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mercoledì 27 febbraio 2013

Omicidio Belaid; rabbia salafiti, non c'entriamo. Dubbi anche da famiglia vittima, vogliamo la verita'!

Se il ministro dell'Interno e premier prossimo venturo, Ali Laarayedh, sperava che l'annuncio dell'arresto di quattro salafiti nelle indagini sull'omicidio dell'oppositore laico Chokri Belaid allentasse la tensione che attanaglia da settimane la Tunisia, il suo calcolo e' fallito clamorosamente.

Nessuno, a eccezione dei suoi compagni di partito di Ennahda, sembra avere accolto con entusiasmo la notizia: i salafiti respingono con rabbia l'accusa e attaccano una caserma di polizia; la famiglia della vittima afferma che si stanno cercando di coprire i veri colpevoli, in alto loco. Per la famiglia dell'esponente dell'opposizione assassinato, infatti, accusare i salafiti e' la soluzione piu' comoda. Ma ora, ha scandito la vedova di Belaid, Bessma Khalfaoui, vogliamo sapere chi c'e' veramente dietro all'omicidio. Cioe': forse avete preso i manovali (a eccezione dell'esecutore materiale, in fuga), ma diteci chi c'e' veramente dietro. Parole che confermano quel che la famiglia Belaid ha detto sempre, e cioe' che l'omicidio ha avuto come mandante morale Ennahda e la sua virulenta campagna contro l'opposizione. Alle parole di Bessma Khalfaoui, per la quale in molti preconizzano un ruolo nelle prossime elezioni politiche, hanno fatto eco quelle di esponenti politici dell'opposizione, che hanno espresso tutte le loro perplessita' su una inchiesta che, comunque, al momento apparirebbe solida perche' almeno uno degli arrestati sta collaborando. Si tratta del 'driver', dell'uomo che guidava la motocicletta che ha portato sul luogo dell'agguato l'assassino che, con freddezza, ha piazzato, con una pistola non ancora trovata, tre colpi mortali (alla testa, al petto, alla nuca) prima di allontanarsi. Un assassino glaciale, che ha agito senza nemmeno coprirsi il volto. Ed e' questo che lo ha tradito perche' le sue fattezze sono state ricostruite comparando i nastri delle telecamere di sicurezza che si trovano a non molta distanza dal luogo dell'agguato. Il complice dell'assassino questa mattina, protetto da decine di agenti, ha compiuto un sopralluogo, dando la sua ricostruzione dell'uccisione, segno questo di una possibile collaborazione. I salafiti, che hanno affidato la loro reazione ai siti, respingono le accuse.

Chouyouk Essalafiya e' addirittura sprezzante dicendo che per loro Chokri Belaid era un pesce piccolo, un bersaglio insignificante e quindi non meritevole di entrare nel mirino del movimento. Altri, a cominciare da Laarayedh, ma non lui. E quando Laarayedh aveva appena concluso la sua conferenza stampa, a Sidi Bouzid, decine di salafiti hanno preso d'assalto la caserma della polizia. Forse una coincidenza, ma strano che sia accaduta proprio a Sidi Bouzid, citta' dove si diede fuoco Mohamed Bouazizi - primo 'martire' della rivoluzione dei gelsomini - divenuta poi cuore del salafismo piu' duro.

(ANSAmed).

