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sabato 31 marzo 2012

Tunisia: foto contro Maometto, 2 condanne

(ANSA) - TUNISI, 31 MAR - Due persone di cui non e' stata resa nota l'identita', sono state condannate oggi a Mahdia a sette anni di reclusione per avere pubblicato, su Facebook, delle fotografia che, questa la contestazione, ''insultavano il Profeta''. Uno dei due imputati e' latitante. Lo riferisce radio Shems, precisando che il processo e' stato avviato dopo la denuncia presentata da alcuni cittadini di Mahdia. (ANSA).

Sit in davanti la sede diplomatica tunisina a Roma

ROMA - «Mio figlio è uscito alle cinque di mattina da jbeniyana e ho provato a contattarlo ma non rispondeva ed ho chiamato il suo amico Atef e mi ha detto che lo scafista voleva mollarli in mare, loro chiedevano aiuto. E’ stata l’ultima telefonata prima di perdere le sue tracce». Questa è la storia di una mamma in cerca del proprio figlio, partito dalle coste tunisine il 14 marzo scorso, verso la Sicilia e di cui non si sa più nulla. Venerdì 30 marzo si sono riunite contemporaneamente a Tunisi e a Roma decine di madri disperate alla ricerca di notizie dei propri cari.

PRIMAVERA TRAGICA - Nella capitale italiana, si è tenuto sotto l’Ambasciata tunisina un sit-in per chiedere alle istituzioni italiane e tunisine che fine abbiano fatto i 236 ragazzi che nella primavera del 2011, durante la rivoluzione, partirono da Tunisi verso l’Europa.
Ragazzi scomparsi nel viaggio della speranza, partiti con l'idea di approdare a Lampedusa, ultima tappa del loro drammatico viaggio in mare. Non si hanno notizie di loro, molti sono stati identificati nei centri di espulsione e riportati a Tunisi a seguito dei respingimenti forzati, ma nemmeno il loro rimpatrio alimenta speranze di poter ritrovare i giovani scomparsi.


IMPRONTE DIGITALI - Sugli striscioni la disperazione delle madri e le proteste delle associazioni che si occupano del sostegno della causa, a fianco alle tante famiglie che lottano per il diritto a riavere i propri figli, vivi o morti. Su un manifesto si legge «Degage Ambassadeur»: vai via ambasciatore. Il rappresentante è criticato dalla comunità tunisina per l’incapacità di risolvere il giallo e cooperare con le istituzioni italiane per il ritrovamento dei ragazzi. Molti dei quali erano minorenni all'epoca della partenza.
Nelle stesse ore della protesta romana, a Tunisi una delegazione di mamme protestava allo stesso modo davanti all’ambasciata italiana, creando un ponte immaginario tra Italia e Tunisia.


L'ESODO DEI 23 MILA - Era il marzo del 2011 quando oltre 23 mila tunisini sono partiti dalle coste africane verso Lampedusa durante la rivoluzione. L’ambasciata tunisina in Italia è in possesso delle prime 150 impronte digitali dei ragazzi scomparsi, fornite dal governo tunisino a seguito della richiesta ufficiale delle madri e dei comitati perchè ci si attivasse per il ritrovamento in tempi brevi. Ma il database con le impronte sarebbe stato inutile per la tecnologia di lettura adottata in Italia: un confronto che, se possibile, garantirebbe un raffronto importante dei dati, che ad oggi non è stata eseguito.


LE IMMAGINI E I VIDEO - Associazioni di immigrati e madri rimaste senza figli hanno lanciato la campagna di sensibilizzazione «Da una sponda all’altra: vite che contano» sostenute da Stalker, Amisnet e dal comitato Madri per Roma Città Aperta. «Ci sono le foto dei ragazzi e le immagini dei tg, alcune madri li hanno riconosciuti cosi e questo ha dato la certezza che i ragazzi in Italia sono arrivati vivi», spiega Germana Villetti del comitato delle madri e denuncia inoltre la drammatica situazione dei minorenni di cui non si sa nulla, proprio perché in Tunisia, se non maggiorenne, non è necessaria la rilevazione delle impronte digitali.
Le madri disperate chiedono all’Ambasciata la possibilità di entrare nel carcere di Rebibbia per mostrare le foto dei propri figli ai detenuti, ma anche questo è stato negato. Intanto le madri continuano la loro difficile battaglia e sono disposte a visitare il centro di accoglienza di Manduria per cercare eventuali tracce dei propri figli.

IL PRIMO MINISTRO JEBAIL - La recente visita italiana del primo ministro tunisino Hamadi Jebali è iniziata con un lungo colloquio con la delegazione delle famiglie dei dispersi. Ha tranquillizzato tutti garantendo «una cooperazione con il governo italiano per le ricerche», che presto avranno forse inizio. Dai racconti della volontaria dell’associazione «Giuseppe Verdi» di Parma Rebecca Kraiem, che da un anno gira l’Italia alla ricerca di notizie di questi ragazzi, le cose non stanno proprio cosi: «Abbiamo chiesto notizie dei ragazzi all’ambasciatore ma non ha voluto darci una mano, ci ha sbattuto la porta in faccia dicendo di non voler vedere la nostra brutta faccia», dichiara Rebecca. Intanto il tempo passa e un’altra primavera è gia iniziata, nella speranza di riportare a casa i ragazzi o perlomeno le loro salme.

(Corriere della Sera)

venerdì 30 marzo 2012

Air France-Klm aumenta collegamenti con Tunisia

(ANSAmed) - TUNISI, 30 MAR - Air France-Klm sta attraversando un delicato momento di ristrutturazione e rilancio che passa anche attraverso l'avvio di nuove tratte e il rafforzamento di quelle gia' coperte. E, nel panorama dell'operativo delle due compagnie, la Tunisia e' uno dei mercati sui quali si punta maggiormente. E' quello che ha detto Jean-Louis Prades, direttore regionale per la Tunisia di Air France-Klm, presentando il nuovo piano della compagnia francese che, con la saturazione degli scali parigini di Orly e Roissy, sta pensando di svilupparsi maggiormente su quelli di Marsiglia, Nizza e Tolosa.

Nei tre aeroporti giungeranno i nuovi voli previsti da Tunisi, con tariffe che vengono definite, dal management francese, concorrenziali. Dal primo aprile sulla tratta Tunisi-Tolosa ci saranno quattro voli settimanali, mentre otto saranno quelli per Marsiglia e due verso Nizza. Una quarta frequenza giornaliera e' stata inoltre inserita nel piano quotidiano della tratta Tunisi-Roissy.(ANSAmed).

Nuove opportunità tra Toscana e Tunisia

(AGI) - Firenze, 30 mar. - Oltre 100 i voli settimanali che collegano Italia e Tunisia. Gli imprenditori stranieri hanno molte agevolazioni e incentivi concreti: esoneri dalle tasse, premi all'investimento, 10 anni di esenzione dalle imposte sugli utili, procedure semplificate, un regime offshore). Il 97% dei giovani tunisini ha un grado di istruzione; gli studenti sono 350 mila e il 33% studia scienze informatiche. 28 mila i ricercatori, 13 i cyberparchi, 9 gli aeroporti, 7 i porti marittimi, 100 le zone industriali. Un tunisino su 5 e' connesso ai social network, il 48% della popolazione ha meno di 25 anni. E il prossimo 14/15 giugno, a Tunisi, grande forum sugli investimenti "La nuova Tunisia. Le sfide da affrontare & le nuove opportunita' da cogliere". Partecipera' anche una missione toscana con "Toscana Promozione". Nella sessione successiva, moderata dall'ex presidente di Regione Toscana Claudio Martini, sono intervenuti l'ambasciatore di Tunisia in Italia Naceur Mestiri, secondo il quale "il processo in atto nella Tunisia dimostra come Islam e democrazia possano convivere" e l'omologo italiano a Tunisi Pietro Benassi dice: "In uno spazio brevissimo e' stato compiuto un cammino eccellente e il mercato tunisino e' perfettamente compatibile con il nostro". Presenti, a Firenze, anche i governatori di due importanti regioni tunisine (Sousse e Kasserine oltre al sindaco di Kasserine). Conclusioni nel pomeriggio sul "Laboratorio Tunisia" nelle politiche di cooperazione toscana) da parte di Massimo Toschi, consigliere del presidente Rossi per Cooperazione e Relazioni Internazionali.
(AGI)

I russi visitano il deserto tunisino

(ANSAmed) - TUNISI, 30 MAR - Il turismo tunisino, che dopo la ''rivoluzione dei gelsomini'' ha registrato una flessione fortissima, cerca di aprirsi nuovamente al mercato internazionale puntando su quello russo. Si e' infatti conclusa ieri sera la visita di una folta delegazione (erano piu' di 150) di tour operator russi a Tozeur, la ''porta'' del deserto tunisino, organizzata dall'Ufficio nazionale del turismo, per fare conoscere le specificita' della regione.

Nel corso della visita gli operatori turistici russi hanno potuto ammirare le oasi montagnose di Tamaghza, oltre che spingersi nel deserto per assistere allo spettacolare tramonto tra le dune. Il mercato russo viene considerato uno dei piu' interessanti, visto l'enorme numero di turisti che ogni anno si muovono dalla Russia. (ANSAmed).

Tunisia : Problemi per andare in pellegrinaggio

(ANSAmed) - TUNISI, 30 MAR - Giorni di inquietudine per i fedeli tunisini che hanno programmato un pellegrinaggio nei Luoghi Santi dell'islam nel mese aprile. Si tratta dell'omra (o piccolo pellegrinaggio) che ha come meta La Mecca e che puo' essere fatto durante tutto l'anno. La Federazione tunisina degli agenti di Viaggio ha infatti reso noto, con un comunicato, di non avere ancora avuto alcuna comunicazione dall'autorita' saudita preposta all'organizzazione dell'assistenza ai pellegrini e che, quindi, non si ha ancora un'idea delle tariffe che dovranno essere praticate (e che comprendono sia lo spostamento in aereo che il soggorno in albergo). Non e' una questione di poco conto, considerato che ogni anno sono decine di migliaia i pellegrini che partono dalla Tunisia per i vari pellegrinaggi che ogni buon musulmano deve fare almeno una volta nella vita. E non e' nemmeno da valutare senza attenzione l'aspetto economico della cosa, perche' molti dei pellegrini, per affrontare il viaggio e la relativa permanenza nei Luoghi Santi in Arabia Saudita, mettono soldi da parte per anni, sulla base magari di costi presunti. L'altro aspetto della vicenda riguarda direttamente gli agenti di viaggio che lavorano appunto sui pellegrinaggi, organizzando spostamenti e soggiorni, con un giro d'affari difficilmente quantificabile, ma comunque uno dei piu' consistenti del settore potendo essere calcolato nell'ordine delle decine di milioni di euro.

