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sabato 31 dicembre 2011

Tunisia, abolito il coprifuoco a Ramada e Dhehiba

TUNISI – Il coprifuoco in vigore dallo scorso 13 dicembre nelle localita' di Ramada e Dhehiba (governatorato di Tataouine, sud Tunisia), e' stato abolito oggi. La decisione, nota un comunicato del ministero dell'Interno, e' conseguente ''al miglioramento della situazione della sicurezza nella regione''.
Il coprifuoco era stato decretato in seguito a violenti scontri tra i giovani delle due localita'.

Buon 2012!!!


Buon 2012 a tutti i nostri lettori!!

viveretunisia.blogspot.com



Tunisia: islamici puntano su turismo, bikini e niente veli

(ANSA) -ROMA, 30 DIC- Si' ai bikini sulle spiagge e niente veli per le turiste. Gli islamici tunisini di Ennahda, vincitori delle prime elezioni libere dopo la rivoluzione, non hanno voglia di strozzare il turismo con il laccio del puritanesimo salafita. Niente divieti di costumi da bagno, niente veli alle turiste, niente Islam dal volto truce che faccia scappare gli stranieri. La nuova forza politica vuole ampliare l'offerta turistica. Ghannouci, leader di Ennahda promette: oltre a spiagge anche cultura e ambiente.

Dalla Tunisia alla Libia fino all'Egitto. Il 2011 è l'anno della primavera araba

Dalla rivoluzione contro il rais tunisino Ben Ali alla fine del regime di Muammar Gheddafi in Libia fino alle proteste in corso in Siria: il 2011 e' stato l'anno delle rivolte in Nord Africa e Medioriente. La Primavera Araba ha cambiato per sempre lo scenario geopolitico della regione, dando impulso ad una transizione politica ancora in bilico tra aspirazione alla democrazia e deriva islamista. Tutto ha inizio con il gesto disperato di un fruttivendolo tunisino, Mohamed Bouazizi, che il 17 dicembre 2010 si immola nella citta' di Sidi Bouzid, per protesta contro i maltrattamenti subiti per mano della polizia. La scintilla arriva a Tunisi e, in breve tempo, la cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini costringe il presidente, Zine al-Abidine Ben Ali, alla fuga in Arabia Saudita. E' il 14 gennaio e un mese dopo, l'11 febbraio, il presidente egiziano, Hosni Mubarak, cede alla prova di forza con i manifestanti di piazza Tahrir, uscendo di scena dopo 30 anni di regime. L'onda della rivolta investe lo Yemen, dove i cortei di piazza si trasformano in una guerra civile a sfondo tribale, e il Bahrein, dove la maggioranza sciita tenta la ribellione contro la dinastia sunnita al potere. Intanto la Primavera Araba ha contagiato anche la Libia, dove mesi di duri combattimenti - che vedranno anche l'intervento della Nato, impegnata nell'imposizione di una no-fly zone - si concluderanno il 20 ottobre con l'uccisione del Colonnello Gheddafi. Mentre in Libia si combatte, le proteste accendono la Siria: l'opposizione scende in piazza contro il presidente, Bashar al-Assad, in una sanguinosa rivolta che finora ha contato oltre 5mila morti. Ma ecco nel dettaglio le proteste Paese per Paese:


continua su: http://affaritaliani.libero.it/politica/dalla-tunisia-alla-libia-fino311211.html?ref=ig


mercoledì 28 dicembre 2011

Ultime news 27/12/2011: Tunisia

(ANSAmed) - TUNISI, 27 DIC - La sede della Guardia nazionale di Soliman (governatorato di Nabeul, nella zona di Capo Bon) é stata assalita, la scorsa notte, da una trentina di persone con lancio di pietre e bottiglie molotov. L'assalto aveva lo scopo di liberare un giovane arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e commercio illegale di bevande alcoliche. Il progetto é fallito grazie all'arrivo di ingenti forze di polizia, che hanno anche arrestato tre persone mentre altre sono ricercate.(ANSAmed).


27/12/2011
Calano le entrate turistiche tunisine nel 2011. La situazione economica della Paese potrebbe essere peggiore secondo gli economisti tunisini. Il settore che ha risentito più acutamente della crisi è senza dubbio il turismo, che ha visto una caduta del 40% delle entrate, a causa della percezione di instabilità che ha portato i vacanzieri ad allontanarsi dalla destinazione. La previsione di crescita economica per l'anno si aggira intorno allo 0%. "Una situazione difficile, ma non catastrofica - assicura Moez Labidi, professore di economia della Mahdia University -. Ma se la crescita ristagna, potrebbero porsi dei problemi per il 2012". Il Paese è in attesa di riforme strutturali, e, secondo gli economisti, nel breve termine ci sono possibilità di miglioramento.


