Translate

lunedì 31 dicembre 2012

Buon 2013 !

Lo staff di Vivere in Tunisia vi augura di passare la serata di San Silvestro in allegria e augura a voi ed ai vostri cari un felice, sereno e ,perché no, anche fortunato 2013 !

Nel 2013 del Medio Oriente non ci sarà più la Primavera

Il 2013 sarà l'anno del rimpianto e della confusione, scuoteremo la testa ogni giorno chiedendoci come abbiamo potuto chiamare Primavera Araba quella cosa che ora sconquassa il Medio Oriente e che contagia il mondo musulmano intero verso la Sharia, la legge coranica, con nuovi scontri, nuovi conflitti, nuove contrapposizioni.


La difficoltà di trasformare una coscienza rivoluzionaria in una coscienza democratica è un problema che l'Europa ha elaborato per decenni: il mondo arabo comincia ora a affrontarla con la zavorra impossibile della religione al comando. Dalla Tunisia, al Cairo, allo Yemen, alla Libia, e infine alla Siria, possiamo prevedere l'allargarsi geografico del panorama rivoluzionario verso la Giordania (il cui bravo re Abdullah tiene a malapena) e il Sudan, la sharia, la legge islamica, è diventata il messaggio dominante. La Fratellanza Musulmana è la nuova internazionale panarabista, e nel 2013 stenderà le sue ali. Dalle aree dove le rivoluzioni hanno o hanno avuto luogo si allarga al mondo, dall'Europa al Mali, all'Indonesia. L'anno 2013 sarà, per la coscienza occidentale, quello dello stupore, della disillusione, non vedremo crescere la democrazia, vedremo come la richiesta dei giovani è stata compressa in quella di più Islam, un Islam rivendicativo e orgoglioso, che nella memoria storica sarà la bandiera dell'abbattimento dei feroci dittatori che per decenni hanno funestato i Paesi in rivolta. I giovani bloggers sono lontani, chissà se li rivedremo. Assisteremo al consolidarsi degli scontri tribali e religiosi che la fine dei dittatori ha portato alla luce, in primis quello fra sunniti e sciiti. Al terzo punto, ma certo non all'ultimo per importanza, la questione iraniana giungerà al suo punto di non ritorno. Lo scontro Israelo-Palestinese, non sarà risolto una soluzione l'anno prossimo. L'Egitto sarà attraversato dall'umore esacerbato di quelli che si vedono traditi dalla nuova costituzione islamista, e dalla gara per il potere fra i Fratelli Musulmani e il potente esercito, padrone di armi, di fabbriche, strade, cibo. Solo 32,9 per cento dei 52 milioni di egiziani registrati ha votato, quindi il voto del 62 per cento per la costituzione di Mursi non parla di stabilita. L'Egitto ha chiesto al Fondo Monetario un prestito di 4miliardi 800milioni di dollari, ma senza le riforme richieste non se ne parla. La miseria e lo scontro sono all'ordine del giorno. La Siria ogni giorno cambia scenario se non per lo sfondo rosso sangue delle stragi di Assad e le risposte, a loro volta feroci, dei ribelli. La conclusione del regime alawita, certo in vista, potrebbe prendere mesi. Lo scenario oltre a un'eventuale fuga di Assad, è una suddivisione del territorio in cui Assad, lasciando Damasco, crei un'enclave nella zona costale di Tartus. Questo consentirebbe ai russi di mantenere la presa oggi in declino sul Medio Oriente, ciò che fino ad oggi li ha trattenuti, insieme agli Hezbollah e all'Iran, a fianco di Assad. Ormai anche i russi si rendono conto che il rischio è che le armi chimiche di Assad possano finire in mani terroriste, e che per evitarlo bisogna calmare le acque, porre il territorio sotto il controllo di forze ragionevoli, la Russia stessa, gli USA, Israele... Le armi, potrebbero finire, e forse lo sono di già in parte, nelle mani degli hezbollah. Questo ci porta alla questione sciita-sunnita: il 2013 vedrà prese di posizione meno idelogiche e più tribali. Per esempio, gruppi di ribelli siriani (sunniti) hanno dichiarato la Jihad contro gli Hezbollah (sciiti, che hanno combattuto a fianco di Assad). É una novità assoluta, e il Libano ne potrebbe essere investito. A sua volta il principe saudita Saud Al Faisal (sunnita) ha detto lunedì scorso all'Iran (sciita) che non tollererà più interferenze che «sollevano la sedizione» riferendosi al Baharain, ma anche agli iraniani in Siria, insieme algli hezbollah, in guerra a fianco di Assad. L'Iran, flette i muscoli, minaccia, mostra nuovi missili made in Iran con l'aiuto del Nord Corea, ma sa benissimo che nel 2013 la campana suona proprio per lui. L'arricchimento dell'uranio è ormai avanzato, sia Obama che Netanyahu hanno promesso che la bomba atomica non s'ha da fare, ma come intendano agire, non è noto. Certo il 2013 porta questo titolo di testa. Qualche segnale dell'importanza di schierarsi presto e bene viene dal fatto che la Turchia, dopo raffiche di odio antisraeliano, ha dato il permesso a che Israele partecipi alle esercitazioni della Nato. Accanto a questi grandi movimenti, vedremo fiorire quelli nazionali che disegnano un Medio Oriente oltre le suddivisioni post coloniali: i curdi potrebbero finalmente ambire a una loro nazione. L'esercito e la volontà, l'hanno di già. L'Iraq sembra a sua volta sempre più diviso. E la pace fra Israele e Palestinesi non sembra sull'agenda. Aleggia all'orizzonte una Nuova Intifada, comma dello scontro fra Fatah e Hamas. Peccato: è la parola chiave per il 2013 in Medio Oriente.