Conergy realizza il secondo impianto fotovoltaico per potenza della Tunisia


Conergy entra nel mercato tunisino del fotovoltaico, aggiudicandosi l'appalto per la realizzazione di un campo fotovoltaico a Ben Guardane, in una delle province nel sudest della nazione nordafricana. Una volta attivo, l'impianto di Ben Guardane sarà il secondo per potenza della Tunisia, con 210 kW di potenza e sarà collegato alla rete nel corso del mese di marzo. L'energia prodotta servirà totalmente a coprire circa il 70% della richiesta energetica per il funzionamento di un impianto di desalinizzazione, inaugurato nel mese di novembre 2012 e che permette di fornire la popolazione di 1,8 milioni di litri d'acqua potabile al giorno. L'impianto è stato realizzato attraverso l'unione di forze dei team italiani e francesi di Conergy ed è una donazione fatta dal governo giapponese alla Tunisia. Il governo tunisino sta pianificando una forte espansione della rete elettrica nazionale, che in futuro dovrebbe portare alla capacità, per il paese, di esportare energia elettrica non solo alle nazioni confinanti, ma anche in Europa. L'ambizioso obiettivo del governo di ottenere 1 GW da fonti rinnovabili entro il 2016 non sembra realizzabile, anche per via della situazione politica dopo la recente rivoluzione nel Paese, tuttavia gli analisti reputano il Maghreb una regione che avrà una forte espansione del mercato fotovoltaico. Il consigliere di Conergy Alexander Gorski ha dichiarato che "secondo gli esperti c'è un potenziale di 7 GW entro il 2020 e di 37 GW entro il 2030 per l'intera regione del Medio Oriente e del Nord Africa. I principali paesi nei quali avverrà questa espansione saranno l'Arabia Saudita e la Turchia, ma in molti altri paesi, come la Tunisia, siamo solo agli inizi. Il fotovoltaico non ha giocato un forte ruolo finora, ma il governo tunisino ha pianificato di espandere la produzione da fonti rinnovabili nei prossimi anni e sta investendo su questo progetto, perciò ci si aspetta un potenziale di 200 MW per questa nazione entro il 2020."




Turismo: Tunisia; si aggrava crisi settore, calano presenze

(ANSAmed) - TUNISI, 26 FEB - Nonostante gli sforzi profusi, con il varo di una campagna internazionale mirata a recuperare l'attenzione del mercato internazionale, il turismo tunisino continua ad accusare delle perdite che, sebbene contenute rispetto al 2012, segnano un baratro se confrontate alle cifre del ''prima della rivoluzione''. Secondo i dati raccolti dall'Ufficio nazionale del turismo e citati dalla Tap, dal primo gennaio al 20 febbraio in Tunisia sono arrivati 439.708 turisti. Un numero che e' inferiore del 20,4% a quello del 2010 e del 7,7 per cento rispetto allo scorso anno. Disaggregando i dati per flussi, si evidenzia che il calo e' generalizzato, cioe' non e' stato dfeterminato dal crollo di arrivi da una singola nazione, evidenziando quindi che il problema d'immagine di cui soffre in questo periodo la Tunisia e' considerato tale da tutti i tradizionali bacini d'arrivo dei turisti. A subire questo fenomeno sono stati i due tradizionali mercati di riferiemnto del turismo tunisino, quello europeo e quello maghebino. In particolare, nel periodo preso in esame sono arrivati dall'Europa in 122.624 contro i 175.443 che avevano scelto la Tunisia nel 2010, con un arretramento pari al 30,1% (rispetto al 2012 il calo e' stato del 5,4%). Nella ''classifica'' dei Paesi i maggiori arrivi sono stati di francesi (44.283), seguiti dai tedeschi (18.707), e dagli italinai (18.146). Come sempre in testa agli arrivi per quanto riguarda i mercati maghrebini sono stati gli algerini (81.529), seguiti dai libici, dai marocchini e dai mauritani.


Tunisia: fermati 4 salafiti per omicidio belaid, caccia al killer

(AGI) - Tunisi, 26 feb. - L'uomo sospettato di aver assassinato il leader dell'opposizione laica tunisina, Chokri Belaid, e' stato identificato ed e' ricercato. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno tunisino e premier designato, Ali Larayedh, spiegando che fa parte di una cellula salafita e che quattro suoi complici sono stati arrestati. Cauto il primo commento della vedova di Belaid, Basma: "E' bene sapere chi ha ucciso Chokri, ma e' molto importante sapere chi dette l'ordine perche' si e' trattato di un'azione molto organizzata". Il fratello di Belaid, Abdelmajid, aveva accusato Ennahda, il partito filo-islamico al potere, di essere dietro l'omicidio. "L'assassino", ha dichiarato il ministro dell'Interno, "e' stato identificato e gli stiamo dando la caccia. Quattro altre persone sospettate di aver partecipato all'uccisione di Belaid sono state arrestate, appartengono a un gruppo radicale salafita". L'omicidio dell leader del Partito dei Patrioti democratici uniti, il 6 febbraio, ha provocato le piu' grandi proteste di piazza in Tunisia dal rovesciamento del regime di Zine al-Abidine Ben Ali, due anni fa. "Aver identificato l'assassino rafforza la fiducia nella magistratura e nella neutralita' della sicurezza", ha sottolineato Larayedh, esponente del partito islamico Ennahda al governo. La radio Express Fm ha riferito che tra i salafiti arrestati in relazione all'omicidio c'e' un agente di polizia. Uno degli arrestati, ha spiegato il ministro dell'Interno, accompagno' l'assassino che sparo' quattro colpi all'esponente della sinistra tunisina davanti alla sua casa prima di fuggire in moto. La cellula salafita aveva sorvegliato la casa dell'esponente dell'opposizione e una piazza vicina per diversi giorni prima dell'agguato. (AGI) .