A gettare nello sconforto gli aspiranti pellegrini, nel comunicato degli agenti di viaggio, oltre alla mancata definizione delle tariffe, c'e' anche il riferimento al fatto che ''la date annunciate per i primi voli per i Luoghi santi all'inizio d'aprile appaiono molto improbabili perche', sino ad oggi, alcun protocollo d'accordo e' stato segnato a proposito dell'ospitalita' con la Société nationale des résidences et services (SNR) che ha l'incarico ufficiale per questo settore''.

Di fronte a questa oggettiva in certezza, che rasenta la piu' totale confusione, gli agenti di viaggio tunisini si stanno comunque attrezzando, costituuendo dei gruppi di lavoro che quanto meno diano corso alle prenotazioni con la compagnia di bandiera Tunisair, per i fedeli che risiedono nelle diverse regioni del Paese, nella speranza che la situazione si sblocchi prima possibile.

La speranza di tutti - pellegrini, agenti di viaggio, personale degli aeroporti - e' che tutto vada per il verso giusto nel giro di pochi giorni, ricordando i gravissimi disagi dello scorso anno quando si incrociarono pellegrinaggi e proteste del personale della Tunisair, che provocarono ritardi anche di dodici ore, con chi andava o tornava dai Luoghi Santi accampato nelle sale d'aspetto (ma anche per chi pellegrino non era), senza che nessuno spiegasse loro cosa stava accadendo.

giovedì 29 marzo 2012

La legge Tunisina punisce gli stupratori, a meno che non sposino la vittima

Sapendo che la Tunisia è considerata una delle nazioni arabe più aperte e più occidentalizzate, ci stupiamo quando si parla dei diritti delle donne, dove la Tunisia ha una lunga strada davanti.
Il problema della violenza sulle donne nel Nord Africa è un problema che è stato argomento di molte discussioni a seguito degli eventi accaduti in Marocco, dove una 16-enne (Amina Filali) è stata spinta verso il suicidio dopo che la sua famiglia le ha ordinato di sposare lo stupratore; dopo questo spiacevole evento è nato online un movimento d'indignazione denominato "RIP Amina".

La legge Tunisina, come quella Marocchina, assolve gli uomini accusati di stupro (anche di ragazze minorenni) in caso di matrimonio tra lo stupratore e la vittima.

Lo scorso ottobre Amnesty International ha redatto un manifesto di 10 punti, dove illustrava le lacune dei sistemi politici arabi nei confronti dei diritti umani.

L'articolo 218, che regola le violenze domestiche, afferma che in caso di ritiro della denuncia nei confronti dell'imputato, esso non è più perseguibile.
Un'altra legge controversa è quella dell'articolo 227. Questo articolo afferma che in caso di stupro nei confronti di una ragazza tra i 13 e i 20 anni, l'accusa di stupro decade in caso la vittima accetta di sposarlo. Anche se un matrimonio non può aver luogo senza il consenso della vittima, le povere ragazze devono affrontare la famiglia e le pressioni sociali che la spingono ad accettare il matrimonio con il suo carnefice, in modo da "difendere l'onore della famiglia".

Sempre secondo il codice penale tunisino, non solo gli stupratori hanno una scappatoia per evitare i procedimenti penali; ma anche coloro che rapiscono ragazze (sempre della stessa fascia di età) possono evitare i procedimenti penali, e quindi ogni conseguenza relativa, se anche in questo caso la vittima accetta di sposare il suo rapitore.


Michele Anello

(Questo articolo è stato pubblicato da tunisialive.net in lingua inglese. L'artciolo originale è disponibile all'indirizzo : http://www.tunisia-live.net/2012/03/29/tunisian-law-allows-rapists-to-avoid-prosecution-in-case-of-marriage-with-victim/ )

Tunisia: Gannouchi, progetto salafiti porta guerra civile

(ANSAmed) - TUNISI, 29 MAR - Duro attacco di Rached Gannouchi, presidente di Ennadha, al salafismo tunisino, accusato di essere portatore di un progetto di guerra civile e di terrorismo.

Gannouchi e' intervenuto ieri sera, in un talk show radiofonico su Express Fm, e, rispondendo alle domande dei giornalisti e alle osservazioni dei partecipanti alla trasmissione, ha detto che il salafismo tunisino vuole imporre un progetto di guerra civile, con una ''dimensione di terrorismo'', visto che delle armi sono importate in Tunisia.

''E' - ha detto - un progetto estraneo alla tradizioni pacifiste del Paese''.

Gannouchi ha anche stigmatizzato, nuovamente, le minacce di morte pronunciate dai salafiti contro gli ebrei e l'aggressione contro gli uomini di teatro, domenica scorsa, durante una manifestazione a difesa del Corano. Il leader di Ennahdha ha anche condannato le minacce di morte rivolte, sempre da ambienti salafiti, contro Beji Caid Essebsi, l'ex premier tunisino, che ha definito un grande uomo politico che ha avuto il merito di avere organizzato le prime elezioni libere nel Paese, guidandolo in una fase molto delicata della transizione post-dittatura. (ANSAmed).

Tunisia: Da Stati Uniti aiuto da 100 milioni di dollari

(ANSAmed) - TUNISI, 29 MAR - Gli Stati Uniti doneranno 100 milioni di dollari alla Tunisia, per alleggerirne la situazione debitoria di quest'anno. Lo ha comunicato ieri, come riferisce una nota del Governo, il segretario di Stato Hillary Clinton nel corso di un lungo colloquio telefonico con il premier, Hamadi Djebali, nell'ambito delle periodiche consultazioni.

Questo dono, secondo il comunicato del Governo, si inserisce ''nel quadro delle concertazioni e dei contatti permanenti con gli amici della Tunisia''.

Il segretario di Stato americano ha detto che l'Amministrazione Usa ha deciso di donare l'ingente somma nell'ambito del suo appoggio alla transizione democratica in Tunisia e per consentire al Paese di godere di un sostegno finanziario per fronteggiare il debito pubblico. L'iniziativa dovrebbe, poi, incoraggiarne altre da parte dei Paesi donatori che hanno mostrato la loro disponibilita' ad aiutare la Tunisia.

"Tunisi,taxi di sola andata", primo romanzo su rivolta

(ANSAmed) - ROMA, 29 MAR - "A proposito, tu perché sei qui? Per cercare di capire. Sono annoiata dall'Europa, disgustata dalla sua autorefenzialità. La sua mancanza di curiosità verso il Mediterraneo mi irrita. Voglio ascoltare nuove voci".

Risponde così Sophie, la protagonista di 'Tunisi, taxi di sola andata' (No Reply), il primo romanzo scritto sulla rivoluzione dei Gelsomini da Ilaria Guidantoni, a chi le chiede che cosa ci faccia nella capitale tunisina, nell'afa di agosto, in pieno Ramadan, a circa due mesi dalle prime elezioni libere della Tunisia del dopo Ben Ali. Un racconto di viaggio insolito, per le strade di Tunisi, a bordo dei taxi durante la rivoluzione dei gelsomini, tra anarchia, paura e incertezza sul domani di un Paese e della sua popolazione, "che da più parti, a torto, è stata ritenuta quella più debole del mondo arabo. Il Paese da cui non sarebbe mai partita alcuna rivolta", racconta ad ANSAmed la giornalista, che ieri a Roma ha presentato il suo libro, giunto in questi giorni nelle librerie. Sophie, una donna di origini francesi è il suo alterego. Un escamotage narrativo, utilizzato per descrivere i momenti più difficili della rivoluzione. In un gioco con il lettore, l'autrice - donna occidentale - cerca di capire come sono andate le cose, che cosa sta accadendo nel Paese dopo la caduta del regime e poco prima delle prime elezioni libere, e di intuire quali siano le attese di una popolazione che si aspira a un domani migliore. Sophie-Ilaria coglie il senso di smarrimento della gente che incontra e intervista. Tassisti, librai, registi, attori, blogger. "Pur essendo un romanzo le interviste sono tutte vere", sottolinea l'autrice. Sono le interviste realizzate dalla stessa Ilaria Guidantoni durante i suoi ripetuti viaggi nel Paese maghrebino prima, durante e dopo la rivoluzione. La scelta del taxi ricorda molto il lavoro di Khaled al Khamissi, scrittore egiziano che proprio ai taxi e ai loro autisti ha dedicato una raccolta di storie brevi che dipingono l'Egitto di Mubarak e raccontano i sogni, le avventure, i ricordi e le opinioni politiche di una parte della società egiziana. "I tassisti - ricorda - erano considerati, sotto il regime di Ben Ali, informatori privilegiati del governo, e perciò considerati con diffidenza. Nel pieno della rivoluzione, sono i primi a captare gli umori della gente, tastando il polso di una situazione in continuo mutamento a partire dagli scampoli di conversazione con i propri clienti". In questo viaggio particolare, la protagonista del romanzo "si imbatte in uomini politici come il leader dell'opposizione, Moncef Marzouki, o artisti, attori - tra i quali Ahmed Hafiène, e blogger che hanno fatto da cassa di risonanza alle rivendicazioni del popolo e, naturalmente, tanti tassisti, cittadini comuni con i loro personali punti di vista sugli eventi a cui assistono in presa diretta". (ANSAmed).

Tunisia: giro vite governo, stop marce in avenue Bourghiba

(ANSAmed) - TUNISI, 29 MAR - Giro di vite del governo tunisino, dopo le intemperanze dei salafiti che, domenica scorsa, hanno aggredito, in avenue Bourghiba, i partecipanti ad una manifestazione a sostegno dell'attivita' teatrale. Con una ordinanza del Ministero dell'Interno, da oggi sono vietate manifestazioni, sia come assembramenti che come ''espressioni di gruppo'' lungo la strada principale della capitale.