(ilgiornale.it)

Sequestrato carico di vongole provenienti dalla Tunisia


Un’importante operazione è stata portata a termine a Salerno dai militari della Capitaneria di porto e Guardia Costiera, visto che hanno evitato che vongole non sicure finissero sulle tavole per il cenone della vigilia di Capodanno, scongiurando in questo modo una vera e propria minaccia per la salute delle persone. Infatti, nel porto di Salerno hanno sequestrato una tonnellata e 200 chilogrammi di vongole refrigerate provenienti dalla Tunisia, dal momento che erano sprovviste della necessaria certificazione sanitaria e delle documentazioni di origine e tracciabilità.

(ecologia.guidone.it)

Islam: accordo tra ministero Affari religiosi Tunisi e Unione comunità islamiche in Italia su imam

E' stato sottoscritto ieri un accordo di collaborazione tra il ministero degli Affari religiosi della Tunisia e l'Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii) sulla formazione e sull'invio di imam e guide spirituali in Italia. L'accordo è stato sottoscritto a Lignano Sabbiadoro dopo quattro giorno di convegni organizzati dall'Ucoii, da rappresentanti del ministero tunisino e dal presidente dell'Unione islamica italiana, Ezzedine Elzir. "Questo è un passaggio importante per l'Ucoii, perché passa da un attività di volontariato basata solo sulle esperienze personali e limitata ad un gruppo ristretto di persone ad una attività organizzativa più ampia. Stiamo studiando protocolli di intesa con altre realtà istituzionali dei paesi islamici del Mediterraneo come l'Egitto, nel rispetto dei trattati internazionali e delle leggi costituzionali nazionali", ha dichiarato l'imam di Firenze Elzir. Nel corso della quattro giorni di convegni organizzata in Veneto sono intervenuti uomini religiosi provenienti da Egitto, Tunisia e Marocco. L'iniziativa è stata promossa insieme all'associazione dei Giovani musulmani d'Italia (Gmi) e si tratta della prima congiunta tra le due associazioni islamiche.


(agenzianova.com)

domenica 30 dicembre 2012

LR Tunisia Experience: Arrivo a Ksar Ghilane

Dopo una giornata di piste sterrate ieri sera siamo arrivati di fronte alle dune del miticoLand  Rover  Tunisia  Experience:  Campo  a  Ein  Essbat deserto al tramonto. Notte all'accampamento di Ein Essbatin tende berbere, molto fascino, zero confort e soprattutto freddo. Ma cosa importa, siamo qui per un viaggio con un po' d'avventura, alloggi senza stelle Michelin ma intorno tantissime stelle nel cielo notturno.  Sveglia all'alba, tanto siamo andati a dormire alle 10!  E via ad affrontare il primo cordone di sabbia: WOW entriamo nel deserto, il deserto del Sahara!  I Defenderisti guardano la nuova Range Rover L405 con un pò di diffidenza: "Vedrai alle prime difficoltà si pianta, non è adatta a questi terreni!".  All'inizio sembrano avere ragione: per inesperienza del suo pilota, su una delle prime dune si accuccia.  Servono soccorsi per tirarla fuori.  Poi prese le misure, laLand  Rover  Tunisia  Experience:  Campo  a  Ein  Essbat Range parte e risale lungo il cordone, galleggiando sulle dune anche grazie al telaio in alluminio che la rende molto più leggera della precedente e anche dei Discovery.  Non la ferma niente e nessuno e arriva maestosa per prima sulla cima del cordone di sabbia, seguita solo da un 90 preparato da deserto, cattivo!   Tutti gli altri rimangono indietro a litigare con dune, catini, creste.  Qualcuno si insabbia e il team del Registro con i Defender 110 tira tutti fuori. La Range e il Defender 90 aspettano con calma in cima, godendosi il sole e la vista.  Poi si scende tutti insieme dall'altra parte, la discesa è più facile, le dune sembrano meno impegnative, ma le difficoltà sono dietro l'angolo.  Anche il grosso camion 4x4 di Salvo rischia diLand  Rover  Tunisia   Experience:  Arrivo  a  Ksar  Ghilane insabbiarsi.  Muoviamo in direzione dell'oasi di Ksar Ghilane, ma un altro cordone ci si para davanti: stavolta conviene aggirarlo, la sabbia, il fetch-fetch è troppo fine.  Infine eccola l'oasi, siamo un pò in ritardo sulla tabella di marcia, ma sempre in tempo per un bagno nella piscina di acqua termale a 36 gradi: dopo tutta quella sabbia, ci voleva!