lunedì 25 febbraio 2013

Sondaggio, tunisini perplessi su nomina Laarayedh 47% teme peggioramento con nuovo premier. Oggi lista ministri

 TUNISI, 25 FEB - Mentre si attende, di ora in ora, l'ufficializzazione della lista dei ministri del prossimo governo, un sondaggio - fatto da Tbc Partner - sostiene che la maggioranza dei tunisini non accredita di molta fiducia il premier incaricato, Ali Laarayehd.

Piu' in particolare, il 47 per cento degli intervistati prevede che la situazione del Paese con lui peggiorera'; di parere opposto il 33 per cento; per il 18 per cento non ci sara' discontinuita' con l'esecutivo guidato da Hamadi Jebali; solo il 2 per cento non ha espresso un giudizio.

Un'altra domanda chiedeva di esprimersi sul fatto che Laarayedh sia il migliore candidato che Ennahda poteva proporre per la carica di primo ministro. Per il 46 per cento la scelta e' stata sbagliata; per il 36 per cento giusta; il 18 per cento ha preferito non pronunciarsi.

Ben piu' schiacciante (il 59 per cento) la percentuale degli intervistati secondo i quali Laarayedh non ha la capacita' di imprimere una svolta alla Tunisia; di parere opposto il 34 per cento; l'8 per cento non ha dato indicazioni. (ANSAmed).

Un futuro di piombo per la Tunisia?

È stata oggi annunciata in Tunisia la nascita di un nuovo movimento estremista, nuovo almeno per quel riguarda l’altra sponda del Mediterraneo. La nuova fazione di estrema sinistra è stata infatti chiamata Brigate Rosse, prendendo spunto dall’organizzazione armata italiana nata negli anni ’70. L’uccisione di un simbolo - Il nostro vicino d’oltremare potrebbe presto cadere in una trappola ben nota all’Italia. L’instabilità politica degli ultimi mesi sta infatti conducendo il paese verso un’agonia fatta di combattimenti clandestini, soprattutto dopo la morte di uno dei simboli della sinistra e della laicità in Tunisa, Chokri Belaid, freddato da un commando di assassini lo scorso 6 febbraio. Così, mentre oggi la gente era in piazza per manifestare pacificamente contro l’efferato crimine, che potrebbe cambiare la storia del paese e il governo si trovava in una posizione di forte difficoltà, le Brigate Rosse tunisine, al Alwiya al Ahmar nel nome arabo, hanno annunciato con un comunicato la nascita del loro movimento segreto. Momento di debolezza per la Tunisia - ”Il nostro obiettivo è quello di difendere il Paese e la libertà”. Si legge nel documento diffuso dall’organizzazione “abbiamo deciso di combattere coloro i quali sono al potere con la forza delle armi e terrorizzando il popolo o assassinando coloro i quali hanno opinioni diverse o violentando il Paese”. La nascita delle Brigate Rosse tunisine avviene in un momento particolarmente delicato per la Tunisia, in cui il ministro dell’Interno Ali Laaridhi è stato chiamato a formare un nuovo governo e la folla protesta per le strade della capitale, arringata sui social network. Ecco perché le affermazioni del nuovo estremismo suscitano grande preoccupazione. I componenti della nuova formazione hanno già spiegato di “aver individuato obiettivi da colpire che saranno eliminati al momento e nel luogo opportuno”, una risposta agli islamici del partito Ennahda, ritenuti responsabili della morte di Belaid e forse di una nuova sanguinosa stagione di violenze.