La motivazione ufficiale e' che in questo modo sono state accolte le proteste dei commercianti e delle attivita' turistiche che si affacciano sulla strada. Il ministero ha poi ricordato che qualsiasi manifestazione deve essere autorizzata e i relativi programma e percorso comunicati per potere predisporre il dispositivo di sicurezza.

Domenica una manifestazione indetta dai salafiti a difesa del Corano si e' trasformata in una serie di attacchi ai partecipanti ad un altro evento, in una preghiera di massa su piazza 14 gennaio e in comizi dai contenuti violenti e intirsi di antisemitismo. (ANSAmed).

Tunisia: ambasciatore a Ue, serve facilitazione visti

(ANSA) - BRUXELLES, 28 MAR - Nell'ambito di un dialogo ''fra due partner'' che e' stato avviato da qualche settimana, la Tunisia chiede all'Ue ''la facilitazione dei visti per operatori economici e studenti''. Lo ha spiegato l'ambasciatore della Tunisia a Bruxelles, Mohammed Ridha Farhat, a margine di una conferenza al Parlamento europeo sull'immigrazione, organizzata dall'eurodeputato del Pdl, Salvatore Iacolino.

''L'immigrazione - ha detto Farhat - e' solo un aspetto fra gli altri del dialogo. Per noi si tratta di facilitare il flusso fra le due parti: prodotti commerciali, servizi e libera circolazione delle persone. So che e' difficile, ma per noi e' un obiettivo, senza nascondere il problema dell'immigrazione clandestina''. Su questo fronte ''c'e' un dialogo strutturato da qualche settimana e vedremo i risultati, nella logica delle relazioni future con l'Ue.

''Da qualche mese - aggiunge Iacolino - c'e' un'accentuata dimensione meridionale dell'Unione europea, per una cooperazione basata non soltanto sulla regolazione dei flussi migratori, ma anche su indirizzi concreti che diano sviluppo e competitivita' a quelle realta' ''. Un esempio in questo senso e' il recente accordo fra Ue e Marocco sulla liberalizzazione del commercio dei prodotti ortofrutta. Secondo Iacolino, e' importante anche dare ''la possibilita' per i giovani imprenditori del Nord Africa di venire in Europa e arricchire concretamente la professionalita' '', ma cio' non toglie che ''noi riteniamo che i migranti economici non hanno titolo se non hanno un contratto a rimanere nel territorio dell'Ue, cosa che invece hanno i rifugiati''. (ANSA)

Tunisia: paese crocevia predicatori fanatici e jihadisti

(di Diego Minuti) (ANSAmed)- TUNISI, 28 MAR - Per oltre vent'anni le porte della Tunisia laica voluta e difesa da Zine El Abidine Ben Ali erano rimaste serrate per chi dell'islam voleva fare una bandiera. Ma la caduta del dittatore e, soprattutto l'affermazione del confessionale Ennahdha quale maggiore partito del Paese, ha stravolto tutto e la conseguenza piu' evidente e' che ormai la Tunisia e' diventata una piazza ospitale per tutti: predicatori fanatici, incitatori alla violenza in nome di Allah, jihadisti,fautori delle mutilazioni genitali femminili. Una stato di cose che rischia di rendere ancora piu' inadescente la situazione per le continue contrapposizioni tra integralisti islamici e laici che solo per un caso non hanno ancora determinato un dramma. Tutto sembra ormai lecito, soprattutto per quelli che Ben Ali aveva tenuto ben lontani dai cofnini tunisini. E cosi' accade che Tarek Maaroufi, appena uscito da un carcere belga, dove ha scontato dieci anni di reclusione per terrorismo, sia salito in aereo e abbia raggiunto Tunisi, accolto da una ventina di salafiti con gli occhi colmi di lacrime. Uscito dagli arrivi internazionali, Maaroufi si e' inginocchiato, pregando e baciando il suolo. E, tanto per evitare che qualcuno potesse pensare che la galera lo avesse indotto a cambiare idea, s'e' detto felice di avere visto che la jihad e' ancora nella mente dei tunisini. Puo' essere o meno che egli abbia ragione, ma il suo profilo (era accusato di legami con al Qaida e di complicita' nella morte del comandante Massud, ucciso due giorni prima degli attacchi terroristici dell'11 settembre in America) dovrebbe indurre a una grande attenzione per quel che fara' nel futuro piu' vicino.

Un altro elemento su cui riflettere e' l'aumento esponenziale del lavoro della polizia di frontiera tunisina allo scalo aereo della capitale, dove gli arrivi di controversi predicatori, prima destinatari di divieto d'ingresso, e' questione di tutti i giorni. Domenica ne sono arrivati due. Il primo, Héni Sbai, Fondatore del centro di studi storici Maqrizi, sarebbe stato condannato a 15 anni di reclusione in Egitto e ricercato dalle magistrature di diversi Paesi per "collaborazione attiva" con i talebani e al Qaida. A distanza di poche ore ne e' sbarcato un altro, Abd El Mustafa Mun'em Halima Abu Bassir alias Abu Bassir El Tartusi, predicatore d'origine yemenita, che ama ripetere che ''piu' della meta' del Corano e centinaia di parole del Profeta chiamano alla jihad e alla lotta contro i tiranni''. In entrambi i casi, erano attesi da salafiti festanti, che a muso duro hanno ottenuto per i loro beniamini il ''passi'' dalla Polizia. In un Paese che sta discutendo sul suo profilo (islamico o arabo), i predicatori trovano sin troppo terreno fertile, in assenza di una risposta dello Stato,sollecitata anche dal leader di Ennahdha, Rached Gannouchi. Troppe le minacce che non hanno reazione da parte delle istituzioni: domenica uno sceicco ha chiamato i tunisini a prepararsi ad uccidere gli ebrei; nella stessa occasione un predicatore ha augurato la morte (poi ha spiegato che parlava di politica) dell'ex premier Beji Caid Essebsi. E nell'aria c'e' ancora l'eco delle allucinanti proposizioni di un predicatore egiziano wahabita, Wajdi Ghenim, venuto in Tunisia a dire, davanti a folle in delirio, che le mutilazioni genitali femminili non sono solo imposte dal Corano, quanto ambite perche' operazioni di chirurgia estetica.

Tunisia: Euromed Youth, via web radio per promuovere diritti

(ANSAmed) - BRUXELLES, 28 MAR - In Tunisia e' stata appena lanciata una nuova radio via web, dall'associazione tunisina dell'audiovisivo e dell'animazione multimedia (ATAAM).

L'iniziativa, finanziata dal programma Ue, Euromed Youth, vuole diventare la piattaforma per consentire i cittadini di esprimersi su temi come diritti umani e cittadinanza.

Secondo quanto riferisce il sito web di Enpi (www.enpi-info.eu), ATAAM questa settimana promuove anche la sua azione ''Multimedia e democrazia'', nell'ambito del progetto ''Una finestra aperta sulla promozione della cultura democratica attraverso l'uso di progetti multimediali''. L'idea e' quella di usare strumenti multimediali come radio locali, web tv e giornali, oltre a blog e media sociali, come modo di rafforzare la cultura democratica fra i giovani. L'azione e' stata organizzata in partnership con gruppi di ragazzi da Dresda e Marsiglia. Il progetto e' finanziato da Euromed Youth, che include iniziative che sostengono organizzazioni giovanili e attori in questo campo nella regione euro-mediterranea. Si occupa di scambio di esperienze, expertise e buone pratiche ma anche su attivita' che possono promuovere progetti, collaborazioni e reti durature e di alta qualita'. (ANSAmed)

Tunisia: Montada, rafforzare tutela beni architettonici

(ANSAmed) - Madrid, 28 MAR - Rafforzare le istituzioni di tutela dei beni architettonici tradizionali in Tunisia e il quadro giuridico per la loro protezione e salvaguardia. E, allo stesso tempo, approfondire la cultura del dialogo fra gli attori sociali, pubblici e privati, per costruire progetti che consentano all'Istituto Nazionale del Patrimonio tunisino di elaborare una visione strategica a breve, medio e lungo termine, delle azioni sul territorio. Sono le raccomandazioni emerse dal workshop internazionale sulla conservazione del patrimonio e il nuovo quadro legale, che si è svolto a Tunisi a fine gennaio, e pubblicate ieri dal Progetto Montada, che ne dà notizia. Dalla discussione, alla quale hanno partecipato esperti di architettura, rappresentanti della società civile e delle autorità, fra i quali il ministro di cultura tunisino, Mahadj Mabrouk, sono emerse una serie di indicazioni. Per quanto riguarda la lotta all'edilizia abusiva, l'appello alle municipalità a perseguire le infrazioni e rafforzare i controlli in coordinamento con l'Istituto Nazionale del Patrimonio. Per quanto concerne il rafforzamento istituzionale, si raccomanda fra l'altro la creazione di un corpo di architetti e urbanisti specializzati in interventi di recupero del patrimoni storici e architettonici, ai quali sia attribuito uno statuto simile a quello degli archeologi e, allo stesso tempo, la formazione di architetti specializzati. A fine di un raffozamento legislativo, si raccomanda di istituire meccanismi istituzionali giuridici e finanziari per gli interventi nei Centri Storici e la realizzazione di piani di salvaguardia e valorizzazione delle Medine di Tunisi, Kairouan, Sousse e Sfax e del sito culturale di Cartagine Sidi Bou Said. A fine di potenziale la cultura del dialogo, le conclusioni del workshop esortano a sensibilizzare la società civile alla protezione e conservazione del patrimonio tradizionale e a istituzionalizzare partnerariati pubblico-privato e a favorire i rapporti fra le autorità competenti e cittadini associazioni, Ong operanti sul territorio. Il progetto Montada Il progetto Montada è cofinanziaro dall'Unione Europea, nel quadro del programma EuroMed Heritage IV e realizzato in Algeria, Marocco e Tunisia con l'obiettivo di promuovere la protezione e conservazione del patrimonio edilizio tradizionale.

mercoledì 28 marzo 2012

Tunisia: Incidenti sul lavoro, nel 2011 sono stati 43 mila

Lo scorso anno in Tunisia sono stati rilevati ufficialmente piu' di 43 mila incidenti sul lavoro, in leggero calo rispetto al 2010 quando erano stati circa 45 mila. I morti per incidenti sul lavoro sono stati 147.