(autoruote4x4.com)

Padre La Manna: diritto d'asilo negato di fatto in Italia, rifugiati abbandonati a se stessi

Ora interverremo avviando i lavori per definire un progetto di inclusione sociale: lo ha promesso il Viminale, rispondendo all’accusa rivolta all’Italia da un recente reportage dell’ “International Herald Tribune”, di riconoscere abbastanza facilmente ai richiedenti il diritto di asilo, ma poi di dimenticarli non assicurando loro le condizioni minime per una esistenza dignitosa. Un esempio sono gli oltre 800 profughi, fuggiti da guerre e persecuzioni in Sudan, Etiopia, Eritrea e Somalia, che si trovano a vivere a Roma in un edificio fatiscente, il Salaam Palace, dove c’è un bagno ogni 250 persone. Un paradosso, quello italiano, denunciato da anni in particolare dal “Tavolo nazionale Asilo” a cui aderiscono diverse associazioni, tra cui il Centro Astalli. Adriana Masotti ha intervistato il presidente del Centro, padre Giovanni La Manna :

R. – Ci rallegriamo per il fatto che le commissioni per il diritto di asilo lavorino seriamente. Il fatto è che bisogna scalfire politiche che formalmente riconoscono il diritto all’asilo mentre poi di fatto lo negano. Inoltre, l’Italia ora attraversa un periodo di crisi, ma il fatto che non ci sia la possibilità di accogliere dignitosamente queste persone è datata nel tempo. E’ da anni che l’Italia ha un numero limitato di posti e sono rimasti quelli, nonostante negli anni ci sia stato un aumento di arrivi. Questo a me dice della mancanza di una volontà di governare questo fenomeno. La conseguenza è che poi si fa fatica ad accogliere con dignità, ad offrire opportunità oneste a queste persone per rimettersi in piedi e rifarsi una vita.

D. – Ci sono dei casi anche emblematici: a Roma, ad esempio, la situazione del Salaam Palace, gli afghani alla Stazione Ostiense, i somali nell’edificio abbandonato dell’ex-ambasciata somala: tutte situazioni di grande disagio e degrado …

R. – E’ una situazione che perdura nel tempo. Il problema è che il governo è responsabile di accogliere - è il governo italiano, infatti, che riconosce il diritto all’asilo politico – e, dunque, non è corretto scaricare poi sui territori la responsabilità, soprattutto con i tagli che ci sono stati in questi anni. Le persone rimangono persone, con i propri bisogni; cercano perciò di adattarsi, cercano di trovare un luogo dove poter vivere. Il governo italiano dovrebbe arrivare a stabilire politiche in grado di consentire ai territori di accogliere. Questo per anni non si è fatto e questo è il momento, forse, un’opportunità per decidere di mettere mano alla questione del diritto di asilo. Ricordo che l’Italia è firmataria della Convenzione di Ginevra, però è mancante di una legge organica sul diritto all’asilo politico.

D. – Oltre ai casi che abbiamo ricordato, è ancora aperto il problema dell’emergenza Nord Africa: cioè tutte quelle persone, provenienti soprattutto dalla Tunisia, che l’Italia ha accolto e che ora non si sa a chi verranno ‘scaricati’, perché stanno scadendo i termini del programma di protezione umanitaria temporanea posto in essere dall’ Italia …

R. – Sì, ma soprattutto bisogna riferirsi a quanti sono scappati dalla Libia in guerra. Queste persone sono state tenute per un anno in alcuni centri, e finalmente, dopo un anno, è arrivata la decisione di dare una protezione a queste persone. Ora noi rimaniamo in attesa di vedere cosa succede dopo il termine ufficiale dell’accoglienza, che è stata prorogata ai primi mesi del 2013. E’ stato perso un anno, penalizzando queste persone che, molto probabilmente, si ritroveranno fuori dal circuito di accoglienza e non avranno avuto il tempo necessario per realizzare una loro autonomia.

D. – Nei giorni scorsi, il Viminale ha promesso che ci sarà qualche intervento a favore dei rifugiati, in particolare di quelli che vivono nel Salaam Palace. Che speranze ci sono?

R. – I problemi si conoscono: è da anni che il “Tavolo nazionale asilo” opera per dire al governo cosa bisognerebbe fare … Adesso è il momento di operare fattivamente per rispettare la dignità e i diritti di queste persone.



(Radio Vaticana)

sabato 29 dicembre 2012

LR Tunisia Experience: Port El Kantaoui-El Djem-Matmata


Oggi secondo giorno di trasferimento verso Sud con qualche tappa importante. Partiti da Port El Kantaoui con un pò di ritardo, primo stop a El Djem dove c'è il terzo più importante e più grande anfiteatro romano. Uno spettacolo! Sembra di rivivere le scene del Gladiatore. Anche i ragazzini si sono entusiasmati a rivivere l'atmosfera degli antichi Romani. Altrettanto bello il museo archeologico di El Djem con mosaici mai visti e ben organizzati (Pompei avrebbe qualcosa da imparare). Pranzo con vista sull'Anfiteatro e poi via verso Sud. Durante il viaggio vediamo su una spiaggia un gruppo di fenicotteri rosa che vengono fotografati con luce che tende al tramonto. Procediamo lentamente per tenere compatto il convoglio e qualcuno di noi si innervosisce vedendosi superare da pulmini improbabili che si tengono insieme con lo scotch. C'est l'Afrique. In serata arrivo a Matmata, villaggio caratteristico con case costruite all'interno di grandi pozzi che fungono da cortile. Matmata è diventata famosa per essere il set di molte scene di Guerre Stellari. Domani cominceremo infine ad affrontare piste di sabbia.