(newnotizie.it)

Tunisia: tre tigri circo Togni fuggono e vagano per Hammamet

Tutto potevano aspettarsi gli agenti di una pattuglia delle forze di sicurezza in servizio la scorsa notte ad Hammamet meno che di trovarsi davanti, in un giro di routine per le strade del noto centro turistico del sud tunisino, tre grosse tigri che, tranquillamente, stavano passeggiando. Il tempo di riprendersi dalla sorpresa e gli agenti hanno avvertito la centrale facendo scattare i controlli che hanno portato ad accertare che i tre grossi felini erano fuggiti dalle gabbie del circo di Lidia Togni senza che i loro guardiani se ne accorgessero. Nel volgere di poco tempo agenti e inservienti hanno circondato i tre animali che sono stati catturati e riportati nelle loro gabbie.


(ticinonews.ch)

domenica 24 febbraio 2013

Tunisia, due altri partiti nella maggioranza


Due nuovi partiti, il Movimento Wafa e Libertà e Dignità, sono entrati nella maggioranza di governo in Tunisia, composta dal partito islamico Ennahda, insieme a Ettakatol e al Congresso per la Repubblica. Lo ha annunciato il leader di Ennahda, Rached Ghannouchi, in un comunicato citato dall'agenzia d'informazione 'Tap'.
La notizia dell'allargamento della maggioranza arriva all'indomani della decisione della presidenza tunisina di incaricare il ministro dell'Interno, Ali Laarayedh, di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Hamadi Jebali. Ghannouchi ha spiegato che sono in corso consultazioni tra i cinque partiti di maggioranza sulla composizione in del nuovo esecutivo, aggiungendo che si deve ancora raggiungere un accordo sul fatto che i ministeri 'chiave', ovvero dell'Interno, degli Esteri e della Giustizia, siano affidati a tecnici e se i membri del nuovo esecutivo potranno candidarsi alle prossime elezioni.
In merito alle prossime consultazioni, Ghannouchi ha auspicato che possano tenersi a ottobre "in accordo con l'Assemblea Costituente e i partiti politici".

Brigate Rosse Tunisia


Mentre per le vie del centro di Tunisi centinaia di persone manifestavano contro il partito islamico di Ennahda e ricordavano la morte di Chokri Belaid, è stata annunciata oggi la nascita di una nuova formazione di estrema sinistra tunisina che chiama Brigate Rosse (al Alwiya al Ahmar in arabo). Secondo quanto rivela il sito di informazione tunisina Tanit Press, è stato diffuso nel Paese un comunicato che annuncia la fondazione di un’organizzazione segreta di estrema sinistra denominata le Brigate Rosse.
Nella nota si legge: «Il nostro obiettivo è quello di difendere il Paese e la libertà». Si legge ancora nel documento che «abbiamo deciso di combattere coloro i quali sono al potere con la forza delle armi e terrorizzando il popolo o assassinando coloro i quali hanno opinioni diverse o violentando il Paese», con un chiaro riferimento all’omicidio del leader dell’opposizione Belaid.
Il gruppo di sinistra, che si rifà all’esperienza delle Brigate Rosse italiane, sostiene ancora che «chi è al potere non ha interesse alla sicurezza del Paese e alla pace sociale e per questo annunciamo la formazione delle Brigate Rosse tunisine per difendere il nostro Paese e il nostro popolo». Il neonato gruppo terroristico di sinistra in Tunisia parla infine di voler compiere omicidi mirati sostiene infine di «aver individuato obiettivi da colpire che saranno eliminati al momento e nel luogo opportuno».
Questo comunicato veniva diffuso mentre a Tunisi centinaia di manifestanti hanno marciato oggi lungo l’avenue Habib Bourguiba, al centro di Tunisi, per chiedere chiarimenti alle autorità in marito all’omicidio di Belaid. La manifestazione, largamente promossa tramite i social network e sostenuta da più partiti dell’opposizione laica, avviene all’indomani della designazione del ministro dell’Interno uscente Ali Laaridhi, a formare un nuovo governo per far uscire il Paese da una profonda crisi politica. I militanti dei partiti alleati di Belaid accusano gli islamici di Ennahda di essere responsabili del suo omicidio, avvenuto il 6 febbraio, delitto che ha ulteriormente destabilizzato la Tunisia.


