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giovedì 31 gennaio 2013

Coppa d’Africa 2013: il programma dei quarti di finale


Coppa d’Africa 2013: il programma dei quarti di finaleCon le ultime qualificate si è completato il quadro delle magnifiche 8 formazioni che prenderanno parte ai quarti di finale della Coppa d’Africa 2013. Una due giorni intensa, dalla quale verrà fuori il lotto delle 4 migliori che si contenderanno la vittoria nella finalissima del 10 febbraio.
Due le grandi sorprese di questo primo turno ad eliminazione diretta: Capo Verde ed il Burkina Faso. Quella dei capoverdiani è una favola stupenda, iniziata con la qualificazione alla coppa ai danni di una grandissima del calcio africano come il Camerun e proseguita con il passaggio della fase a gironi. Nei quarti i ragazzi di Antunes affronteranno la corazzata Ghana: sfida da far tremare i polsi, ma giunti a questo punto tutto è possibile.
Altra new entry è il Burkina Faso; a scapito di chi li aveva giudicati senza conoscerli, gli stalloni hanno staccato il pass per i quarti di finale,eliminando i campioni in carica dello Zambia. Una bella soddisfazione per i calciatori del selezionatore Put, che ora affronteranno il sorprendente Togo, mai arrivato così in alto nella sua storia calcistica continentale.
Le gare si svolgeranno sabato 2 e domenica 3 febbraio, una con fischio d’inizio alle ore 16:00, l’altra alle 19:30.
Coppa d’Africa 2013 – Quarti di finale (eliminazione diretta)
Sabato 2 febbraio
Ghana-Capo Verde: ore 16:00 (Nelson Mandela Bay Stadium” di Port Elizabeth)
Sudafrica-Mali: ore 19:30 (“Moses Mabhida Stadium” di Durban)
Domenica 3 febbraio
Costa d’Avorio-Nigeria: ore 16:00 (“Royal Bafokeng Stadium” di Rustenburg)
Burkina Faso-Togo: ore 19:30 (“Mbombela Stadium” di Nelspruit)

Tunisia: Ice e Cinecitta' Luce per progetto digitalizzazione Illustrato modello italiano delle film commission

L'Italia, con l'Ice e Cinecitta' Luce, apre alla collaborazione con la Tunisia nel settore del cinema con un seminario formativo, che ha avuto la collaborazione del Cepex (l'istituto tunisino per la promozione internazionale) e nel corso del quale sono state illustrate le tecniche di digitalizzazione degli archivi. L'appuntamento, che ha visto una folta e qualificata partecipazione di parte tunisina, ha dato la possibilita' anche di ribadire l'importanza delle film commission per la valorizzazione del territorio.

L'iniziativa rientra nel quadro dell'attivita' dell'Ice di Tunisi che ha intensificato, nel tempo, il proprio impegno per rendere ancora piu' proficui i rapporti con la Tunisia, come fatto di recente con eventi legati all'Information Technology, alle tecniche di commercio estero e a quelle per la lavorazione della plastica.

Nel corso del seminario, tenutosi oggi nella sede del Cepex, alla Maison de l'Exportateur, sono state illustrate le possibilità che può offrire la digitalizzazione degli archivi cinematografici di un Paese che, come la Tunisia, è terra di cinema. Illustrate, poi, le potenzialità che il cinema offre per la valorizzazione, anche turistica, del territorio.

L'evento ha dato anche l'occasione di spiegare come il modello delle film commission italiane possa essere di ispirazione per analoghe strutture in Tunisia al fine di offrire tutta l'assistenza necessaria ad una produzione straniera.

Si e' anche parlato del progetto che prevede la costituzione di un grande "archivio del Mediterraneo" che raccolga tutte le immagini di quelli dei Paesi che vi si affacciano. Obiettivo e' avere a disposizione tutto il materiale sulla storia dei Paesi, dalle origini sino all'epoca più recente, cioe' quella ripresa dalle cineprese ma anche dai telefoni cellulari. (ANSAmed).