(autoruote4x4.com)

venerdì 28 dicembre 2012

Il giallo della scomparsa di Elisa: i cani molecolari hanno fiutato le sue tracce

Ancora senza frutto le ricerche di Elisa Dalla Costa, la 33enne di Giuseppe di Cassola allontantasi da casa la notte di Natale. Ieri l'hanno cercata forze dell'ordine, volontari della protezione civile e personale del soccorso alpino di Pieve di Cadore, dotato di un cane molecolare, un'unità cinofila altamente specializzata. Una segnalazione giunta al mattino da Cittadella si è poi rivelata una pista falsa.I congiunti di Elisa, mamma Adriana, papà Davide, la sorella minore Federica, il fratello Marco, 38 anni, che abita a Bassano, non sono fermi un attimo. «Mio figlio ed io - ha affermato Davide Dalla Costa - abbiamo effettuato circa 200 chilometri ciascuno in auto, toccando, oltre che Cassola, diverse località del comprensorio, da Tezze a Pove, battendo anche le strade minori». Ieri mattina nell'abitazione della famiglia Dalla Costa s'è recata Gilda Milani, la mamma di Milena Bianchi, la ventenne uccisa in Tunisia nel '95. «La signora Milani - hanno sottolineato Adriana e Davide Dalla Costa - ci ha confortato, garantendoci il suo sostegno morale e non solo. Come componente dell'associazione Penelope ci ha infatti fornito dei riferimenti sui quali potremo far leva in caso di ulteriori necessità». Elisa Dalla Costa se ne è andata in piena notte. Dormiva con la sorella Federica. Ad un tratto s'è svegliata, s'è vestita ed è uscita dalla porta-finestra della cucina per allontanarsi a piedi in via Da Vinci. È stata la stessa Federica a dare l'allarme. Prima di coricarsi Elisa aveva ben disposto, vicino al letto, su un tavolo, gli indumenti che indossava quando s'è allontanata: un piumino trequarti di colore nero, pantaloni da tuta neri, una borsa nera, sciarpa bianca e scarpe da ginnastica bianche e con la zeppa alta. Nella borsa aveva forse 50 euro e qualche trucco, ma non il telefonino cellulare che era solita non lasciare mai da parte. Il telefonino è stato acquisito dalla polizia. Non c'erano comunque sms: erano stati tutti cancellati.

(Giornale di Vicenza)

giovedì 27 dicembre 2012

Tutte le auto lussuose di Ben Ali all’asta

Il governo della Tunisia ha da poco messo all'asta gran parte del parco auto prestigioso del clan di Ben Ali. Tra queste troviamo numerose Ferrari, Rolls-Royce, BMW,...


Numerosi beni appartenuti all’ex presidente della Tunisia Ben Ali e al resto del suo clan sono stati messi all’asta lo scorso 23 dicembre in un hotel non molto lontano da Tunis, capitale della Tunisia. Una vera miniera d’oro per gli appassionati di automobilismo tra cui si trovavano ben 39 vetture di lusso e sportive. In questo immenso parco auto c’erano Aston Martin Vanquish, Bentley Continental GT, Lamborghini Gallardo Spyder, Maybach 62, Ferrari 599 GTB Fiorano, Rolls-Royce Silver Spirit ma anche una Porsche Panamera. Anche alcune BMW e Mercedes facevano parte della sua collezione di auto come ad esempio le 323i cabriolet, 650i, 740Li, CL600, CL65 AMG, S500 e una SLR. La vendita durerà l’equivalente di un mese intero. Lo Stato tunisino cercherà di ricavare una somma vicina ai 10 milioni di euro, cifra irrisoria considerando il valore di ciascun’auto. L’anno scorso, ben 234 auto di lusso che avevano appartenuto ai membri del clan di Ben Ali erano state trovate abbandonate e poi confiscate dal governo tunisino.

(motorionline.com)

Tunisia: mangia 28 uova crude per scommessa e muore

(AGI) - Tunisi, 26 dic. - Un giovane tunisino e' morto dopo aver mangiato 28 uova crude per vincere una scommessa. Lo hanno riferito i media locali. Dhaou Fatnassi, 20 anni, residente nella citta' centrale di Kairouan, ha mangiato le uova dopo che i suoi amici gli avevano proposto di farlo in cambio di una somma di denaro. Il giovane e' stato colto da dolori di stomaco ed e' stato trasportato in ospedale, dove e' arrivato gia' morto. (AGI) .


Land Rover Tunisia Experience: Pronti al via!


Eccoci pronti a partire dal porto di Civitavecchia alla volta di Tunisi. Il cielo é plumbeo, con qualche goccia di pioggia: ma in Tunisia non sarà così, nel deserto ci deve essere per forza il sole. Al porto abbiamo incontrato altre due Range Rover, di due diverse generazioni: così l'ultima nata Range Rover L405 non si sente sola, ma viaggia con la famiglia, la mamma L322 del 2005 e la nonna P38a del 2000. Giuro, non lo abbiamo organizzato apposta! Insieme un paio di Defender che nel deserto sono a loro agio e il Grand camion 4x4 del Registro Italiano Land Rover. Tutti emozionati per il viaggio, specialmente i ragazzini. In questi 5 equipaggi ci sono 6 ragazzini di meno di 12 anni. Altri ci raggiungeranno da Genova.

(autoruote4x4.com)

mercoledì 26 dicembre 2012

Occhiata all'Asta dei beni di Ben Ali

Un'occhiata all'asta di qualche giorno fa che ha messo in vendita i beni sequestrati del Ex-Presidente Ben Ali


Golf in Tunisia

Se amate il Golf, la Tunisia è la vostra meta!