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/brigate-rosse-tunisia#ixzz2LoCilngM

sabato 23 febbraio 2013

TASSO DI CAMBIO


Oggi ( Sabato 23/02/2013)

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Storico domenica 10/02/2013 - sabato 23/02/2013
DateEuroTunisia Dinar
Sabato 23/02/20131 EUR =2.07904 TND
Venerdì 22/02/20131 EUR =2.07904 TND
Giovedi 21/02/20131 EUR =2.07295 TND
Mercoledì 20/02/20131 EUR =2.06937 TND
Martedì 19/02/20131 EUR =2.08233 TND
Lunedi 18/02/20131 EUR =2.08105 TND
Domenica 17/02/20131 EUR =2.07711 TND
Sabato 16/02/20131 EUR =2.07964 TND
Venerdì 15/02/20131 EUR =2.07964 TND
Giovedi 14/02/20131 EUR =2.06519 TND
Mercoledì 13/02/20131 EUR =2.08333 TND
Martedì 12/02/20131 EUR =2.08445 TND
Lunedi 11/02/20131 EUR =2.07753 TND
Domenica 10/02/20131 EUR =2.07661 TND

Ennahda non molla presa, Laarayedh nuovo premier Tempi brevi per soluzione crisi, presto lista nuovi ministri

Il presidente tunisino  Moncef Marzouki  parla con il  premier designato  Ali Larayedh. La crisi politica in Tunisia, aperta dopo le dimissioni di Hamadi Jebali, e' gia' chiusa e la consegna, ieri pomeriggio, da parte del presidente della repubblica, Moncef Marzouki, ad Ali Laarayedh, esponente di primissimo livello di Ennahda, della lettera formale di incarico e' solo l'ultimo tassello. Soluzione in tempi brevi - la lista dei ministri arrivera' al massimo entro una decina di giorni - e dall'esito abbastanza scontato. Ma la strada di Laarayedh, indicato da Ennahda, partito di maggioranza relativa e di fatto guida della vecchia maggioranza, potrebbe essere se non proprio in salita, comunque meno spianata di quel che si puo' pensare. Non tanto per il risultato del tentativo - che sara' positivo, a meno che qualcuno in Ennahda non impazzisca chiedendo la luna -, ma su come esso si concludera' in termini politici. Le dimissioni di Jebali e soprattutto l'atteggiamento schizofrenico che verso di lui ha tenuto il suo partito - staffilandolo nelle stesse ore in cui lo incensava - hanno, paradossalmente, reso tutto piu' semplice obbligando Ennahda a muoversi con cautela su un terreno terribilmente scivoloso: quello cioe' dei rapporti con gli altri partiti, anche con quelli che si sono dimostrati alleati fedeli oltre ogni logica (come il Congresso per la Repubblica).

Il mandato conferito ad Ali Laarayedh, ministro dell'Interno uscente, ha solo un obiettivo: fare uscire, prima possibile, la Tunisia dallo stallo politico ed economico in cui si trova da mesi e nel quale grande parte ha il deteriorarsi della situazione securitaria, che anche nelle ultime ore ha lanciato segnali molto inquietanti. Laarayedh, che non ha solo la fama, ma e' veramente un tipo tosto, temprato da quindici anni di prigionia - dieci dei quali in isolamento - ai tempi di Ben Ali, dovra' fare appello anche alle sue capacita' diplomatiche per smussare gli angoli di una trattativa che avra' il suo punto focale sulla istanza, che viene da quasi tutti gli altri partiti, di affidare almeno alcuni dei ministeri chiave a personalita' esterne al mondo politico. E, per assurdo che possa apparire, uno dei ministeri che e' stato chiesto di sfilare dalle mani di Ennahda e' proprio quello dell'Interno, proprio quello che Laarayedh ha occupato per oltre un anno con alterne fortune. Sara' disposto a mollare proprio il suo ministero? Difficile dirlo ora, come improbabile appare la possibilita' che Ennahda se ne privi prima delle elezioni politiche. Una soluzione, la piu' semplice, potrebbe esserci, e cioe' che Laarayedh ''neutralizzi'' il ministero, attribuendosene la delega. Ma questo potrebbe non bastare, anche perche' proprio dall'interno della vecchia maggioranza la richiesta e' che si dia un segno di netta discontinuita' con il precedente governo. Ma Ennahda, che parrebbe avere accantonato per il momento i conflitti intestini, magari per rinviarli a qualche prossimo congresso, non e' intenzionata a cedere celebrando le proprie lodi ad ogni occasione

Laarayedh designato premier Ha promesso governo di tutti gli uomini e di tutte le donne

 La presidenza della Repubblica tunisina ha ufficializzato il conferimento dell'incarico di formare il nuovo governo ad Ali Laarayedh, ministro dell'Interno dell'esecutivo decaduto. L'annuncio e' stato dato dal portavoce della presidenza, Adamene Masar, in un discorso in diretta alla televisione di Stato. Laarayedh, del partito Ennahda come il suo predecessore, ha promesso un governo rappresentativo di ''tutti i tunisini e di tutte le tunisine'', insistendo sull'uguaglianza tra i sessi.