Tunisia: imminenti nuove adesioni a cartello opposizione

(ANSAmed) - TUNISI, 31 GEN - Il cartello delle opposizioni tunisine nato dall'alleanza tra Nidaa Tounes, al Massar e Partito repubblicano potrebbe registrare, gia' nei prossimi giorni, due nuove adesioni. Lo ha detto questa mattina, Mondher Belhaj, esponente di Nidaa Tounes, nel corso di una trasmissione di radio Shems. Secondo Belhaj, la settimana prossima ufficializzeranno la loro adesione all'alleanza il Partito socialista, diretto da Mohamed Kilani, e il Partito del lavoro nazionale, guidato da Abderrazak Hammami. Belhaj ha spiegato la scelta con la coincidenza degli obiettivi e dei programmi tra l'alleanza e i due partiti che hanno deciso di entrarvi a fare parte. (ANSAmed).

Tunisia, occasione sprecata; Togo ai quarti con gli ivoriani

Nel gruppo D, Mouelhi sbaglia il rigore che avrebbe qualificato i tunisini. Finisce 1-1. Drogba suona la carica e la Costa d'Avorio rimonta da 0-2 a 2-2 contro l'Algeria già eliminata



E' felice il ritorno alla Coppa d'Africa del Togo. Dopo la tragedia della CAN in Angola nel 2010 e la “squalifica” subita l'anno passato gli Sparvieri sono tornati alla Coppa e per la prima volta hanno passato il turno eliminando la Tunisia, nell'ultimo turno del gruppo D. La gara fra le Aquile di Cartagine e il Togo, zeppo di errori arbitrali, è terminato 1-1 e il grande protagonista è stato Emmanuel Adebayor, lui pure in cerca di un rilancio. Partiti benissimo gli uomini di Didier Six, andati in rete con Gakpé, dopo una grande azione e di un assist illuminante del centravanti del Tottenham. Un dubbio rigore rimette in gara i tunisini (fallo di confusione su un corner), al 29': realizza Mouelhi. Il 4-3-3 del Togo è compatto ed efficiente quando è necessario ripartire e nella difesa degli spazi: Akapkin mezzo e grande lavoro degli interni Romao-Amewou, Adeabayor agevola il lavoro in velocità di Gakpé e Ayité. Trabelsi è costretto a abiurare le sue idee e a inserire, nello stesso undici, a inizio gara Darragi e Mskani, uomini che gli possono cambiare la gara in una giocata. L'opportunità per portare almeno una squadra maghrebina ai quarti tramonta al 77', con il rigore sbagliato da Mouelhi. Poi Agassa è sicuro in tutte le sue giocate, e festeggia con i compagni al 90' la rinascita. Il Togo, mina vagante del torneo, affronterà il Burkina Faso nei quarti.

SCOSSA DROGBA — L'altra gara della giornata è stata poco più di una amichevole. Costa d'Avorio già qualificata,Algeria già eliminata. Gli algerini hanno gettato al vento un doppio vantaggio (Feghouli su rigore, 64', e l'interessante Soudani, 70'). Nel finale prima Didier Drogba (77'), poi Bony (81') hanno chiuso il tabellino sul 2-2. Per gli Elefanti, ai quarti, incrocio con la Nigeria.

(gazzetta.it)

mercoledì 30 gennaio 2013

Chiesta ad Arabia Saudita estradizione Ben Ali Da presidente dell'Assemblea costituente Ben Jafaar

 TUNISI, 30 GEN - 

Il presidente dell'Assemblea costituente tunisina, Mustapha Ben Jafaar, ha chiesto ufficialmente all'Arabia Saudita, l'estradizione dell'ex presidente Ben Ali. L'occasione e' stata data dal'incontro che Ben Jafaar ha avuto con una delegazione del governo saudita, guidata dal Ministro degli Esteri, Saoud Al-Faysal, che ha confermato come l'ex dittatore non ha beni censiti nel Regno. Cosi' come ha ricordato che a Ben Ali sono vietate dichiarazioni, condizione obbligatoria per potere ancora fruire dell'ospitalita' dell'Arabia Saudita. (ANSAmed).