Arturo Sandoval con "A Night in Tunisia"

Arturo Sandoval che suona "A Night in Tunisia"


martedì 25 dicembre 2012

Tunisia, giovane disoccupato si suicida a Sidi Bouzid

TUNISIA - Un giovane disoccupato tunisino di 17 anni, Wissem Hani, si e' ucciso oggi appendendosi ad un pilone dell'alta tensione a Sidi Bouzid, la citta' simbolo della Primavera araba, in cui alla fine del 2010 si diede fuoco il venditore ambulante che diede inizio alla 'rivoluzione dei gelsomini' culminata con la caduta del presidente Zine El Abidine Ben Ali a gennaio 2011. Quasi un quarto della popolazione in Tunisia vive sotto la soglia della poverta'. I disoccupati sono 700.000 persone, di cui 170.000 laureati.

(ANSA)

lunedì 24 dicembre 2012

Buone Feste

Lo staff di Vivere in Tunisia augura a voi ed ai vostri cari di passare le feste in felicità ed in serenità.


Il “tesoro” di Ben Ali messo all’asta


Oggi a Gammarth, un sobborgo di Tunisi, sono stati messi all’asta una serie di oggetti, molti di lusso, che appartenevano a Zine El Abidine Ben Ali, l’ex presidente della Tunisia in esilio in Arabia Saudita dal 2011, dopo che un mese di proteste violente nel paese lo avevano costretto a lasciare il potere. Il primo ministro tunisino Hamadi Jebali ha detto che il ricavato di questa asta pubblica sarà investito dallo Stato in opere pubbliche e infrastrutture. Tra le cose confiscate dopo la sua fuga ci sono auto di lusso, gioielli e tappeti persiani.


Alla presentazione Tarek Dhyab, ministro della Gioventù e dello Sport, ha detto che gli oggetti messi all’asta rappresentano «il 20-30 per cento degli oggetti posseduti da Ben Ali». Nell’ultimo periodo la Tunisia non si trova in buone condizioni economiche: il PIL è calato nell’ultimo anno del 2,2 per cento. Nonostante il governo abbia previsto per quest’anno una crescita del 3,5 per cento, ci sono diversi problemi come un tasso di disoccupazione al 17 per cento e il calo del commercio. Dall’asta, il governo ha detto di sperare di ricavare almeno 10 milioni di euro.


Ben Ali è stato condannato nel giugno scorso dal tribunale militare di Tunisi a 20 anni di carcere per “incitamento al disordine, omicidi e saccheggi sul territorio tunisino”. Un anno prima, un tribunale tunisino aveva già condannato l’ex presidente e la moglie Leila Trabelsi a 35 anni di carcere per furto e appropriazione indebita, a causa delle grandi somme di denaro, dei reperti archeologici, della droga e delle armi che l’ex presidente aveva accumulato durante i suoi oltre vent’anni al potere.


(ilpost.it)

sabato 22 dicembre 2012

Tunisia, i convocati per la Coppa d’Africa


Sono 25 i calciatori pre convocati per la Coppa d’Africa 2013 dal commissario tecnico SamiTrabelsi; le aquile di Cartagine, inserite nelGruppo D assieme a Costa d’Avorio, Algeria e Togo, non partono come la favorita numero uno, ma potranno dire la loro, potendo contare sull’esperienza dei tanti calciatori che militano inEuropa, in particolare nel campionato francese.
Da questa lista verranno esclusi due calciatori, per arrivare ai 23 nomi definitivi da consegnare entro il 9 gennaio alla Federazione africana. Tra i punti di forza della squadra, l’attaccante Jemaa, già protagonista della scorsa edizione della Coppa d’Africa, così come il compagno di reparto Khelifa, punta dell’Evian.
Portieri: Ben Cherifia (Esperance), Ben Mustapha (Bizertin), Mathlouthi (Etoile du Shael)
Difensori: Abdennour (Tolosa),  Boussaïdi (Tayrija), Bedoui (Etoile du Shael), Chemmam (sperance), Dhaouadi (Etoile du Shael) , Gharbi (Sfaxien), Hichri (Esperance), Ifa (club Africian)
Centrocampisti: Ben Yahia (Mersin), Darragi (Sion), Hammami (Al-Kuwait), Kader (Atletico Madrid), Khazri (Bastia), Baratli (Club African), Mouelhi (Esperance), Msakni (Esperance), Traoui (Esperance)
Attaccanti: Ben Youssef (Sfaxien), Khelifa (Evian), Dhaouadi (Evian), Harbaoui (Lokeren), Jemaa (Al-Kuwait)

ESCE DAL CARCERE E VIENE SUBITO RIMPATRIATO IN TUNISIA

Prosegue l’attività dell’Ufficio Immigrazione, diretto dal Commissario Capo Claudio Giugliano, finalizzata al rimpatrio dei detenuti scarcerati dalle locali Case di Reclusione ove, come è noto, si registra una alta percentuale di clandestini che hanno commesso gravi reati. R. M., tunisino classe 88, arrestato dalle Volanti nell’ottobre scorso di notte a Porta Pesa, è stato è stato scarcerato ieri dal carcere di Capanne per fine pena. Il giovane era stato a suo tempo arrestato mentre frugava in alcune auto in sosta nel centro storico di Perugia e nel vedersi sorpreso aveva anche tentato di aggredire gli agenti con una siringa. Lo straniero era giunto quest’anno in Italia ed era già stato identificato più volte a Perugia nel corso di servizi di controllo del territorio. Nel pomeriggio di ieri, all’atto della scarcerazione, è stato immediatamente scortato in un C.I.E. (Centri di Identificazione e di Espulsione) del Nord Italia da dove nei prossimi giorni , non appena ottenuto un passaporto provvisorio , sarà rimpatriato.