I dati sono stati forniti, riferisce il sito specializzato webmanagercenter, da Nasreddine Mihoubi, capo della Direzione della prevenzione rischi professionali della Cassa nazionale di assicurazioni, nel corso di un intervento fatto in occasione di una conferenza sulla sicurezza sulle condizioni di lavoro.

I settori piu' toccati dal fenomeno sono stati quello delle costruzioni e dei lavori pubblici (11,38%), dell'abbigliamento (10,68%), delle industrie metalmeccaniche (10,25%), di quelle per materiali da costruzione (7,79%) e agroalimentari (7,43%).

Presenti nella statistica anche le industrie elettriche (5,64%), commercio e istituzioni finanziarie (5,23%), trasporti (3,79%).

Per quanto riguarda la collocazione geografica degli incidenti sul lavoro, la maggior parte e' stata registata nelle zone costiere e dove si concentrano molte attivita' industriali: 17,79% a Sfax, 11% a Tunisi, 13,65% a Ben Arous, 9,12% a Sousse, 8,61% a Monastir, 8,01% a Nabeul.

Il numero di malattie accertate come diretta conseguenza delle condizioni di lavoro e' stato, nel 2011, di 609 casi, in calo rispetto agli anni precedenti (827 casi nel 2010 e 815 nel 2009). (ANSAmed).

Tunisia : Karima Souid entra in politica

Cosa è cambiato in Tunisia dopo la rivoluzione, come procede il lavoro dell’Assemblea, che futuro si prospetta per i giovani, le donne, gli uomini che hanno fatto e creduto nella rivoluzione? Per parlarne con noi Karima Souid, deputata del partito di centro sinistra Ettakatol.
“Bonjour je suis Karima Souid, je suis la tête de liste de Ettakatol France Sud…”
È stata la prima campagna elettorale per Karima Souid, la franco tunisina che ha aderito al partito di centro sinistra Ettakatol nel febbraio dell’anno scorso. Una campagna elettorale per eleggere l’assemblea costituente tunisina, vissuta con trasporto e entusiasmo, per lei nella circoscrizione della Francia meridionale.
L’elezioni per l’assemblea costituente si sono tenute il 23 ottobre, i residenti all’estero hanno votato qualche giorno prima.
In Francia rappresentano la comunità straniera più numerosa, 300 mila gli iscritti sulle liste elettorali.
Per loro si è trattato di un giorno di gioia:

“Sono fiero di essere tunisino, sono fiero di votare per la prima volta in vita mia, spero che il mio Paese diventi una democrazia”. Il voto in Francia per il parito di centro sinistra Ettakatol non è stato il successo sperato: è la terza forza nel Paese, la quarta nella circoscrizione della Francia meridionale. Il grande vincitore è Rached Gannouchi, leader del partito islamista Ennahda, messo al bando sotto il regime di Ben Ali, che ha ottenuto il 41% dei voti in Tunisia quasi il 31% in Francia. Al lavoro per elebarore la nuova Costituzione del Paese, un’assemblea costituente dominata dagli estremisti di Ennahada. A far da controaltare Moncef Marzuki, ex dissidente, eletto alla guida dell’Assemblea. La sua elezione è il risultato di un patto tra le tre principali forze del Paese.
………………………………………………………

Nata e cresciuta a Minguettes, periferia turbolenta di Lyon, Karima Souid è una dei dieci deputati eletti nella circoscrizione francese all’Assemblea costituente tunisina. Outsider della politica, è determinata ad andare fino in fondo.

Cecilia Cacciotto, euronews:
Cosa è cambiato in Tunisia dopo la rivoluzione?

Karima Souid, deputata del partito Ettakatol:
Cosa è cambiato? Oggi in Tunisia possiamo camminare a testa alta. Si sono tenute elezioni libere, le prime elezioni libere in Tunisia. È stata convocata l’Assemblea costituente, che lavora all’elaborazione della futura Costituzione; lavoriamo inoltre per instaurare una repubblica, che non sarà assolutamente una repubblica islamica.
È vero che oggi ci sono accese discussioni all’interno di alcune commissioni. Nel partito islamista Ennahada esiste una corrente fondamentalista che vorrebbe integrare la sharia nella costituzione. Noi di Ettakatol non lo vogliamo, non vogliamo che questa Costituzione sia anti-repubblicana. È vero che il popolo tunisino è profondamente radicato alle proprie radici arabe e islamiche, ma è fuori discussione che la Sharia ispiri la nostra legge fondamentale, almeno per Ettakatol.

euronews:
Tutti i partiti in campagna elettorale hanno promesso il rispetto dei diritti democratici e dei diriti delle donne, sarà veramente così?

Souid:
La preoccupazione è viva, è inutile nasconderlo. Penso che si debba vigilare. Noi di Ettakatol rispetteremo quello che abbiamo detto in campagna elettorale, fa parte dei nostri valori: come partito socialdemocratico non toccheremo i diritti delle donne. Vogliamo che i cittadini siano informati su quello che accade, vogliamo trasparenza. Voglio ricordare un concetto che mi sta molto a cuore: quello dell’open-governement. Il cittadino deve essere informato di tutto e deve essere il cuore pulsante della società.

euronews:
L’Europa ha sostenuto il vento della primavera araba. Vista anche la crisi che attraversa l’Europa vi sembra più distante? Avete sentito l’Europa al vostro fianco nel corso della rivoluzione, contate oggi sull’aiuto europeo?

Souid:
L’Europa al nostro fianco? A dirla tutta ci siamo sentiti piuttosto soli. A mio avviso bisogna moltiplicare i parternariati, giocare sulla multilateralità piuttosto che chiedere aiuto unicamente all’Europa, cosa che comunque attualmente non sta facendo la Tunisia.

euronews:
Quarant’anni, project manager nel settore del turismo, non ha esistato un istante a lanciarsi in questa avventura affascinante e rischiosa. Perché?

Souid:
Mi è venuto spontaneo, perché la Tunisia è il mio Paese, così come la Francia, sia chiaro. In Tunisia tutto deve essere ricostruito, in Tunisia non ti fai tante domande e pertanto io non ho avuto alcuna esitazione, nemmeno per un istante. Per quanto minimo possa essere il mio contributo, bisogna esserci a questo appuntamento con la storia. Per me è una forma di rinascita.

(EuroNews)

martedì 27 marzo 2012

Tunisia, da Tunisiana sola offerta per licenza 3G

La gara per l'assegnazione dell'ultima licenza per la telefonia con tecnologia 3G e per la rete fissa in Tunisia ha visto la presentazione di una offerta da parte della sola Tunisiana. Le altre due societa' avevano mostrato interesse avviando le relative pratiche, Orange e Iliad, hanno deciso di non presentare una propria offerta.

La gara internazionale era stata lanciata dal Ministero della Tecnologia e dell'Informazione e Comunicazione, per la liberazione del settore delle telecomunicazioni. Non e' stata resa nota l'entita' dell'offerta economica fatta da Tunisiana. Dal competente Ministero si sono limitati a ricordare di avere fissato una soglia minima perche' le offerte fossero accettate e che Tunisiana era a conoscenza della sua entita'. (ANSAmed)

Immigrazione: sub Tunisia a scuola Italia contro clandestini

I sommozzatori del Cnes della Spezia, il centro di supporto tecnico-logistico per il servizio navale della Polizia di Stato e scuola di specializzazione nautica per le attivita' di mare e subacquee, addestreranno i sub della Guardia nazionale tunisina con compiti anti immigrazione. Il corso di specializzazione e' stato presentato oggi al Cnes della Spezia dal prefetto Giuseppe Forlani, con il questore Gaetano D'Amato, il direttore del Cnes, Ugo Terracciano e il colonnello della Guardia nazionale tunisina Abderrezak ben Fredj.

Saranno 18 gli agenti della Guardia nazionale tunisina impegnati nei prossimi tre mesi in addestramenti specifici che riguarderanno tecniche d'immersione e salvamento, manovre d'assalto e prevenzione anti sabotaggio.

(ANSAMed)

Tunisia: Disoccupazione, a 18,9% a fine dicembre

Il tasso di disoccupazione in Tunisia, tra il secondo e il quarto trimestre del 2011, se e' alzato sino al 18,9 per cento. Sono gli ultimi dati disponibili grazie all'indagine sull'impiego fatta dall'Istituto nazionale di Statistica. Al tasso del 18,9 per cento di disoccupazione corrispondono circa 738 mila tunisini senza lavoro. L'attuale momento dell'economia tunisina mostra altri due dati non positivi: la perdita di 137 mila impieghi e l'arrivo, sul mercato del lavoro, di 213 nuovi aspiranti ad un posto. I settori che hanno registrato le maggiori perdite di posti di lavoro sono stati l'agricoltura (-64 mila), l'industria dei servizi (-57 mila) e il turismo (-16 mila). In controtendenza le costruzioni, che hanno generato piu' di 3000 posti di lavoro in piu'.

(ANSAMed)

Turismo: Fiavet sceglie Tunisia per congresso 2012

Gli agenti di viaggio italiani aderenti alla Fiavet hanno scelto, come sede del loro congresso annuale, in programma in ottobre, la Tunisia. Per questo avvenimento e' previsto l'arrivo di circa 800 operatori italiani del settore.

La decisione e' stata presa oggi, nel corso dell'incontro, riferisce un comunicato, tra il direttore generale dell'Ufficio nazionale del turismo tunisino, Habib Ammar, e Fortunato Giovannoni, attualmente in Tunisia per una visita di lavoro.

Nel corso dell'incontro sono anche state approfondite le tematiche relative allo sviluppo dei flussi di traffico tra Tunisia e Italia, compresa una azione comune di comunicazione rivolta a 12 mila agenzie di viaggio italiane e la firma di un accordo di partenariato.

Nel 2011 il mercato italiano ha fatto registrare uno dei piu' forti cali rispetto alle mete turistiche tunisine: lo scorso anno solo dodicimila gli italiani hanno scelto la Tunisia, a fronte dei 354 mila del 2010.