Nasce ufficialmente la 'troika' dell'opposizione Nidaa Tunisi, el Massar, Repubblicani insieme per vincere voto




TUNISI, 30 GEN -
 Un ''nuovo fronte politico ed elettorale'': e' con questo obiettivo che Nidaa Tunis, el Massar e Partito repubblicano hanno sancito la nascita dell'alleanza che ha come obiettivo, primo e dichiarato, di sconfiggere la troika della maggioranza - Ennahdha, Ettakatol e Congresso per la repubblica - nelle elezioni politiche che, prima o poi, dovranno pur essere tenute. La nascita del fronte e', di fatto, il grande elemento di novita' nella vita politica tunisina, che sta vivendo nelle ultime settimane una situazione di confusione evidente. Che ha toccato soprattutto la maggioranza che non riesce a trovare un accordo per l'annunciato rimpasto dell'esecutivo di Hamadi Jebali, da tutti ritenuto un passo necessario per rilanciare l'immagine sbiadita che il governo sta dando.

Se la nascita dell'alleanza e', per cosi' dire, un elemento della politica vera, nelle ultime settimane si sta assistendo ad un andirivieni di singoli esponenti di partiti che trasmigrano ufficialmente per svariati motivi, che pero', almeno dall'esterno, danno l'impressione di essere solo tentativi per riposizionarsi in vista delle politiche, cosi' da potersi garantire l'elezione o la rielezione o, comunque, una futura collocazione importante. Il documento che ha sancito la nascita della nuova alleanza e' stato siglato dai massimi esponenti dei tre partiti: Béji Caïd Essebsi (Nidaa Tounès), Maya Jribi (partito repubblicano) e Ahmed Brahim (al Massar), ed in esso si sottolinea la precisa volonta di ''unire le posizioni e le attivita' politiche'' in vista delle prossime sfide, a partire dalle elezioni politiche.

Questo processo dovra' passare per un ''dialogo nazionale'' per porre rimedio alla crisi economica e sociale del Paese, grazie anche ad una Costituzione che sia democratica, alla protezione delle istituzioni e delle risorse dello Stato.

Insomma, proteggere le liberta' generali che oggi appaiono in pericolo, cosi' come quelle sindacali. Nel documento c'e' anche una apertura ad altre formazioni politiche (Partito socialista, Partiti del lavoro patriottico e democratico) che potrebbero condividere obiettivi e programmi dell'alleanza.

Tutto nella norma, parrebbe, ma se il documento e', ovviamente, formale, ora si attendono le prime mosse concrete, legate soprattutto a migliorare la presenza sul territorio e, quindi, le azioni mirate a porsi realmente, e non solo dialetticamente, come alternativa alla troika di governo che peraltro, al di la' delle divsioni interne, sta assumendo, col passare del tempo, atteggiamenti abbastanza aggressivi. Le posizioni assolutamente inconciliabili tra le due 'troike' rendono quindi improponibile quel governo di unita' nazionale o di salute pubblica che e' stato da piu' parti proposto per fare uscire dalla crisi la Tunisia. Evidentemente le differenze ideologiche sono piu' forti della necessita' di porre rimedio ad una situazione che e' grave e sotto gli occhi di tutti. (ANSAmed).

“Costruire la libertà. Tunisia: dalla modernità alla tradizione?” di Leila El Houssi


È appena uscito, quasi in concomitanza con il secondo anniversario della rivoluzione tunisina che ha segnato la fine del governo di Ben Ali, Costruire la libertà. Tunisia: dalla modernità alla tradizione? di Leila El Houssi.
Partendo proprio dall’interrogativo presente nel titolo, Leila El Houssi ripercorre la storia tunisina, soffermandosi in particolare su Bourghiba e Ben Ali e descrivendo, attraverso gli anni della loro presidenza, i cambiamenti sociali ed economici del paese, le riforme e le contraddizioni, il ruolo dell’Islam e delle donne, i passaggi fondamentali che hanno portato fino alla vigilia della rivolta della dignità” del gennaio 2011.
Una rivolta che ha visto la partecipazione dei giovani, della piazze reali e virtuali, e a cui è seguita un confronto elettorale che ha dato una certa impronta e direzione.