(tuttoggi.info)

Tunisia: attaccato raduno opposizione

(ANSA) - MIDOUNE (TUNISIA) - Un centinaio di manifestanti tunisini, che sostengono il movimento islamico Ennahda (Rinascita) al potere, hanno assediato un palazzo a Gerba dove si teneva una riunione di un gruppo di militanti del principale partito dell'opposizione del Paese. I manifestanti, che brandivano slogan ostili al partito Nidaa Tounes, hanno oltrepassato il cordone di protezione di polizia e invaso l'edificio dove si trovavano i militanti dell'opposizione, interrompendo la loro riunione.

Bologna, ct Tunisia: “Niente Coppa d’Africa per Taider”

BOLOGNA TUNISIA TAIDER – Chiamato da Sami Trabelsi per unirsi alla Tunisia in vista della Coppa d’Africa, Saphir Taider ha deciso di rifiutare la convocazione e di restare in Italia. Lo ha rivelato lo stesso commissario tecnico della Tunisia, che ha spiegato la scelta del centrocampista del Bologna: “Ha scelto di raggiungerci dopo la Coppa d’Africa, perché vuole innanzitutto affermarsi nel suo club e noi abbiamo rispettato la sua volontà”.

(calcionews24.com)

Tunisia/ Scuolabus e strade da vendita beni di lusso di Ben Ali


(TMNews) - I beni di lusso dell'ex Presidente tunisino Zine al-Abidine Ben Ali e della sua famiglia saranno messi in vendita domani a Gammarth, a nord di Tunisi, con l'intento di intascare 20 milioni di dinari (quasi 10 milioni di euro). I soldi ottenuti da quella che è stata ribattezzata la "vendita dei guadagni disonesti" serviranno a finanziare l'acquisto di autobus scolastici per i bambini che vivono nelle zone rurali e la costruzione di nuove strade. Stando a quanto riporta oggi il Guardian, tra gli oggetti messi in vendita figurano 34 automobili di lusso (Cadillac, Limousine, Bmw, Mercedes, due Lamborghini, Bentleys, Aston martins), circa 300 pezzi di gioielleria, quadri, abiti e mobili. Gli articoli più piccoli saranno venduti a prezzo fisso, mentre quelli valutati attorno ai 5.000 euro saranno assegnati al miglior offerente. Molti dei pezzi in vendita domani provengono dal suntuoso palazzo della famiglia di Ben Ali nei pressi di Sidi Dhrif, già messa in vendita.

venerdì 21 dicembre 2012

Museo Archeologico di Sousse, lo scrigno del Sahel tunisino


Nel Museo Archeologico di Sousse, gli occhi di Medusa mi fissano incantatori attraverso lo specchio sospeso dal soffitto. Anche qui, nella più grande galleria della Tunisia dopo quella del Bardo, è il modo più sicuro per guardare la bellezza di una delle Gorgoni senza rimanere di pietra come vuole la mitologia. Le serpi sul capo del mostro greco sembrano muoversi nella luce artificiale della stanza, dando a chi guarda il mosaico una sensazione irreale di vita in movimento. È una delle tante bellezze risvegliate che si trovano tra le mura possenti dei bastioni nella terza città tunisina. Uno scrigno che raccoglie i tesori della regione del Sahel, riaperto di recente al pubblico (giugno 2012) dopo quattro anni di lavoro. Le fatiche sono costate circa due milioni di euro ma hanno reso Sousse ancora più affascinante da visitare e scoprire. La galleria museale si trova proprio nella Kasbah medievale della medina, sito patrimonio dell’Umanità. Superato il pesante portone in legno antico si entra in un mondo lontano, sino a ieri dimenticato. Il passato di questa zona ricca di storia, cultura e tradizioni torna a vivere nella grande sala voltata dell’ingresso. Una presentazione attenta e precisa dei monumenti della regione del Sahel dall’antichità sino a oggi invoglia a scendere sotto il grande cortile della Kasbah: la luce artificiale e naturale si espande come un’onda lungo i duemila metri quadrati delle tre sale sotterranee. Le collezioni sono pezzi unici e preziosissimi di mosaici, sculture, lapidari e mobili di ceramica raccolti in diverse aree del Sahel antico. Basta camminare lungo il corridoio o guardare in alto, sulle pareti, per ammirare incantati i mosaici di epoca romana – tra i più importanti del mondo mediterraneo. I loro colori mutano nei riflessi della luce, rivivono danzanti nello sguardo attento del visitatore e inneggiano a una bellezza ritrovata. Così, mentre li osservavo rapito, mi sentivo trasportato nel tempo degli antichi giochi, delle antiche credenze, delle antiche usanze. Un viaggio attraverso l’arte che racconta la vita quotidiana. È in questo modo che, metro dopo metro, ho scoperto le tre sale del Museo Archeologico di Sousse. La prima, la libico-punica, ospita la famosa collezione di stele e di urne cinerarie del Tophet, l’Antica Adrim (Hadrumète) e alcuni mobili ben conservati di tombe rinvenute all’interno della Kasbah. Poi ho trasferito la mia curiosità nella sala romana, ricca di steli funerarie pagane e vasi chiari di ceramica sigillati: sono stati scoperti qui e nella regione del Sahel. Ci sono anche incredibili statue di terracotta tra cui spicca la famosa “donna ubriaca”. Il mio giro è finito nella sala cristiana: mosaici, steli, rilievi funerari esumati dalle catacombe di Sousse – considerate le più importanti del mondo dopo quelle di Roma – costituiscono un tesoro inestimabile riportato al suo antico splendore. La mia attenzione, dopo essere stata catturata dal famoso mosaico- mensa – la tavola funeraria di Ermes proprio al centro della sala -, si è spostata sul battistero: un trionfo d’arte e di mani sapienti che lo hanno incavato e poi ricamato di mosaici. Prima di uscire dal Museo Archeologico mi sono fermato davanti al mosaico di Medusa. E dopo un tempo indefinito sono ancora qui, gli occhi fissi nello specchio a guardare la sua bellezza incantatrice riflessa. Una bellezza di un mosaico insuperabile che sembra ipnotizzarmi e non lasciarmi più uscire da questo mondo antico nelle viscere di Sousse.