(ANSAMed)

Tunisia: partito Ennahda, nuova Costituzione non si basera' su sharia

Ennahda, il partito islamico tunisino che ha vinto le prime elezioni democratiche del paese, ha annunciato che la nuova Costituzione non si basera' sulla sharia (la legge islamica) e che manterra' la natura secolare dello Stato.

''La Tunisia e' libera, indipendente e sovrana, la sua religione e' l'Islam, la sua lingua l'arabo ed e' una Repubblica'', si legge nel primo articolo della Costituzione del 1956, che sanciva la separazione fra religione e Stato e che Ennahda ora intende confemare. ''Non useremo la legge per imporre la religione'', ha detto il leader del partito, Rached Ghannouchi, ai giornalisti.

Il primo articolo, ha aggiunto, ''e' oggetto di consensi fra tutti i settori della societa', perche' preserva l'identita' arabo-musulmana dei tunisini, garantendo allo stesso tempo i principi di uno stato secolare e democratico''.

domenica 25 marzo 2012

La situazione in Tunisia 25/03/2012


Vi abbiamo chiesto tramite un sondaggio cosa pensate della situazione in Tunisia ad un anno della rivoluzione. Il 56% delle risposte hanno contrassegnato l'opzione "peggiorata", il 28% dei votanti crede che la situazione sia un vero disastro e il 24% che sia migliorata.

Procediamo ad un' analisi dettagliata della situazione socio-economica ad un anno dalla rivoluzione.

Situazione economica: secondo le statistiche fornite dal governo tunisino ma anche dal FMI la Tunisia continua a crescere, nel primo trimestre 2012 registra una crescita del 1%, crescita prevista per il 2012 intorno al 2%, la disoccupazione resta stabile al 20% della popolazione attiva. Il grande problema della Tunisia sia pre che post rivoluzione è la disoccupazione giovanile, 15% del 20% dei disoccupati sono giovani tra i 18 e i 25 anni, molti di questi laureati.

Situazione socio-politica: La situazione politica a molti può sembrare instabile ma in realtà non è così, stabilità non significa che qualsivoglia manifestazione debba essere repressa dal governo con la forza ma che tutti quanti participino al processo democratico in corso e che la costituzione venga a rappresentare la vera anima della popolazione Tunisina. Su questo punto di vista il governo sembra stabile, oltretutto dopo la rivoluzione si percepisce che la popolazione ha maggiore libertà. I gruppi estremisti che abusano di tale libertà ovviamente devono restare sotto controllo e speriamo che rimangano tali. La cancellazione della manifestazione di oggi è una buona forma di controllo, garantire la sicurezza pubblica ma non contrastare con la forza gruppi violenti. Rispondere alla violenza con violenza non serve a nulla. Anzi può aumentare i sostenitori di tali gruppi, meglio adottare una politica d' isolazione.

Sicurezza: Forse uno dei punti più critici, la sicurezza è notevolmente calata nei mesi successivi alla rivoluzione, ancora oggi certe zone rimangono "calde"  e la polizia non ha grandi margini di intervento sulla popolazione. Il clima di odio verso i poliziotti rimane,  reputati dalla popolazione corrotti e con la mentalità del vecchio regime. Però non dimentichiamoci che c'è stato un cambio epocale, non si può pretendere di avere una sicurezza come quella precedente, anzi speriamo che non sia mai più così in quanto quando è presente in un paese troppa sicurezza il popolo ne risulta oppresso. Bisogna trovare ancora il giusto punto di equilibrio e una buona cosa sarebbe  riqulificare la polizia per un nuovo tipo di sicurezza.

Il sondaggio sarà riproposto ogni tre mesi con annesso articolo per confrontare i cambiamenti. Se qualcuno vuole aggiungere qualcosa il post è aperto a tutti i tipi di commenti.

Buona Lettura

Cooperazione Italia Tunisia


Scade il 14 maggio prossimo il II bando per progetti standard, finanziato dal "Programma ENPI Italia – Tunisia", iniziativa bilaterale di cooperazione transfrontaliera, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito dello Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato (ENPI).
L'obiettivo generale del bando – il cui budget è pari a 8.221.143,08 milioni di euro - è quella di promuovere ed incoraggiare l'integrazione economica, sociale, istituzionale e culturale tra le regioni tunisine e siciliane.

Continua su: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-03-23/cooperazione-transfrontaliera-italiatunisia-130257.shtml?uuid=Ab6UVuCF

Tunisia: annullata manifestazione a sostegno sharia


(ANSAmed) - TUNISI, 23 MAR - Con una decisione presa all'ultimo istante, e quando gia' erano arrivati un centinaio di salafiti, con i loro drappi neri, e' stata annullata la manifestazione indetta per oggi, a Tunisi, per sostenere la Sharia come elemento principale della prossima Costituzione. Non chiariti i motivi della decisione. Non si esclude che un'altra manifestazione possa essere indetta per domani o per domenica.

Resta ora da capire la portata politica dell'annullamento di una manifestazione che doveva essere una prova di forza degli integralisti islamici. (ANSAmed).


martedì 20 marzo 2012

Tunisia: Notizie 20/03/201


(ANSAmed) - TUNISI, 20 MAR - L'attuale tasso di crescita in Tunisia consentira' la creazione, entro l'anno, di almeno settantamila posti di lavoro. E' quanto prevede il governo.

La previsione, comunque, anche se dovesse essere confermata, non coprirebbe la richiesta di posti di lavoro che, secondo gli economisti, quest'anno si attestera' intorno a 90 mila nuovi impieghi, a fronte dei circa 800 mila disoccupati tunisini.

Secondo le ultime stime, il tasso di disoccupazione in Tunisia si e' attestato intorno al 18 per cento della popolazione attiva. Da parte sua, il governo prevede di creare 25 mila posti di lavoro nel settore pubblico, soprattutto nei settori dell'Istruzione e della Sanita'. (ANSAmed).



(ANSA) - TUNISI, 20 MAR - Un congresso sulla sharia e la Costituzione sta diventando, a Tunisi, l'occasione per l'ennesima manifestazione di massa sostenuta dalle correnti piu' integraliste dell'islam. Migliaia le persone sono accorse da ogni parte della Tunisia per assistere a un congresso ufficialmente sulla legge coranica e il suo inserimento nella nuova Costituzione tunisina, in discussione da mesi, ma che si sta trasformando in una manifestazione politica.







Scontro a Tunisi tra le due anime del Paese. Lungo avenue Bourghiba, il «viale della rivoluzione», il 20 marzo si sono scontrati infatti due gruppi di laici e islamisti durante una manifestazione per il cinquantaseiesimo anniversario dell'indipendenza tunisina a cui hanno preso parte in migliaia.

http://www.lettera43.it/attualita/44252/tunisi-scontri-in-strada-tra-laici-e-salafiti.htm



domenica 18 marzo 2012

Tunisia: Salafiti chiedono introduzione sharia al governo


La Tunisia del dopo Ben Ali al bivio tra laicità e legge islamica. In migliaia hanno manifestato venerdì davanti al Parlamento per chiedere che la sharia venga inserita nella futura Costituzione.
“La Tunisia è un Paese islamico” lo slogan intonato dagli appartenenti al movimento salafita.
I leader islamici moderati tunisini, che sono saliti al potere dopo la caduta del regime, il 14 gennaio scorso, subiscono, inoltre, la pressione delle frange più estremiste che chiedono un’applicazione rigida dei precetti islamici.
“Oltre 200 organizzazioni religiose hanno firmato una dichiarazione che sottolinea che quella islamica è la sola legge da seguire”, dice un rappresentate del movimento religioso.
I salafiti chiedono al governo di proibire anche la vendita dell’alcool provocando la reazione delle agenzie turistiche. Decine di attività rischiano di chiudere i battenti molto presto – dicono le associazioni di categoria – causando la perdita di circa 8mila posti di lavoro.
Una situazione che potrebbe aggravarsi la prossima estate dal momento che il settore turistico, dopo la primavera araba, non ha più alcuna visibilità.



mercoledì 7 marzo 2012

Preside contro il Niqab in Tunisia


TUNISI, 6 MAR – Il preside della facolta' di Lettere e Scienze umanistiche dell'universita' tunisina di La Manouba e' stato aggredito nel suo ufficio da studenti salafiti per essersi opposto alla presenza nelle aule di ragazze con il niqab, il velo integrale.
Habib Kazdaghli, riferisce Tunisie Numeique, era nel suo studio quando due studenti sono entrati e hanno messo tutto a soqquadro, provocando la reazione del preside. Gli studenti, forse sorpresi, hanno chiesto ad altri salafiti di dare loro manforte.
E' stato allora che Habib Kazdaghli ha chiesto l'intervento dello forze dell'ordine di La Manouba, nei cui uffici si e' rifugiato, e dove sono stati inviati rinforzi della polizia.








Tunisia: proposto il ritorno delle odalische


TUNISI - Mentre l'Assemblea costituente tunisina discute accanitamente da mesi su come dovra' essere il Paese futuro, c'e' chi si occupa di cose un po' meno filosofiche. Come Bahri Jlassi, presidente del Partito per l'apertura e la fedelta', che, ai Padri costituenti, alla vigilia del giorno che in tutto il mondo celebra la donna, ha chiesto che, nella Charta della Tunisia, sia riconosciuto agli uomini di avere, oltre alla moglie legittima, una odalisca ('jarya', schiava vergine dell'harem).
Jlassi ha chiesto, in una dichiarazione al quotidiano arabofono Assarih, che vengano abrogate tutte le disposizioni che vietano tale tipo di legame. Il perche' di questa proposta e' semplice: legalizzare la presenza di una jarya, accanto alla moglie legittima, sarebbe il metodo piu' efficace per combattere fenomeni quali il divorzio, l'adulterio, il nubilato, oltre ad alcuni tipi di unione che, sanciti in ambito solo religioso, non hanno alcun effetto civile.
Ma per Jlassi mettersi in casa una odalisca consentirebbe di ''ristabilire l'equilibrio sociale e morale della societa' tunisina'' che, dice convinto, ha sofferto di quella che ha definito la laicita' del Codice di statuto personale (l'insieme dei diritti di ciascun individuo), aggiungendo che, nel corso degli ultimi cinque decenni, la poligamia e' stata ''criminalizzata''.