Tutto questo ci viene raccontato in diretta: si tratta, infatti, di un libro immediato – grazie anche alla presenza, nella seconda parte, di una serie di articoli pubblicati online tra il 2011 e il 2012 – e capace di fornire le chiavi di lettura della Tunisia di oggi, che “vive una stabilità politica solo apparente”, ponendo l’accento su alcuni tra i temi più dibattuti: il rapporto tra laicità e religione, il pieno riconoscimento delle pari opportunità tra uomo e donna e il dibattito sul concetto di complementarietà, la cooperazione internazionale e l’immigrazione.
Tra le pagine, al di là della competenza e del rigore scientifico nel trattare gli argomenti, è senz’altro percepibile l’amore dell’autrice per l’ “Altro suo paese”che ha iniziato “un processo di democratizzazione che sino a qualche tempo fa sembrava solo un sogno”.

martedì 29 gennaio 2013

Turismo:Omt, arrivi in aumento in Mediterraneo anche in 2013

 Madrid, 29 GEN - Turismo in ripresa nel nord Africa, dopo la caduta degli arrivi internazionali dell'1% nel 2011, a causa soprattutto dell'instabilita' provocata dalla Primavera Araba. La regione ha segnato una crescita degli arrivi del 9% rispetto al 2011 ed e' positiva anche la performance delle destinazioni dell'Europa meridionale mediterranea (+2%), che hanno consolidato gli ottimi risultati del 2011. Gli arrivi internazionali hanno registrato un aumento del 5% nelle regioni subsahariane, mentre in Medio Oriente il numero di viaggiatori e' diminuito del 5%, rispetto al decremento del 7% del 2011.

L'Africa, nel complesso, ha recuperato nel 2012 le posizioni perdute, segnando un +6% di turisti internazionali.

E' quanto emerge dall'ultimo Barometro dell'Organizzazione mondiale del turismo (OMT) presentato oggi a Madrid. Dopo il record storico di 1,035 miliardi di viaggiatori nel 2012, con un aumento degli arrivi del 4% rispetto all'anno precedente, il turismo mondiale continuera' nel 2013 una tendenza positiva.

Trentanove milioni di turisti in piu' lo scorso anno, rispetto ai 996 milioni segnati nel 2011, indicano la buona tenuta del settore nonostante la crisi, con una domanda sostenuta dalle economie emergenti (+4,1%), superiore a quella delle economie avanzate (+3,6%), e con la regione Asia e Pacifico che ha segnato i migliori risultati (+7%). Per sotto regioni, una significativa crescita degli arrivi ha riguardato il nord Africa, che con il sudest asiatico ha registrato il maggiore tasso di crescita (+9%), seguiti da Europa centrale e dell'est (+8%).

A tracciare il bilancio dello scorso anno e avanzare le previsioni per quello appena cominciato, alla vigilia dell'aperturtura di Fitur 2013, la principale fiera spagnola del settore, e' stato oggi il segretaro generale dell'Omt, Taleb Rifai. ''Il 2012 e' stato un anno di instabilita' economica costante in tutto il mondo, specialmente nell'eurozona.

Tuttavia, il turismo internaizonale e' riuscito a mantenere la sua rotta'', ha sottolineato Rifai. ''Il settore ha dimostrato la sua capacita' di adattarsi alle condizioni mutevoli del mercato e, anche se a un ritmo lievemente piu' modesto, si spera che continuera' ad espandersi nel 2013''. Un pilastro della crescita economica al quale dovrebbero guardare i governi di tutto il mondo come parte della soluzione per la ripresa, secondo il segretario dell'organismo collegato alle Nazioni Unite. La Omt prevede che gli arrivi di turisti internazionali aumenteranno nel 2013 fra i 3% e il 4%, confermando il trend di crescita media del '3,8% annuo previsto fra il 2010 e il 2020.

Per regioni, le migliori prospettive sono sempre per Asia e Pacifico (+5% e +6%), seguite da Africa (fra +4% e +6%), dalle Americhe (+3%-4%), da Europa (+2%-3%) e Medio Oriente (0%-5%). Rispetto allo scorso anno, gli arrivi internazionali in Europa, la regione piu' visitata del mondo, sono aumentati del 3%, un risultato molto positivo alla luce della situazione economica, con 535 milioni complessivi di turisti, 17 milioni in piu' che nel 2011. (ANSAmed)

Tasso di cambio 29/01/2013


Oggi ( Martedì 29/01/2013)