(tunisia.ilreporter.com)

giovedì 20 dicembre 2012

Presto nuova rete internet ultraveloce in Tunisia

(ANSAmed) - Roma, 19 dic - I francesi di Alcatel-Lucent hanno stretto un accordo con Tunisiana, principale operatore mobile della Tunisia, per realizzare una rete internet a banda larga nel Paese nordafricano. Lo ha rivelato tramite comunicato la compagnia di telecomunicazioni con quartier generale a Parigi. I termini economici del contratto non sono stati rivelati. Quello che invece si sa è che l'accordo copre quattro anni e riguarda l'ideazione, la realizzazione, la gestione e la manutenzione di una rete internet ultraveloce. Le due aziende promettono "un servizio eccellente a milioni di tunisini" in materia di connessione al web, ma anche di video e telefonia, come si legge nel comunicato. "I nostri clienti di telefonia mobile sono diventati molto esigenti in termini di qualità - ha dichiarato il direttore tecnico di Tunisiana, Hatem Mestiri -, Alcatel-Lucent ha decine di anni di esperienza alle spalle: per noi, è la migliore scelta possibile". In Tunisia, Alcatel-Lucent impiega circa 150 persone e ha un giro d'affari di 8 milioni di euro l'anno. (ANSAmed).


«Mondo arabo, ascolta: servono riforme. Subito»

Il principe Alwaleed bin Talaal Bin Abdulaziz Al Saud è certamente uno degli esponenti più in vista della casa reale saudita, impegnato nella sua Kingdom Holding Company come in iniziative culturali e religiose a livello internazionale. Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio di Riad. 

Le interpretazioni sulla natura della primavera araba continuano a divergere mentre il mondo arabo è ancora in fermento...
In Tunisia, Egitto e Libia ci sono state sollevazioni contro leader dispotici che non hanno avuto cura del proprio popolo e abbiamo visto quanto è accaduto in Yemen. In Siria le richieste di natura sociale ed economica si sono trasformate in una autentica sollevazione contro Bashar Assad, infiltrata da al-Qaeda e altri interessi forti. Che ne sarà allora del mondo arabo? Parliamo di quattro sollevazioni – cinque inclusa la Siria – su un totale di ventidue Paesi arabi. Restano diciassette Paesi che quantomeno non soffrono di crisi di magnitudo comparabile. E tra questi c’è chi è più stabile, come i Paesi del Golfo, Bahrein incluso. Orbene, l’assunto era: «È come alla fine degli anni ottanta quando crollò il comunismo e i regimi vennero giù uno dopo l’altro». Lo si credeva, ma nel mondo arabo non è accaduto e qualcuno in occidente non è molto lieto che sia andata così. Ho già scritto che i Paesi arabi non raggiunti dalla primavera araba dovrebbero recepire il messaggio, sentire la sveglia: la gente araba ha partecipato a sommovimenti che non intendevano essere anti-americani, anti-israeliani o anti-occidentali. Sono invece moti spontanei, la gente chiede libertà, uguaglianza e fraternità… Liberté, Égalité, principi che tutto il mondo adotta, non solo l’Europa, gli Stati Uniti o il lontano Oriente. Semplicemente, vale lo stesso per il mondo arabo. Spero però che nei Paesi che hanno fatto esperienza di queste rivolte si torni presto alla stabilità. È facile iniziare una rivoluzione, non è facile finirla. Guardate alla Libia, alla Siria... Siamo tutti a favore di una buona rivoluzione veloce, ma ciò che vado ripetendo ai leader arabi è: «Per favore, recepite il messaggio: meglio avere evoluzioni pacifiche che rivoluzioni violente». Spero che nei diciassette Paesi arabi ancora stabili giunga il messaggio che siamo in tempo per le riforme. È la lezione che ci dà la storia, in particolare quella recente.



Continua su http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/mondo_arabo_riforme.aspx


mercoledì 19 dicembre 2012

BUONE FESTE





BUONE FESTE!!!!!!!