Costituzione Tunisia 1957

Molti lettori hanno inviato messaggi al nostro indirizzo domandandoci della costituzione originale del 1957 pertanto abbiamo deciso di pubblicarla.
Ecco a voi la costituzione originale.
In lingua inglese.


The Constitution of Tunisia
In the Name of the people,
We, Habib Bourguiba, President of the Republic of Tunisia ,

Considering the decree of December 29, 1955 (14 Djoumada I 1375) establishing the Constituent National Assembly;
Considering the decision of the Constituent National Assembly of July 25, 1957 (26 Dhoul-hidja 1376); and With the approval of the Constituent National Assembly;
Promulgate the following Constitution of the Republic of Tunisia , the content of which is as follows :

Preamble
In the name of God, the Merciful, the Compassionate
We, the representatives of the Tunisian people, meeting as members of the Constituent National Assembly, proclaim the will of this people, who freed themselves from foreign domination thanks to their strong cohesion and their fight against tyranny, exploitation and regression,
• to consolidate national unity and remain faithful to the human values that constitute the common heritage of the peoples attached to human dignity, justice and liberty and who are striving for peace, progress and free cooperation among nations;
• to remain faithful to the teachings of Islam, to the unity of the Greater Maghreb, to its membership of the Arab community, and to cooperation with the peoples who struggle to achieve justice and liberty;
• to establish a democracy founded on the sovereignty of the people, and characterized by a stable political system based on separation of powers.
We proclaim that the republican regime constitutes :
• the best guarantee for the respect of human rights, for the establishment of equality among citizens in terms of rights and duties, and for the achievement of the country's prosperity through economic development and use of the nation's riches for the benefit of the people;
• the most effective way of protecting the family and ensuring the citizens' right to work, health care and education.
We, the representatives of the free and sovereign Tunisian people, do, by the grace of God, proclaim this Constitution.
The Constitution of the Republic of Tunisia
Article 1
CHAPTER ONE General Provisions
Tunisia is a free, independent and sovereign state. Its religion is Islam, its language is Arabic and its type of government is the Republic.
Article 2
The Republic of Tunisia is a part of the Great Arab Maghreb, an entity which it endeavors to unify within the framework of mutual interests.
Treaties signed to this end which might cause any modification in this Constitution shall be submitted to referendum by the President of the Republic following their adoption by the Chamber of Deputies in the forms and according to the terms specified by the Constitution.
Article 3
Sovereignty belongs to the Tunisian people, who exercise it in accordance with the Constitution.
Article 4
The flag of the Republic of Tunisia is red, and, according to the terms defined by law, bears in its midst a white circle in which is inscribed a five-pointed red star surrounded by a red crescent. The motto of the republic is: Freedom, Order, Justice.
Article 5
The Republic of Tunisia shall guarantee fundamental freedoms and human rights in their universality, comprehensiveness, complementarity and interdependence.
The Republic of Tunisia shall be founded upon the principles of the rule of law and pluralism and shall strive to promote human dignity and to develop the human personality.
The state and society shall strive to entrench the values of solidarity, mutual assistance and tolerance among individuals, social categories and generations.
The Republic of Tunisia shall guarantee the inviolability of the human person and freedom of conscience, and defends the free practice of religious beliefs provided this does not disturb public order.
Article 6
All citizens have the same rights and obligations. All are equal before the law.
Article 7
Citizens exercise all their rights in the forms and according to the terms provided for by law. The exercise of these rights can be limited only by laws enacted to protect the rights of others, the respect of public order, national defense, the development of the economy and social progress.
Article 8
Freedom of opinion, expression, the press, publication, assembly and association are guaranteed and exercised according to the terms defined by the law. The right to organize in trade unions is guaranteed.
Political parties contribute to supervising citizens, in order to organize their participation in political life, and they should be established on democratic foundations. Political parties must respect the sovereignty of the people, the values of the republic, human rights, and the principles pertaining to personal status.
Political parties pledge to prohibit all forms of violence, fanaticism, racism and discrimination.
No political party may take religion, language, race, sex or region as the foundation for its principles, objectives, activity or programs.
It is prohibited for any party to be dependent upon foreign parties or interests.
The law sets the rules governing the establishment and organization of parties.
Article 9
The inviolability of the home, the confidentiality of correspondence and the protection of personal data shall be guaranteed, save in exceptional cases prescribed by law.
Article 10
Every citizen has the right to move freely within the country, to leave it, and to take up residence within the limits established by the law.
Article 11
No citizen can be banished from the country or prevented from returning to it.
Article 12
Police custody shall be subject to judicial control and preventive detention shall be exercised only following judicial instruction. It is forbidden to place any individual in arbitrary police custody or preventive detention.
An accused person is presumed innocent until his guilt has been proven through a procedure that offers him the guarantees that are indispensable for his defense.
Article 13
Sentences are personal and shall be pronounced only by virtue of a law issued prior to the punishable act, except in the case of a more favorable law.
Those deprived of freedom shall be treated humanely and their dignity shall be respected, in compliance with the conditions laid down by law.
Article 14
The right of ownership is guaranteed. It is exercised within the limits provided for by the law.
Article 15
It is the duty of each citizen to protect the country and to safeguard its independence, its sovereignty and the integrity of the national territory.
It is each citizen's sacred duty to defend the nation.
Article 16
It is the duty of every individual to pay taxes and to make an equitable contribution to public expenditures.
Article 17
Political refugees cannot be extradited.
Article 18
CHAPTER II The Legislative Power
The people shall exercise the legislative power through the Chamber of Deputies, the Chamber of Advisors, or by means of a referendum.
The members of the Chamber of Deputies are elected by universal, free, direct, and secret vote in accordance with the methods and terms set by the Electoral Code.
Article 19
The Chamber of Advisors is composed of advisors whose number shall not exceed that of two-thirds of the members of the Chamber of Deputies. The Electoral Code shall determine the procedure for setting the number every six years, on the basis of the number of members of the Chamber of Deputies in office.
The members of the Chamber of Advisors shall be designated as follows :
One or two members from each governorate, according to population, shall be elected at the regional level, from among the elected members of local authorities.
One-third of the members shall be elected at the national level from among employers, farmers and workers. Candidates shall be put proposed by the concerned professional organizations, from lists comprising at least twice the number of seats allocated for each category. Seats are distributed equally among the concerned sectors.
The members of the Chamber of Advisors are elected by free and secret ballot by the elected members of local authorities.
The Electoral Code defines the methods and terms concerning the election of the members of the Chamber of Advisors.
The remaining members of the Chamber of Advisors are appointed by the President of the Republic from prominent figures and holders of positions of responsibility at national level.
The members of the Chamber of Advisors must not be bound by local or sectoral interests. Concurrent membership of the Chamber of Deputies and of the Chamber of Advisors is not allowed.
Article 20
Any citizen is eligible to vote who is twenty years old, holds Tunisian nationality for at least five years and fulfills the conditions stipulated in the Electoral Code.
Article 21
Any voter born of a Tunisian father or mother and who is at least twenty-three years of age on the day he submits his candidacy, is eligible for election to the Chamber of Deputies.
A candidate to the Chamber of Advisors must be born of a Tunisian father or mother; he must also be at least forty years of age on the day he submits his candidacy, and he must be a voter.
These conditions apply to all the members of the Chamber of Advisors.
A candidate to the Chamber of Advisors must also have, as the case may be, a professional capacity entitling him to stand as candidate for the sector of employers, farmers or wage-earners.
Each member of the Chamber of Deputies and of the Chamber of Advisors shall, before assuming his functions, take the following oath :
" I swear by God the Almighty to serve my country loyally, to respect the Constitution and to pledge allegiance exclusively to Tunisia ."
Article 22
The Chamber of Deputies is elected for five years during the last thirty days of its mandate.
The term of office for the members of the Chamber of Advisors is six years. Half of its composition is renewed every three years.
Article 23
Should war or imminent peril make it impossible to hold elections, the mandates of the Chamber of Deputies or of the Chamber of Advisors are extended by a law adopted by the Chamber of Deputies, until such time as it is possible to proceed with the elections. In this case, the extension applies to the remaining members of the Chamber of Advisors.
Article 24
The headquarters of the Chamber of Deputies and of the Chamber of Advisors shall be located in Tunis and its suburbs. However, under exceptional circumstances, one of the chambers or both of them may hold their sessions at any other location within the territory of the Republic.
Article 25
Every deputy is the representative of the entire Nation.
Article 26
A member of the Chamber of Deputies or a member of the Chamber of Advisors may not be prosecuted, arrested, or tried for opinions expressed, proposals made, or acts carried out in the exercise of his mandate within each chamber.
Article 27
No member of the Chamber of Deputies or of the Chamber of Advisors may, during his term of office, be prosecuted or arrested for a crime or misdemeanor, so long as the concerned chamber has not lifted the immunity protecting him.
In the event of flagrante delicto, however, a deputy may be placed under arrest. The concerned chamber must be informed without delay. The detention is suspended if the concerned chamber so requests.
During its recess, the concerned chamber is replaced by its bureau.
Article 28
The Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors exercise the legislative power, in accordance with the provisions of the Constitution.
The power to initiate laws is shared equally by the President of the Republic and the members of the Chamber of Deputies. Priority is given to bills submitted by the President of the Republic.
Bills submitted by the members of the Chamber of Deputies are not acceptable if their adoption leads to the reduction of public resources or adds new costs or expenses.
These provisions apply also to amendments introduced into the bills.
The Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors may authorize the President of the Republic, for a set period of time and for a specific purpose, to issue decrees which he submits, as the case may be, to ratification by the Chamber of Deputies or by both chambers, upon expiration of that period.
The Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors adopt organic laws by an absolute majority of its members, and adopt ordinary laws by a majority of the members present. This majority must not be less than one-third of the members of the concerned chamber.
A bill for an organic law may not be submitted to deliberation by the Chamber of Deputies until two weeks after it has been tabled.
Laws considered to be of an organic nature are those specified by Articles 4, 8, 9, 10, 33, 66, 67, 68, 69, 70, 71 and 75 of the Constitution. The Electoral Code is an organic law.
The Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors adopt draft finance laws and bills concerning regulation of the budget under the terms stipulated in the organic budget law. If on December 31 the Chamber of Advisors does not adopt the draft finance laws whereas the Chamber of Deputies adopts them before that date, the laws are submitted to the President of the Republic for promulgation.
The budget must be adopted on December 31 at the latest. If the two chambers have not voted on the budget by that date, the provisions of the draft finance laws may be implemented by decree, in renewable quarterly installments.
Article 29
The Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors meet each year in ordinary session beginning during the month of October and ending during the month of July. However, the first session of the mandate of the Chamber of Deputies begins during the fortnight following its election. The same deadline applies during the renewal of half of the members of the Chamber of Advisors.
In case the beginning of the first session of the mandate of the Chamber of Deputies coincides with its recess, a fifteen-day session is open.
During the summer recess, the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors meet in extraordinary session at the request of the President of the Republic or of the majority of the members of the Chamber of Deputies, to look into a specific agenda.
Article 30
Both the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors elect, from among their members, standing committees which work without interruption, even during the recess of the two chambers.
Both the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors elect, from among their members, committees to examine the draft development plan, and other committees to examine the draft finance laws. Besides, each chamber elects, from among its members, a special committee for parliamentary immunity and a special committee for the drafting or modification of the internal regulations.
Article 31
During the recess of the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors, the President of the Republic may issue decrees which will be submitted, as the case may be, for ratification by the Chamber of Deputies or by the two chambers, during the ordinary session following the recess.
Article 32
The President of the Republic shall ratify treaties. Treaties concerning the State's borders, commercial treaties, treaties related to international organization, treaties concerning financial commitments of the State, as well as treaties including provisions of a legislative nature or relating to the status of persons, may be ratified only after being approved by the Chamber of Deputies.
Treaties come into force only following their ratification and provided they are applied by the other party. Treaties ratified by the President of the Republic and approved by the Chamber of Deputies have a higher authority than that of laws.
Article 33
Bills presented by the President of the Republic shall be submitted, as the case may be, to the Chamber of Deputies or to both Chambers.
The President of the Chamber of Deputies shall notify the President of the Republic and the President of the Chamber of Advisors whenever a bill is adopted by the Chamber of Deputies. The notification shall be accompanied by the text adopted.
The Chamber of Advisors shall finish the examination of the bill adopted by the Chamber of Deputies within a maximum period of fifteen days.
If the Chamber of Advisors adopts the bill without introducing any amendments, the President of this Chamber shall submit the bill to the President of the Republic for promulgation, and shall inform the President of the Chamber of Deputies thereof. The notification shall be accompanied by the text adopted.
In case the Chamber of Advisors does not adopt the text within the period defined in paragraph 3 of the present article, the president of the Chamber of Deputies shall submit the bill adopted by the Chamber of Deputies to the President of the Republic for promulgation.
If the Chamber of Advisors adopts the bill with amendments, the President of the Chamber of Advisors shall submit the bill to the President of the Republic and informs the President of the Chamber of Deputies thereof.
A joint parliamentary committee composed of members of the two chambers shall be established, on a proposal from the government, with a view to preparing, within a week, a joint text approved by the government, including the provisions on which there is disagreement between the two chambers.
If there is agreement on a joint text, it shall be submitted to the Chamber of Deputies for final consideration within a week. However, the text may be amended only following approval by the government.
The President of the Chamber of Deputies shall submit to the President of the Republic, for promulgation, and as the case may be, either the bill that the Chamber has adopted without having accepted the amendments, or the bill as amended, in case of its adoption by the Chamber.
If the joint committee fails to agree on a joint text within the set period, the President of the Chamber of Deputies submits to the President of the Republic the bill adopted by this chamber for promulgation.
The procedures provided for in paragraphs 2 and 4 of the present article applies to the bills presented on the initiative of the members of the Chamber of Deputies. In case the Chamber of Advisors introduces amendments in it, a joint committee composed of members from the two chambers shall be established to draft, within a week, a joint text including the provisions on which there is disagreement. In case a joint text is adopted, this text shall be submitted to the Chamber of Deputies for final decision. In this case, paragraph 8 of the present article shall apply.
The recesses of the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors suspend the deadlines provided for in the present article.
The organization of the work of each of the two chambers is defined by law and by internal regulations. The law also defines relations between the two chambers.
Article 34
Texts pertaining to the following are adopted in the form of laws:
• the general conditions for enforcing the Constitution, other than those to be specified by organic laws;
• the creation of different categories of public establishments and enterprises;
• citizenship, individual status and obligations;
• procedure before different orders of courts;
• identification of crimes and misdemeanors and the applicable sentences; identification of penal infractions subject to prison sentences;
• amnesty;
• the tax base, tax rates and tax collection procedures, except where the Finance and tax laws delegate specific powers to the President;
• the system of currency issuance;
• government borrowings and financial commitments;
• basic guarantees accorded to civilian and military officials. The law sets the basic principles for the following:
. the system of property and real rights;