1 EUR 

2.0835 TND

Tasso di cambio Aggiornato: 2013-01-29 14:36

Trasporti: accordi tra Tunisia e Libano trasporti via mare

(ANSAmed) - TUNISI, 29 GEN - Tunisia e Libano hanno siglato un accordo di collaborazione nel settore dei trasporti marittimi. Per la Tunisia - per il Libano lo ha fatto il ministro Ghazi Laaridhi - a siglare l'intesa e' stato Abdelkarim Harouni, che concludera' domani la visita ufficiale a Beirut. Secondo quanto si legge in un comunicato, l'accordo ha l'obiettivo di organizzare le relazioni marittime e coordinare il traffico via mare tra Tunisia e Libano e quindi superare le difficolta' che, sino ad oggi, non le hanno rese ottimali. Nell'accordo grande attenzione viene riservata alla lotta all'inquinamento e, quindi, alla protezione dell'ambiente marino. L'accordo, quindi, si legge ancora nel comunicato, intende consolidare la cooperazione nel settore della formazione e dello sviluppo dei porti, cosi' come dell'assistenza tecnica e dello scambio delle esperienze acquisite in materia.


(ANSAmed)

Tunisia: estremisti islamici incendiano 40 mausolei sufi in 8 mesi. «Il governo arriva tardi»

Gli islamisti di Ennahda, al governo in Tunisia, hanno promesso di prendere «misure d’urgenza» per proteggere i mausolei sufi colpiti dagli attacchi degli estremisti salafiti. L’Unione sufi della Tunisia ha giudicato come «positiva» la mossa del governo, anche se tardiva.

CHI SONO I SUFI. I sufi sono mistici islamici, soppiantati nella maggior parte dell’Umma (i paesi a maggioranza islamica) nel corso dei secoli dal potere politico e militare e dai jihadisti. I sufi predicano la santificazione attraverso il lavoro anziché attraverso la guerra santa, si basano sulla densità del rapporto maestro-discepolo, danno la precedenza alla venerazione di santi che hanno calpestato la polvere di questa terra anziché alla sacralizzazione di una parola astratta discesa dal cielo. Per questo i gruppi islamisti come i Fratelli Musulmani non considerano i sufi dei veri islamici e i salafiti li combattono attivamente.

«IL GOVERNO ARRIVA TARDI». Dopo due anni «di aggressioni ripetute contro i mausolei e i santuari» sufi, che rappresentano anche un attacco al «patrimonio religioso e culturale tunisino», il governo ha dunque deciso di agire. Si tratta di una mossa «positiva» secondo Mohamed El Heni, segretario generale dell’Unione sufi della Tunisia, anche se negli ultimi otto mesi ben 40 mausolei sono stati incendiati e saccheggiati senza che i colpevoli si trovassero o la polizia fermasse gli assalitori. «Ripeto che il governo arriva troppo tardi – ha dichiarato – Noi speriamo che le misure siano messe in atto rapidamente e che non si tratti solo di un annuncio».

MANCA LA LIBERTÀ RELIGIOSA. Come spiegato a tempi.it dalla giornalista Ilaria Guidantoni, «è complesso il rapporto con il sufismo, nei confronti dei quali c’è intolleranza, anche se forse sarebbe più corretto il termine rivalità». Gli estremisti salafiti considerano eretici i sufi e a due anni dalla rivoluzione tunisina il governo non è ancora riuscito a garantire il pieno rispetto della libertà religiosa in Tunisia.

(tempi.it)

Algeria: Tunisia affida a esercito sicurezza siti petrolio

 TUNISI, 29 GEN - La Tunisia ha deciso di affidare all'Esercito il controllo e, quindi, la sicurezza dei suoi siti petroliferi, molti dei quali si trovano nel governatorato di Tatatouine. La decisione e' stata presa dopo l'attacco terroristico, in Algeria, al campo gasiero di In Amenas. Ad essere utilizzate, secondo la Tap, saranno delle unita' speciali che agiranno nel ''perimetro sahariano del Paese'', cioe' nella zona dove si trovano i piu' importanti impianti estrattivi.(ANSAmed).

Tahar Ben Jelloun, la Primavera araba durerà ancora anni Scrittore marocchino critica Onu e prevede scia di massacri

Lo scrittore marocchino Ben Jelloun
''La Primavera araba non e' ancora terminata e continuera' per anni, purtroppo con lunga una scia di massacri''. Lo ha detto lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun in un incontro con l'ANSA a margine del Festival della Letteratura di Jaipur, nello stato indiano nord occidentale del Rajasthan. Commentando le violenze in corso in Egitto nel secondo anniversario della rivolta, l'intellettuale autore della ''Rivoluzione dei Gelsomini'' e del 'Razzismo spiegato a mia figlia'' ha ricordato che ''e' una lotta per gli stessi principi che hanno innescato le primavere arabe e che sono quelli del rispetto del diritto e della giustizia. Gli islamici che sono al potere hanno dimostrato che non sono capaci di governare senza calpestare la dignita' personale e senza il supporto della corruzione''.