Comunicato ufficiale sulla Tunisia


Ieri sera il Ministero degli Affari Esteri, tramite l'ufficio dell'Unità di Crisi, ha aggiornato la pagina ufficiale della Tunisia. Si consiglia a tutti coloro che si recheranno nel Paese nel prossimo periodo la lettura della seguente pagina : Unità di Crisi

La crisi di coscienza della leadership islamista in Tunisia


Il partito al governo è lacerato tra l’ex premier Jebali e chi si comporta “come un’organizzazione segreta”


E’ nell’anonimo parcheggio di un palazzone di periferia dalla facciata scrostata che si è accartocciata la transizione in Tunisia. Qui, con quattro colpi di pistola il 6 febbraio è stato freddato Chokri Belaïd, politico dell’opposizione laica e di sinistra, voce forte contro il partito islamista al governo. A ricordare il luogo esatto dell’esecuzione ci sono mazzi di fiori e candele, giovani infreddoliti in pellegrinaggio, la sigaretta in una mano e lo smartphone nell’altra. A due settimane dai funerali di massa trasformatisi in protesta contro l’esecutivo, la Tunisia culla della rivolta araba è bloccata nella più grande crisi politica dalla rivoluzione del 2011.

venerdì 22 febbraio 2013

Presidente chiede a islamici di Ennahda di formare governo






Il presidente Moncef Marzouki ha chiesto al ministro dell'Interno Ali Larayedh, del partito islamico Ennahda, di formare un nuovo governo entro due settimane.
Lo ha riferito il suo portavoce, spiegando che il leader del partito Rached Gannouchi ha formalmente nominato Larayedh successore del primo ministro uscente Hamadi Jebali, che si è dimesso martedì.
Ennadha è il più grande partito dell'Assemblea nazionale costituente, con 89 sul totale dei 217 seggi.
Larayedh, 57 anni, è ritenuto un componente della parte più estremista del partito, che respinge qualsiasi ruolo per i partiti legati all'era del presidente estromesso Zine al-Abidine Ben Ali.
Ingegnere marittimo, Larayedh ha trascorso 15 anni in carcere sotto Ben Ali. E' diventato ministro del governo Jebali nel dicembre 2011, dopo le elezione tenute nell'ottobre dello stesso anno.

Stagnazione per industrie meccaniche ed elettriche Dopo crescita tumultuosa negli anni tra 2007 e 2010

Dopo una crescita costante che si e' registrata negli ultimi anni, le industrie tunisine del settore meccanico e dell'elettricita' stanno attraversando un periodo di stagnazione. Nel periodo tra il 2007 ed il 2010 le industrie dei due settori hanno registrato una crescita delle attivita' tumultuosa, attestandosi, per ciascun esercio ad un entusiasmante +15 per cento, rispetto all'anno precedente e, soprattutto, collocandole tra i pilastri delle esportazioni tunisine. Una crescita molto importante soprattutto se si considera che piu' del 90 per cento delle esportazioni sono realizzate nell'ambito dell'off-shore.

Come rileva oggi il sito specializzato African Manager, nel 2012 le intenzioni di investimento hanno registrato un arretramento del 27 per cento, a fronte di un incremento delle esportazioni (+4,7 per cento) ritenuto debole rispetto all'anno precedente. Le due industrie occupavano nel 2012 piu' di 127 mila persone. (ANSAmed).

Ennahda sceglie Laaraydeh come premier Sostituisce Jebali che aveva proposto un governo di tecnici


Prime Minister of Tunisia submits his resignation [ARCHIVE MATERIAL 20130219 ]
Ali Laarayedh, ministro del'Interno del Governo di Hamadi Jebali, è stato scelto da Ennahda come candidato premier. Lo hanno confermato all'ANSA fonti di Ennahda, e la nomina è stata poi ufficializzata dal dal portavoce della presidenza, Adamene Masar, in un discorso in diretta, sulla televisione di Stato.