. education;
. public health;
. labor law and social security.
Article 35
Subjects other that those falling within the domain of the law come under the general regulatory power. Texts related to these subjects can be modified by decree upon recommendation by the Constitutional Council.
The above texts concerning these subjects can be amended by decree; such decrees must be submitted to the administrative court and adopted in accordance with its recommendations.
The President of the Republic may object to the inadmissibility of any bill or amendment presented in the field of general regulatory power. In this case, he submits the issue to the constitutional council, which hands down its decision within ten days of receiving it.
Article 36
The development plan shall be approved by law.
The law authorizes state resources and expenditures under the terms specified in the organic budget law.

CHAPTER III The Executive Power
Article 37
The executive power is exercised by the President of the Republic, assisted by a Government headed by a Prime Minister.
Section I: The President of the Republic
Article 38
The President of the Republic is the Head of State. His religion shall be Islam.
Article 39
The President of the Republic shall be elected for a period of five years by universal, free, direct and secret ballot, and by an absolute majority of the votes cast, during the last 30 days of the presidential term.
In the event that such a majority is not reached during the first round, a second round shall be organized on the second Sunday following the ballot.
Only the two candidates having obtained the highest number of votes in the first round shall be entitled to participate in the second round, taking into consideration any withdrawals, in accordance with the conditions set out in the Electoral Code.
In the event it is impossible to organize elections on a timely basis, due to war or imminent peril, the President's term of office may be extended by a law adopted by the Chamber of Deputies, until such time when elections can be organized.
The President of the Republic is re-electable.
Article 40
May stand as a candidate for the presidency of the republic any Tunisian who has exclusively the Tunisian nationality and not possessing any other nationality, who is Muslim, and whose father, mother, and paternal and maternal grandfathers and grandmothers are all of Tunisian nationality without discontinuity.
In addition, the candidate shall, on the day he submits his candidacy, be at least 40 years of age and at most 75 years of age, and he shall enjoy all his civil and political rights.
Candidates shall be presented by a number of members of the Chamber of Deputies and municipal presidents, in accordance with the terms and conditions set out in the Electoral Code.
Candidacies are recorded on a specific register held by the Constitutional Council.
The Constitutional council decides on the validity of candidacies, proclaims ballot results and looks into requests submitted to it on this subject, in accordance with the provisions of the Electoral Code.
Article 41
The President of the Republic is the guarantor of national independence, of territorial integrity, and of respect of the Constitution and the laws as well as the execution of treaties. He sees to the proper functioning of the constitutional public powers and assures the continuity of the state.
The President of the Republic enjoys judicial immunity in the exercise of his duties. He also enjoys such judicial immunity after the presidential term for all acts executed as part of the office.
Article 42
The elected President of the Republic takes, before the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors meeting in common session, the following oath:
" I swear by God Almighty to safeguard the independence of the country and the integrity of its territory, to respect the Constitution and the law, and to watch scrupulously over the interests of the Nation ."
Article 43
The official seat of the Presidency of the Republic is located in Tunis and its suburbs. Under exceptional circumstances, however, it can be moved temporarily to any other location within the national territory.
Article 44
The President of the Republic is the Commander-in-Chief of the Armed Forces.
Article 45
The President of the Republic accredits diplomatic representatives to foreign powers, and the diplomatic representatives of other countries are accredited to him.
Article 46
Should imminent peril menace the institutions of the Republic, threaten the security and independence of the country and obstruct the proper functioning of the public powers, the President of the Republic may take the exceptional measures necessitated by the circumstances, after consulting the Prime Minister, the President of the Chamber of Deputies and the President of the Chamber of Advisors.
He addresses, to that effect, a message to the people.
During this period, the President of the Republic may not dissolve the Chamber of Deputies, and no motion of censure may be presented against the Government.
These measures cease to bear effect as soon as the circumstances that produced them come to an end. The President of the Republic addresses a message to this effect to the Chamber of Deputies and to the Chamber of Advisors.
Article 47
The President of the Republic may submit to a referendum any bill that is of national importance and any questions that concern the country's vital interests, provided these bills and questions do not go against the Constitution.
When referendum results in the adoption of the bill, the President of the Republic shall promulgate it within two weeks of the date on which the results are announced.
The Electoral Code sets the methods whereby the referendum is held and the results are announced.
Article 48
The President of the Republic concludes treaties.
He declares war and concludes peace, with the approval of the Chamber of Deputies.
He has the power to exercise the right of pardon.
Article 49
The President of the Republic directs the general policy of the State, defines its basic options and informs the Chamber of Deputies accordingly.
The President of the Republic communicates with the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors directly or by message.
Article 50
The President of the Republic appoints the Prime Minister and, upon proposal by the Prime Minister, the other members of the government.
The President of the Republic presides over the Cabinet.
Article 51
The President of the Republic can put to an end the functions of the government or a member thereof, at his own initiative or upon the recommendation of the Prime Minister.
Article 52
The President of the Republic promulgates constitutional, organic, and ordinary laws and makes sure they are published in the Official Gazette of the Republic of Tunisia no later than two weeks after he has received them from the President of the Chamber of Deputies or the President of the Chamber of Advisors, as the case may be.
During this period, the President may return the bill to the Chamber of Deputies for a second reading. If the bill is adopted by a two-thirds majority of the members of the Chamber of Deputies, it becomes law and is published within a second maximum two-week period.
During the time specified in paragraph 1 of this article and upon the advice of the Constitutional Council, the President of the Republic may send the bill, or some of its articles after modification, to the Chamber of Deputies for a further reading. Amendments are adopted by the Chamber of Deputies on the basis of the majority provided for in article 28 of the Constitution. Following this adoption, the bill is promulgated and published within a maximum period of fifteen days, starting from the date on which it was transmitted to the President of the Republic.
Article 53
The President of the Republic sees to the enforcement of the laws, exercises the general regulatory power, and may delegate part of this power to the Prime Minister.
Article 54
Bills are discussed by the Cabinet.
Decrees taking the form of regulations are countersigned by the Prime Minister and the government member concerned.
Article 55
The President of the Republic appoints high civilian and military officials, on the recommendation of the Government.
The President of the Republic may delegate to the Prime Minister the power of appointment for some of these positions.
Article 56
In case of temporary disability, the President may, by decree, delegate his powers to the Prime Minister, to the exclusion of the power of dissolving the Chamber of Deputies.
During such temporary disability of the President of the Republic, the government shall remain in place until the end of that disability, even if it is subject to a motion of censure.
The President of the Republic shall inform the President of the Chamber of Deputies and the President of the Chamber of Advisors regarding such temporary delegation of his powers.
Article 57
Should the office of President of the Republic become vacant because of death, resignation, or absolute disability, the Constitutional Council meets immediately and certifies the definitive vacancy by an absolute majority of its members. It addresses a declaration to that effect to the President of the Chamber of Advisors and to the President of the Chamber of Deputies who shall immediately be vested with the functions of interim president of the republic for a period ranging from 45 to 60 days. If the definitive vacancy coincides with the dissolution of the Chamber of Deputies, the President of the Chamber of Advisors is vested with the functions of interim president of the republic for the same period.
The interim president of the republic shall take the constitutional oath before the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors meeting in common session, and, if need be, before the two bureaus of the two chambers. If the definitive vacancy coincides with the dissolution of the Chamber of Deputies, the interim president of the republic takes the constitutional oath before the Chamber of Advisors and, if need be, before its bureau.
The interim President of the Republic may not stand as candidate to the Presidency of the Republic, even in case of his resignation.
The interim President of the Republic exercises the powers of the President of the Republic, without, however, the possibility of resorting to referendum, dismissing the government, dissolving the Chamber of Deputies, or taking the exceptional measures provided for in Article 46.
During the period of interim presidency, no modification of the Constitution may take place, and no motion of censure may be presented against the government.