Lo scrittore ritiene che ''la democrazia non e' ancora assimilata dalla popolazione'' in Paesi come Egitto e Tunisia dove ora ci sono gli islamisti al potere. ''Dobbiamo aspettare ancora qualche anno perche' la primavera araba sia consolidata.

Nel frattempo ci aspetta un lungo inverno con molti massacri, soprattutto in Siria dove c'e' una tragedia quotidiana''. Si scaglia poi contro le Nazioni Unite che accusa di ''non essere utile a nulla'' e ''di essere soltanto una macchina mangiasoldi'' incapace di fermare ''i massacri quotidiani di un barbaro che si chiama Bashar al Assad''. Ben Jelloun, che ha partecipato oggi a una tavolta rotonda sulla letteratura araba insieme all'egiziana Ahdaf Soueif (autrice di ''Cairo, la mia citta', la nostra rivoluzione'') e alla anglo-palestinese Selma Dabbagh, si e' anche schierato a fianco dell'intervento francese in Mali definendo ''gangster'' gli estremisti islamici. ''E' assolutamente legittimo lottare contro queste bande di criminali e trafficanti di droga che sono finanziati e armati da alcuni Stati e lobby miliardarie. Bisogna fermarli prima che entrino ad Algeri'' ha concluso. (ANSAmed).

Cinema: parte concorso cortometraggi Ue 'Made in Med' In palio, chance di partecipare al Festival del cinema di Cannes

BRUXELLES, 28 GEN - Il programma Euromed Audiovisual III finanziato dall'Ue invita tutti i registi della sponda Sud del Mediterraneo a partecipare al suo concorso per cortometraggi ''MADE in MED'' e a vincere la possibilita' di partecipare la festival del cinema di Cannes del 2013.

Il concorso e' aperto a registi da Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Territori palestinesi, Siria e Tunisia, ma anche autori di altre nazionalita' che vivono in uno di questi Paesi partner dell'Ue. Secondo il sito web di Enpi (www.enpi-info.eu), il concorso include tre diverse competizioni per cortometraggi su tre temi: parlando della rivoluzione araba - focus sulla primavera araba; Euromed-itazione - favole dal Mediterraneo; Preservando il Med - il patrimonio ambientale nel Mediterraneo. La durata dei cortometraggi deve essere compesa fra i due e i dieci minuti. La scadenza per fare domanda e' il 28 febbraio 2013.

In ciascun concorso, i film e gli autori selezionati dalla giuria beneficeranno della promozione nell'angolo dedicato ai cortometraggi del festival di Cannes (accredito + networking + presenza allo stand + partecipazione a conferenza e eventi). Il pubblico votera' il suo film preferito e quindi il secondo vincitore (uno per sezione), che ricevra' un premio di onoreficenza. In totale, saranno sei i premi assegnati. I migliori 30 selezionati, dieci per ciascun concorso, saranno diffusi via internet su www.euromedaudiovisuel.net da aprile 2013. (ANSAmed).

Trasporti: linea marittima tra Libia e Tunisia Sara' operativa da febbraio

Le Carthage :Navire Amiral de la CNTGia' dal prossimo mese Tunisia e Libia saranno collegate da una nuova linea marittima, che sara' operativa a partire dal 17 febbraio e sara' assicurata dalla tunisina Cnt. I contenuti della nuova iniziativa (tra cui i porti coinvolti e la tipologia delle navi che saranno impiegate) saranno resi noti prossimamente. La decisione e' stata presa nel corso di un incontro, a livello dei due Ministeri dei Trasporti, durante il quale e' stata presa in esame anche la problematica legata ai trasferimenti di petrolio greggio tra Skira (Libia) e Biserta (Tunisia).

Giustizia: Tunisia, scatta protesta magistrati Contro mancata adozione legge riordino settore

Dal 4 febbraio i magistrati tunisini avvieranno una serie di manifestazioni per protestare contro le lungaggini che bloccano, oramai da molti mesi dopo la caduta del regime di Ben Ali, il progetto di legge di riordino del comparto della giustizia.