Il presidente della repubblica, Moncef Marzouki, dovrebbe conferire l'incarico nel pomeriggio.
La decisione del partito islamico è stata presa la scorsa notte, a conclusione di una lunga riunione del Consiglio della Shura, il massimo organismo collegiale del partito, composto da 130 membri. Il suo nome sarebbe stato scelto in una rosa di altri quattro nomi: Abdellatif Mekki, Mohamed Ben Salem, Noureddine Bhiri e Abdelkarim Harouni.
La scelta di Laararyeed fa seguito alla rinuncia ad un nuovo incarico da parte del premier uscente Jebali, che dopo l'omicidio del leader dell'opposizone laica Chokri Belaid aveva invece proposto un governo di tecnici come via per uscire dalla crisi. (ANSAmed).

Egitto e Tunisia spinti dai prezzi

Il livello di attrattività del Nord Africa resta alto. Merito del prezzo. Per questo sia il ministro del Turismo egiziano, Hisham Zaazou, sia il direttore generale dell’Ente tunisino per il Turismo, Habib Ammar, nutrono buone speranze sul trend del turismo europeo, e italiano in particolare. Lo hanno detto chiaramente nei giorni scorsi a Milano, incontrando t.o. e agenzie di viaggi. Dal fronte tour operating non arrivano segnali allarmistici, anche se i player sottolineano il peso diverso di Tunisia ed Egitto per il nostro mercato. Semmai viene chiesto un intervento urgente in termini di campagne di comunicazione e iniziative di co-marketing. Tutti, però, rinnovano il proprio fermo credo sulle potenzialità del Nord Africa e promuovono investimenti supplementari in termini di prodotto. Voce diversa quella che arriva dal fronte distributivo. “Il risalto che i media danno agli eventi de Il Cairo e Tunisi - avverte Dante Colitta, direttore commerciale Bravo Net-Hp di Geo spa - crea allarmismi che bloccano anche siti non interessati dalle sommosse”. Il servizio di approfondimento sul numero 1395 di Guida Viaggi del 25 febbraio.




Hamadi Jebali respinge offerta di guidare nuovo governo


 L'ex premier tunisino e segretario generale di Ennahda, Hamadi Jebali, ha respinto l'offerta di guidare un nuovo governo di coalizione. Lo ha fatto sapere il partito islamico in un comunicato riportato dall'agenzia di stampa Tap. Il portavoce del partito, Nejib Gharbi, ha riferito all'agenzia che altri quattro membri di Ennahda, tutti ministri nel precedente esecutivo, sono stati selezionati come candidati per l'incarico di premier. Jebali si è dimesso martedì dopo che il suo stesso partito ha bocciato la sua proposta di creare un governo di tecnici. La crisi politica in Tunisia si è accentuata dopo l'omicidio del leader d'opposizione Chokri Belaid, assassinato lo scorso 6 febbraio mentre usciva dalla sua casa di Tunisi.
Attualmente, si legge nel comunicato di Ennahda diffuso dall'agenzia Tap, "sono in corso consultazioni interne con i nostri partner per proporre al presidente un candidato entro la fine della settimana". Dopo le sue dimissioni Jebali aveva detto che avrebbe accettato di nuovo l'incarico di premier soltanto se gli sarebbe stato permesso di formare un governo aperto a tutti i partiti. I membri più conservatori di Ennahda si sono tuttavia rifiutati di includere nei negoziati alcuni partiti dell'opposizione, soprattutto il movimento Nidaa Tounes dell'ex premier Beji Caid el Sebsi, di cui fanno parte molti membri dell'ex regime.
Secondo i media locali, i quattro candidati individuati da Ennahda per l'incarico di premier sarebbero il ministro della Giustizia Noureddine Bhiri, il ministro dell'Interno Ali Larayedh, il ministro della Salute Abellatif Mekki e il ministro dell'Agricoltura Mohammed Ben Salem. Tutti e quattro sono considerati esponenti della linea dura del partito. Uno dei principali motivi del conflitto tra Ennahda e i due partiti laici che facevano parte della coalizione di governo erano proprio le richieste di sostituire Bhiri e Larayedh.

