golfo) per fare affluire una copiosa messe di denaro in Tunisia, poi girata a formazioni ed organizzazioni politiche, soprattutto quelle della cosiddetta area islamica. Nel mirino dell'inchiesta, secondo quanto anticipa oggi il quotidiano arabofono Ashourouk, ci sarebbero alcuni funzionari che, approfittando del loro ruolo, agevolerebbero l'arrivo ed il passaggio di mano del denaro alleggerendo i controlli.

(ANSAmed)


Tunisia: Hrw, modificare legge su diffamazione

Per la Tunisia e' arrivato il momento di modificare le legislazione che punisce penalmente la diffamazione. E' la forte richiesta che e' venuta dal direttore aggiunto per Medio Oriente e Nord Africa di Humain Rights Watch, Eric Goldstein, secondo il quale ''le leggi penali che regolano la diffamazione tendono a vessare la liberta' d'espressione e vanno contro l'interesse pubblico, dissuadendo i cittadini dal denunciare la corruzione dei dirigenti''. In questo, ha affermato ancora Goldstein, l'Assemblea nazionale costituente ''ha una responsabilita' cruciale per proteggere e preservare il diritto alla libera espressione'' soffocato negli anni prima della rivoluzione del gennaio 2011 attraverso la criminalizzazione della diffamazione''. Per l'esponente di Hrw ''la diffamazione deve essere prevista come un affare civile e non come un crimine passibile della prigione''. (ANSAmed).


Tunisia:Presidente repubblica in visita di Stato in Germania

Comincia oggi la visita di Stato di due giorni in Germania del presidente della repubblica tunisina Moncef Marzouki, su invito del collega tedesco Joachim Gauck. Marzouki, che guida una folta delegazione ufficiale, ha in agenda incontri con le massime autorita' della Repubblica federale di Germania, con esponenti del mondo economico e finanziario, della cultura e della societa' civile. Domani Marzouki si spostera' a Monaco, per incontri con le autorita' della Baviera e con la comunita' tuinisina residente nell'importante Land del Sud. (ANSAmed).


Tunisia: media, due italiani aggrediti da salafiti nel sudest

(Adnkronos/Aki) - Due italiani sono rimasti vittima di un'aggressione a Zarzis, nella Tunisia sudorientale. E' quanto si legge sul sito di notizie tunisino Business News, che rilancia una notizia diffusa da Radio Tatouine, sulla base di informazioni ottenute da fonti della sicurezza locale. I due italiani erano impegnati, insieme a due tunisini, a distrubuire volantini per scoraggiare i giovani dal tentare pericolosi viaggi per raggiungere clandestinamente l'Italia quando sono stati aggrediti da un gruppo di salafiti. L'aggressione, si legge, sarebbe scattata perche' il gruppo di salafiti ha creduto che l'iniziativa dei volantini rientrasse in una campagna di proselitismo. I media tunisini non danno notizie riguardo le condizioni delle quattro persone aggredite.

Tunisia, rapper insulta polizia in video: condannato a 2 anni



In Tunisia, si finisce in carcere a causa di un video su Youtube. Il rapper tunisino Weld El 15, vero nome Alla Yaacoubi, è stato infatti condannato a due anni di reclusione senza sospensione della pena: il tribunale di Ben Arous ha inflitto la condanna al rapper, ancora latitante dopo la sentenza, per aver diffuso un video in cui accusava poliziotti e magistrati di 'essere dei cani', insulto considerato tra i più infamanti nel mondo arabo.

Lo stesso tribunale ha inoltre condannato, nello stesso processo, due giovani a sei mesi di reclusione: si tratta di Sabrina Klibi, apparsa nel video, e dell'operatore che lo ha filmato. Entrambi però sono riusciti ad ottenere la sospensione della pena, tornando in libertà dopo l'arresto.

giovedì 21 marzo 2013

Ministero dell' Interno - Aggiornamento 19/03/2013


Immigrazione

19.03.2013


Decreto flussi lavoratori non comunitari stagionali 2013: disponibile l’applicativo per compilare le domande


L’inoltro delle domande sarà possibile dalle ore 8 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto del 15 febbraio 2013 sulla Gazzetta Ufficiale e sino alle ore 24 del 31 dicembre. La procedura prevede una quota massima di ingressi per 30.000 persone

Disponibile da domani all’indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp l'applicativo per la compilazione delle domande relative al decreto per la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari stagionali per l'anno 2013.
L'invio delle domande sarà possibile dalle ore 8 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 febbraio 2013 sulla Gazzetta Ufficiale e sino alle ore 24 del 31 dicembre. Sui siti internet del ministero dell'Interno www.interno.gov.it e del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali www.lavoro.gov.it verrà data comunicazione dell'avvenuta pubblicazione.
Il decreto - che prevede una quota massima di ingressi di 30.000 cittadini stranieri residenti all'estero - stabilisce che sia ammesso l'ingresso di lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina, Tunisia. Il provvedimento, inoltre, nell'ambito della quota delle 30.000 unità, ne riserva 5.000 per i lavoratori non comunitari che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.
In merito al nulla osta al lavoro, al fine di semplificare le procedure, la sottoscrizione del contratto di soggiorno sarà valevole ai fini della comunicazione obbligatoria.

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