Le prime e piu' evidenti forme di protesta saranno la fascia rossa che tutti i magistrati porteranno al braccio nell'esercizio delle loro funzioni e il ritardo di un'ora nell'inizio di tutti i procedimenti.

I magistrati tunisini hanno da tempo chiesto che il potere giudiziario sia realmente tutelato da ingerenze e pressioni che, talvolta, si manifestano nell'attivita' delle forze politiche.

In particolare, i magistrati, in un documento, fanno riferimento alle pressioni che sarebbero esercitate dal Ministero, sotto forme di nomine, cambi di mansioni, promozione e misure disciplinari.(ANSAmed).

La tunisia rafforza i controlli alle frontiere a causa della situazione in Mali. Ma cosa sta succedendo in Mali?


La difficile situazione in Mali

La situazione del Mali, dal colpo di stato all’intervento militare della Francia. Paura di attentati terroristici in Europa


Nell’ultima settimana le notizie sulla situazione in Mali hanno preso la scena. Perché si è cominciato a parlare del paese dell’Africa Occidentale solamente ora?
Prima dello scorso marzo il Mali era uno tra i più virtuosi paesi africani, avendo goduto fin dal 1992 di un periodo democratico di grande pace. Il 22 marzo 2012, un gruppo di militari ha rovesciato la repubblica con un colpo di Stato, sospendendo la Costituzione democratica. Approfittando del caos in cui versava il paese, i Tuareg (una delle etnie del Nord del paese) hanno riempito il vuoto di potere creatosi, estromettendo il presidente legittimamente eletto, Touré, alleandosi con le fazioni fondamentaliste e proclamando l’indipendenza della zona settentrionale del Paese, l’Azawad. Molti dei Tuareg coinvolti nella rivolta erano stati mercenari nella Libia di Gheddafi, tornati in patria armati e ben addestrati dopo la guerra dello scorso anno.
A dicembre la risoluzione ONU 2085, che definiva “criminali e terroristi” i gruppi che agivano nel Nord del Paese, ha legittimato un intervento militare autorizzando una missione a guida africana che sostenesse le autorità maliane. La risoluzione prevedeva la partecipazione di ECOWAS e dell’Unione Africana per restaurare l’ordine costituzionale e l’unità nazionale.
La vicenda del Mali ha però guadagnato spazio sui giornali quando il 10 gennaio 2013 il presidente malianoad interim (nominato dalla giunta militare lo scorso aprile) ha annunciato di aver ottenuto l’intervento della Francia per combattere i miliziani del Nord. In pochissimi giorni l’Operazione Sérval – un’operazione francese di aiuto militare e logistico alle forze del governo maliano – è cominciata, permettendo alle forze governative diriconquistare la capitale Bamako il 13 gennaio mentre i governi occidentali – tra i quali l’Italia, gli Stati Uniti e la Germania –assicuravano supporto logistico alla Francia.
Il presidente francese è intervenuto per impedire ai miliziani di raggiungere Bamako, dando il via anche ai combattimenti di terra, dopo i raid aerei, per poter ricacciare i ribelli verso Nord, in attesa che i 3.000 uomini della forza di coalizione internazionale subentrino. Hollande ha fatto sapere che i militari francesi lasceranno il Mali solo quando ci saranno autorità legittime, si avrà un processo elettorale e i ribelli saranno sconfitti. «La Francia non può evitare le sue responsabilità in Africa» ha dichiarato e nonostante qualcuno l’abbia già definita una politica neo-colonialista, quella del presidente francese è una risposta a una «richiesta di aiuto degli stati africani». La Francia in questo momento sta effettivamente difendendo il Mali, e così facendo cerca di proteggere l’Europa dal diffondersi del fondamentalismo islamico nei paesi del Maghreb. Questo intervento francese, sostenuto dalle potenze occidentali, dall’Onu e dall’UA, è dunque anche un riaffermare «la guerra a quel terrorismo che tutti devono impegnarsi a combattere», secondo le parole del ministro francese degli Esteri. Dall’altro canto come non vedere il legame con il sequestro dei 41 ostaggi occidentali avvenuto in Algeria il 16 gennaio? I terroristi islamici che li hanno rapiti hanno giustificato la loro azione richiedendo il ritiro delle forze francesi dal Mali mentre i gruppi di Tuareg e jihadisti promettevano di ripagare Parigi attaccandola in patria. La paura di nuovi attentati terroristici in Europa spinge i paesi occidentali a stringersi attorno all’alleato francese, ma come fermare questa ondata di violenza che infiamma il continente africano?