Effettuati arresti per omicidio di Chokri Belaïd


 Il ministro degli interni tunisino Ali Larayedh ha annunciato l'arresto 
di uno o più sospetti nell'ambito delle indagini sull'omicidio del capo 
dell'opposizione Chokri Belaïd.



giovedì 21 febbraio 2013

Ennahda prevede riunione urgente per scelta premier



21 feb. - L'assemblea consultiva di Ennahda taglierà corto sul nome
del Primo ministro se il partito non riuscirà a designare entro oggi un candidato.
Lo ha reso noto uno dei suoi capi, Hussein Jaziri. "Convocheremo d'urgenza il
 Majlis al Shura per scegliere il premier se il partito non riesce a designare
 un candidato", ha dichiarato Jaziri all'agenzia Tap. Jaziri ha anche precisato
che Ennahda non aveva ancora designato questo candidato per succedere
a Hamadi Jebali, il suo numero 2, che ha annunciato le dimissioni martedì.
(TMNews) 

Confindustria,crisi allontana investitori stranieri

 TUNISI, 21 FEB - La situazione di crisi che attanaglia la Tunisia starebbe allontanando gli investitori stranieri che non vedono prospettive di stabilita' politica ed economica. Lo ha sostenuto, in una intervista radiofonica, Wided Bouchamaoui, presidente di Utica, la Confindustria tunisina, che non ha fatto nomi, ma lasciando capire quali siano le motivazioni alla base della decisione.

Wided Bouchamaoui, da parte sua, ha detto che oggi si trova nell'impossibilita' di rassicurare gli investitori, ma ha aggiunto che il miglioramento della situazione economica del Paese dipende da un clima politico stabile, sottolineando la responsabilita' dell'Assemblea costituente cui ha chiesto di accelerare ed ultimare i suoi lavori cosi' da potere fissare la data delle elezioni politiche. (ANSAmed).

Crisi; tra Ennahda e laici e' muro contro muro Partito confessionale non indica premier,altri vogliono Jebali

TUNISI, 21 FEB - L'ipotesi di un governo di larghe intese per affrontare la crisi tunisina si allontana col passare delle ore, davanti alla contrapposizione frontale tra il partito di maggioranza relativa, l'islamico Ennahda, e gli altri, compreso Ettakatol, che pure faceva parte della vecchia maggioranza e che oggi ha rilanciato la candidatura del dimissionario Hamadi Jebali.

Ennahda anche in queste ore ha ribadito che non ha alcuna intenzione di abbandonare i ministeri chiave che controlla, a cominciare da quello dell'Interno che, nei prossimi mesi, dovra' vegliare sulla tenuta di elezioni politiche che si preannunciano delicatissime e che potrebbero tenere in un clima di preoccupante tensione. Una pregiudiziale che sta restringendo i margini per trovare una soluzione condivisa che oggi appare lontana perche', con una mossa politica che forse mira a spaccare Ennahda, i partiti dell'opposizione stanno facendo tattica comune proponendo Hamadi Jebali, appena dimissionario, come prossimo premier. Ma Jebali, ancora segretario generale di Ennahda, non raccoglie certo consensi in seno al suo partito, ma appare deciso a proseguire a fare politica al suo interno. Tanto che oggi ha direttamente smentito la voce che circolava della sua intenzione di costituire un partito. (ANSAmed).

Tunisia: S&P abbassa rating dopo omicidio Belaid

Il deteriorarsi della situazione sociale in Tunisia, di cui e' stato un esemopio l'uccisione del leader dell'opposizione Chokri Belaid, ha convincot la societa' di valutazione Stardard & Poor's ad abbassare il rating della Tunisia, passandolo da BB a BB-.

Nella motivazione, S&P afferma che ''i rischi per la transizione della Tunisia verso la democrazia sono aumentati nettamente, nelle ultime settimane, ed in particolare dopo l'assassinio del leader dell'opposizione Chokri Belaid''.

Peraltro, per S&P, che colloca la nota sovrana della Tunisia sotto una prospettiva negativa, c'e' un ''rischio che la situazione politica si offuschi ancora in un contesto di degradazione delle prospettive economiche, estere e di bilancio''. (ANSAmed).

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