During the same period, presidential elections shall be held to elect a new President for a five-years term of office.
The new President of the Republic may dissolve the Chamber of Deputies and hold early legislative elections in accordance with the provisions paragraph 2 of article 63.
Section II : The Government
Article 58
The Government makes sure that the general national policy is put into effect in accordance with the orientations and options defined by the President of the Republic.
Article 59
The Government is responsible to the President for its management.
Article 60
The Prime Minister directs and coordinates the work of the government. He replaces the President of the Republic, when necessary, in presiding over the Cabinet and any other Council.
Article 61
The members of the Government have the right of access to the Chamber of Deputies and to the Chamber of Advisors, as well as to their committees.
Any member of the Chamber of Deputies may address written or oral questions to the Government.
A periodic session is devoted to oral questions by the members of the Chamber of Deputies and to answers by the Government. Such periodic session may also serve for a dialogue between the Chamber of Deputies and the Government, concerning sectoral policies. A session of the plenary meeting may also be devoted to answers to oral questions on current issues.
Article 62
The Chamber of Deputies may, by voting on a motion of censure, call into question the responsibility of the government, if it finds that the government is not following the general state policy and the fundamental options provided for in Articles 49 and 58.
The motion of censure is not admissible unless it is warranted and signed by at least one-third of the members of the Chamber of Deputies. The vote may not be taken until 48 hours after the submission of the motion of censure.
When a motion of censure is adopted by an absolute majority of the members of the Chamber of Deputies, the President of the Republic accepts the resignation of the government presented by the Prime Minister.
Article 63
If the Chamber of Deputies adopts a second motion of censure by a two-thirds majority during the same legislative period, the President of the Republic may either accept the government's resignation or dissolve the Chamber of Deputies.
The decree dissolving the Chamber of Deputies must call for the calling of new elections within a maximum period of thirty days.
If dissolution is pronounced according to the terms of paragraph 1 of this article, the President may issue executive orders which must then be submitted for ratification by the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors, as the case may be.
The newly-elected Chamber must then meet within the eight days following the announcement of the results of the vote.
CHAPTER IV The Judicial Power
Article 64
Judgments are rendered in the name of the People and carried out in the name of the President of the Republic.
Article 65
The judicial authority is independent. In exercising their functions, judges are subject only to the authority of the law.
Article 66
Judges are appointed by Presidential decree on the recommendation of the Higher Magistracy Council. The modalities of their recruitment are set by law.
Article 67
The Higher Magistracy Council, whose composition and powers are defined by law, ensures respect of the guarantees granted to judges regarding appointment, promotion, transfer and discipline.
CHAPTER V The High Court
Article 68
The High Court meets in case of high treason committed by a member of the government. The jurisdiction and composition of the high court, and the procedures applicable before it, are specified by law.
CHAPTER VI The State Council
Article 69
The State Council is composed of two bodies:
1) The Administrative Court,
2) The Audit Office
The organization of the State Council and its two bodies are set by law, as are the jurisdiction of these bodies and the procedures applicable before them.
CHAPTER VII
The Economic and Social Council
Article 70
The Economic and Social Council is an advisory body regarding economic and social matters. Its composition and relations with the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors are determined by law.
CHAPTER VIII Local Authorities
Article 71
Municipal councils, regional councils and the structures to which the law gives the quality of local authority, manage local affairs according to the terms set by law.
CHAPTER IX
The Constitutional Council
Article 72
The Constitutional Council looks into bills submitted to it by the President of the Republic to ensure their conformity with the Constitution. It is mandatory to submit to the Constitutional Council bills for organic laws, bills specified in article 47 of the Constitution, and bills regarding the general methods of application of the Constitution, nationality, personal status, obligations, definition of crimes and misdemeanors and the applicable sentences, procedures before the different orders of courts, amnesty, and the basic principles of the system of ownership and real rights, education, public health, labor law and social security.
Similarly, the President of the Republic must submit to the Constitutional Council the treaties stated in article 2 of the Constitution.
He may also submit to it any question concerning the organization and functioning of the country's institutions.
The Constitutional Council shall rule on appeals relating to the election of members of the Chamber of Deputies and the Chamber of Advisors. It shall check the validity of referendum procedures, and shall announce the results thereof.
Article 73
Bills emanating from the President of the Republic are presented to the Constitutional Council before being put before the Chamber of Deputies or submitted for referendum.
During the term set in article 52 of the Constitution for promulgation and publication, the President submits to the Constitutional Council any changes made in the substance of the bills adopted by the Chamber of Deputies and previously submitted to the Constitutional Council in accordance with the provisions of this article. He informs the Chairman of the Chamber of Deputies thereof.
In this case, the above-mentioned deadline is suspended until the Constitutional Council has made its recommendation to the President of the Republic; the period of such suspension must not exceed one month.
Article 74
Following their adoption, the President of the Republic submits to the Constitutional Council the bills proposed by the deputies, within the deadlines for promulgation and publication stipulated in article 52, in the cases where the submission of bills to the Council is mandatory according to the terms of article 72. He informs the Chairman of the Chamber of Deputies thereof.
In this case, the provisions of paragraph 3 of article 73 shall apply.
The internal regulations of the Chamber of Deputies and of the Chamber of Advisors shall be submitted to the Constitutional Council before applying them, so as to check their conformity with the constitution.
Article 75
The opinion of the Constitutional Council must be substantiated. They must be respected by all public authorities unless they concern the issues stipulated in paragraph 3 of article 72 of the Constitution.
The President of the Republic sends to the Chamber of Deputies and to the Chamber of Advisors the bills examined by the Constitutional Council, in accordance with the provisions of paragraph 1 of article 73 of the constitution, along with a copy of the opinion of the Constitutional Council.
The President of the Republic sends to the Chamber of Deputies a copy of the opinion of the Constitutional Council in the cases provided for in paragraph 2 of article 73 and paragraph 1 of article 74 of the constitution.
The decisions of the Constitutional Council in matters concerning elections are final and may not be appealed.
The Constitutional Council is composed of nine members having a confirmed competence, irrespective of the age. Four of them, including the president, are appointed by the President of the Republic, and two by the President of the Chamber of Deputies, for a period of 3 years renewable twice. Three members are appointed in their capacity: the first president of the Court of Cassation, the first president of the Administrative Court and the first president of the Audit Office.
The members of the Constitutional Council may not exercise governmental or parliamentary functions. Nor may they hold positions of political or trade union responsibility, or be involved in activities which might compromise their impartiality or independence. When necessary, the law defines the other cases of non- plurality of offices.
In addition, the law defines the guarantees provided for the members of the Constitutional Council which are necessary for the discharge of their functions, as well as the rules of functioning and the procedures of the Constitutional Council.
CHAPTER X Amendment to the Constitution
Article 76
The initiative to amend the Constitution may be taken by the President of the Republic or by no less than one-third of the members of the Chamber of Deputies, provided the amendment does not undermine the republican form of the State.
The President of the Republic may put to a referendum proposals for revision of the Constitution.
Article 77
The Chamber of Deputies studies the proposed revision following a resolution adopted by absolute majority, after identification of the purpose of the amendment and its study by an ad hoc committee.
In case of non-recourse to referendum, the draft amendment of the Constitution shall be adopted by the Chamber of Deputies by a two-thirds majority upon two readings; the second reading takes place at least three months after the first.
In case of recourse to referendum, the President of the Republic submits the draft amendment of the Constitution to the people after it has been adopted by an absolute majority of the Chamber of Deputies upon a single reading.
Article 78
The President of the Republic shall promulgate, in the form of a constitutional law, the law amending the Constitution adopted by the Chamber of Deputies, in accordance with article 52 of the Constitution.
The President of the Republic shall promulgate, in the form of a constitutional law, the law amending the Constitution which has been approved by the people, within a maximum period of two weeks following the date on which the results of the referendum are announced.
The Electoral Code defines the modalities related to the holding of the referendum and the announcement of the results. 

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