Secondo anniversario della rivoluzione, fischi e sassi contro il Presidente


Due anni dopo, di nuovo fischi e slogan anti-governativi: in Tunisia, a Sidi Bouzid, dove ebbe inizio la primavera araba, il Presidente della Repubblica e il Presidente dell’Assemblea Costituente hanno celebrato l’anniversario ma sono stati pesantemente contestati dalla folla.
“Sento la rabbia di molte persone: è comprensibile, perché gli scopi principali della rivoluzione non sono ancora stati raggiunti: per esempio lo sviluppo, e le giuste sanzioni ai corrotti del passato regime”, ha detto il Presidente Marzouki prima di essere portato via dalla scorta, quando la folla ha iniziato a lanciar pietre. Marzouki e Ben Jafaar avevano nel frattempo deposto una corona per ricordare l’immolazione di Mohammed Bouazizi, il venditore ambulante che si diede fuoco perché oppresso dalla miseria e dalla polizia.
“Questa è la seconda edizione della commemorazione, ma nel frattempo non è cambiato niente a Sidi Bouzid: non c‘è sviluppo e non c‘è lavoro”, dice un residente.
Mohammed Bouazizi si diede fuoco il 17 dicembre del 2010. Ustionato in modo gravissimo, morì due settimane dopo, in casa, assistito dalla madre. Fuori, intanto, era partita la rivoluzione contro il regime corrotto di Ben Ali.
Era una rivolta dalle motivazioni principalmente economiche, e gli slogan più urlati furono “andatevene” e “il popolo vuole la caduta del governo”: le stesse frasi che si sono sentite  a Sidi Bouzid, contro i rappresentanti del nuovo regime.

martedì 18 dicembre 2012

Missione Schulz in Tunisia a sostegno processo riforme

- Il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, sara' in visita ufficiale in Tunisia il 18 e 19 dicembre.  La missione di Schulz avra' il compito di ribadire il sostegno del Parlamento europeo alle riforme democratiche in corso nel Paese della primavera araba. Nei diversi incontri in agenda con vari interlocutori a livello politico e sociale, il presidente del Parlamento europeo fara' il punto sulle relazioni fra Ue e Tunisia e su questioni regionali di comune interesse.

Il primo ad accogliere Schulz sara' il primo ministro tunisino Hamadi Jebali. Poi sara' la volta del presidente dell'assemblea nazionale costituente e dei leader dei gruppi politici della stessa assemblea. Nel pomeriggio Schulz terra' colloqui con Iyadh Ben Achour, Kamel Jendoubi, con alcuni esponenti dell'opposizione e infine con rappresentanti della societa' civile e dei media. Mercoledi' l'agenda del presidente del Parlamento europeo prevede l'incontro con il presidente tunisino, Moncef Marzouki, ma anche colloqui con le parti sociali e gli studenti della facolta' di legge e scienze politiche dell'Universita' di Tunisi. (ANSA)

lunedì 17 dicembre 2012

Buon Natale e buone feste a tutti gli amici golfisti italiani!!! www.asaurora.net


Buon Natale e buone feste a tutti gli amici  golfisti italiani!!!
www.asaurora.net


l'Istituto Italiano di Cultura ha il piacere di invitarvi .......

Per festeggiare  la fine dell' anno  2012,
l'Istituto Italiano di Cultura
ha il piacere di  invitarvi  alla serata di gala

Opéra et Tunisie


Teeatro comunale di Tunisi
19/12/2012 - 18h30

Posti disponibili limitati
Prenotazioni : 71 142 706
(dalle  9h alle 13h)



Governo Seychelles smentisce arresto genero Ben Ali

L’ambassadeur tunisien à Addis Abeba accuse les Seychelles de complicité dans la fuite de Sakher El Materi Il governo delle isole Seychelles ha smentito la notizia dell'arresto di Sakher al-Matiri, genero dell'ex presidente tunisino Zine el Abidine Ben Ali. In una nota diffusa dal ministero degli Esteri e' precisato che al-Matiri ha gia' lasciato il Paese.

Due anni dall'inizio della "Primavera araba": il mondo ricorda la rivoluzione partita dalla Tunisia


Secondo anniversario, dall’inizio della cosiddetta "Primavera araba", il movimento di rivoluzioni EGY1che ha portato alla caduta di diversi governi dittatoriali, dalla Tunisia all’Egitto, e poi la Libia, passando anche per lo Yemene il Bahrein. Il mondo intero ricorda quel primo drammatico gesto compiuto dal giovane ambulante tunisino Mohamed Bouazizi che si diede fuoco in segno di protesta dopo l’ennesimo sopruso subito dalla polizia della sua città, Sidi Bouzid. Gesto che segna simbolicamente l’inizio della rivolta e il lungo doloroso cammino verso la democrazia. Tanti scenari diversi un comune denominatore, come conferma Massimiliano Cricco, docente di Relazioni internazionali all’Università di Urbino ed esperto di Medio Oriente al microfono di Cecilia Seppia - – Si tratta di una situazione complessa che ha avuto un trait d’union che è stato soprattutto la volontà popolare, perché per queste "primavere arabe" si sono mobilitati milioni di persone e soprattutto giovani, uniti nella richiesta di maggiore democrazia, rispetto di diritti fondamentali, proteste contro la disoccupazione, la povertà, la stagnazione economica e, soprattutto, la corruzione dei regimi al potere.


Terrorismo: sgominata in Tunisia rete reclutamento al-Qaeda

 E' stata sgominata in Tunisia una rete clandestina che arruolava volontari perche' andassero a combattere nelle file di al-Qaeda nel Maghreb Islamico, diramazione nord-africana dell'organizzazione terroristica fondata dal defunto Osama bin Laden: lo hanno riferito fonti del ministero dell'Interno di Tunisi, citate dall'agenzia di stampa ufficiale 'Tap', secondo cui sono state arrestate sette persone che compariranno davanti ai giudici giovedi' prossimo. Due di loro, catturati il 6 dicembre scorso ad appena un chilometro dalla frontiera con l'Algeria, sono rei confessi. Le ricerche di altri appartenenti al gruppo sono tuttora in corso nella regione nord-occidentale tunisina di Jendouba. 
.

Rimanete sempre aggiornati!!