Rafforzato controllo alle frontiere contro terrorismo



L'esercito tunisino ha dispiegato, nelle ultime ore, delle unità del Sahara elevando il livello dei controlli alle frontiere nel deserto. La misura è stata resa nota dal governatore di Tataouine, Mourad Achour. La decisione, presa prima dell'evolversi della crisi in Mali, segue un vertice atre Tunisia-Algeria- Libia

lunedì 28 gennaio 2013

Rinviato rimpasto, governo cerca vie uscita crisi. Stallo in maggioranza mentre incombono importanti scadenze

 TUNISI, 28 GEN - Il mondo politico tunisino sembra non avvedersi della gravita' della crisi che attraversa il Paese. Soprattutto la maggioranza mostra profonde lacerazioni, tanto da non avere trovato l'accordo per quel rimpasto che dovrebbe rinvigorire l'azione del Governo.

Sabato, giorno scelto dal primo ministro per ufficializzare, con una conferenza stampa, l'accordo per il rimpasto e, quindi, la lista dei ministri, si e' ridotto ad una semplice dichiarazione, che ha solo accresciuto i dubbi sulla tenuta del Governo, che sembra trovare il suo residuo collante in precari equilibri e, paradossalmente, nella comune valutazione dell'esigenza di adottare delle misure radicali.

Il rimpasto, di cui si parla da mesi, sembra essersi incagliato, in seno alla maggioranza, sul fuoco di fila di richieste (da parte di Ettakatol e Congresso per la Repubblica) e sui no secchi (di Ennahda, partito maggioritario e detentore dei ministeri piu' importanti) che hanno impantanato ogni iniziativa. Anche perche' il tentativo di allargare la maggioranza anche ad altri partiti dell'opposizione sta trovando insormontabili ostacoli. Ma, siccome tutto il mondo e' paese, anche in Tunisia si sta cercando di aggirare il no dei partiti dell'opposizione ''cooptandone'' alcuni elementi spinti a diventare cani sciolti.

Operazione che e' al centro di durissimi commenti da parte degli analisti politici che in tutto questo vedono solo una tattica dilatoria per tenere a galla maggioranza e governo. La mancanza di interlocutori forti rischia pero' di aggravare ulteriormente la crisi economica, anche perche', sia da parte sindacale che imprenditoriale, si lamenta uno stallo nei rapporti che dura da troppo tempo e che non sembra avvedersi di come nei prossimi mesi la Tunisia deve affrontare importantissime scadenze. Quali, ad esempio, la definizione di trattative con organismi finanziari internazionali davanti ai quali la Tunisia deve presentarsi con un profilo certamente piu' alto e coeso di quello attuale.

Hamadi Jebali, davanti ad un uditorio di muti giornalisti cui non e' stata concessa la facolta' di porre domande, ha detto che il governo, sulla strada del rimpasto, non intende cedere a ricatti, ne' tantomeno ad accordi al ribasso.

Cosi' come ha respinto le accuse velate di cercare di ''spaccare'' i partiti dell'opposizione cercando di fomentare rivolte o scissioni. Ma, non avendo accettato il contraddittorio, non ha spiegato quali saranno le prossime vere mosse del governo. (ANSAmed).

Sciopero trasportatori benzina, assalto a impianti

 TUNISI, 28 GEN - Oggi e domani gli autotrasportatori tunisini del settore degli idrocarburi osserveranno uno sciopero generale a causa del mancato accoglimento, da parte del governo, di un pacchetto di richieste. Lo sciopero sta provocando disagi perche' gli impianti che ieri erano aperti sono stati letteralmente presi d'assalto dagli automobilisti e lo stesso sta accadendo, questa mattina, per quelli che non hanno esaurito le scorte.

Ad indire lo sciopero e' stata la Federazione generale del Petrolio e dei Prodotti chimici, aderente all'Ugtt. La protesta, peraltro, arriva a poche ore dall'ondata di aumenti dei prodotti petroliferi, decisi dal governo e che scatteranno dal primo febbraio.(ANSAmed).

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