(ANSAmed) - TUNISI, 27 DIC - L' Unione Europea (Ue) e l' Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), hanno firmato a Tunisi un accordo di cooperazione sulla gestione deiflussi migratori conseguenti agli avvenimenti che hanno ingteressato la Tunisia, la Libia e l'Egitto. L'accordo prevede l'istituzione, da parte dell'Ue, di un fondo di 9,9 milioni di euro che finanzierà un programma triennale a partire dal prossimo 1 gennaio. L'Oim si incaricherà dell' attuazione del programma in Tunisia ed Egitto.(ANSAmed).


Martedì, 27 Dicembre 2011


Migliora l'incoming verso la Tunisia, che negli ultimi mesi ha in parte recuperato le perdite di flussi turistici del 2011: «Abbiamo registrato in dicembre, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, un calo del 30% degli arrivi e del 40% dei pernottamenti, mentre in giugno i dati parlavano di un meno 60% di arrivi e meno 70% di pernottamenti in confronto allo stesso mese del 2010». Lo ha dichiarato Habib Ammar, direttore generale dell'ente del turismo della Tunisia durante una conferenza stampa a Douz alla quale hanno partecipato giornalisti provenienti da vari paesi tra cui Cina, Grecia, Turchia, Italia, Bulgaria. L'occasione è stata il festival di Douz, che come ogni anno celebra le tradizioni dei nomadi del deserto con gare equestri, corse in dromedario, dimostrazioni di caccia e concerti live. All'inaugurazione del festival è intervenuto il neopresidente della repubblica, Moncef Marzouki.






(ANSAmed) - TUNISI, 27 DIC - I lavori di costruzione dello stabilimento per la produzione di panneli fotovoltaici a Bousalem (località dell'interno) sono stati sospesi. Lo scrive il quotidiano arabofono tunisino Al Maghreb, specificando che il promotore del progetto del costo di 11 milioni di dinari (circa 5,5 milioni di euro), Mustapha Kasdaoui, ha preso la decisione in quanto la strada di accesso allo stabilimento é bloccata da gruppi di disoccupati. Costoro, sempre secondo il quotidiano, avrebbero anche fisicamente aggredito degli addetti ai lavori.




Martedi' 27/12/2011


Tunisi - Nasce il nuovo Governo eletto democraticamente ed è a maggioranza filo-islamista grazie al partito di Ennahdha. A quasi un anno dalla prima rivoluzione araba – era il 14 Gennaio 2010 - il Presidente della Repubblica, Mohamed Moncef Marzouki ha varato il nuovo governo del primo ministro Hamadi Jebali .
Il governo rispecchia la composizione dell’assemblea costituente formata, per il 40%, dal partito filo-islamista di Ennahdha e dai due principali alleati, che compongono il "triunvirato" di potere.
Il governo passa dai 51 ministri precedenti agli attuali 41 memebri.
La presenza femminile é particolarmente ridotta : solo due ministri ed un Segretario di Stato.
Ecco i nominativi dei principali Ministri:
Capo del Governo : Hamadi Jebali
Ministro della Giustizia : Noureddine Bhiri
Ministro della Difesa : Abdelkrim Zbidi
Ministro degli interni : Ali Laaridh
Ministro degli Esteri : Rafik Abdessalem
Ministro delle Finanze : Houcine Dimassi
Ministro dell’Industria e del Commercio : Mohamed Lamine Chakhari
Ministro degli affari sociali : Khalil Ezzaouia
Ministo degli Investimenti e Cooperazione : Aleya Bettaieb
Ministro dello sviluppo regionale : Jameleddine Gharbi
Ministro dell’Educazione : Abdellatif Abid
Ministro dell’Insegnamento superiore e ricerca : Moncef Ben Salem
Ministro dell’Agricoltura : Mehdi Mabrouk
Ministro dell’Ambiente : Mamiya El Banna
Ministro dei diritti dell’Uomo e porta-parola del Governo : Samir Dilou
Ministro delle Donna e della Famiglia : Sihem Badi
Ministro della Sanità : Abdellatif Mekki
Ministro degli affari religiosi : Noureddine Khademi
Ministro delle infrastrutture e lavori pubblici : Mohamed Salmane
Ministro dei beni pubblici : Slim Ben Hmidane
Ministro del lavoro : Abdelwaheb Maatar
Ministro della tecnologia e comunicazione : Mongi Marzouk
Ministro dello Sport : Tarek Dhiab
Ministro del Turismo : Elyes Fakhfakh
La priorità dell’attività del nuovo Governo é la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo degli investimenti. Un’obbiettivo difficile data la congiuntura internazionale e la situazione interna ancora soggetta ad azioni sindacali assolutamente anarchiche e destabilizzanti.
Qualche "parentela ministeriale" é comunque spuntata anche nella composizione di questo governo, la stampa locale, finalmente libera da ogni censura, lo ha subito messo in evidenza. Il ministro per gli affari esteri, Rfik ben Abdellassem é il genero di Ghannouchi, l’ex presidente.




(ANSAmed) - TUNISI, 27 DIC - L'indicatore di produttivita' in Tunisia e' sceso ad un livello mai raggiunto in precedenza, per via dell' ondata di scioperi quasi tutti ingiustificati e di richieste sociali esacerbate. Secondo l'Union Tunisienne de l' Industrie, du Commerce et de l'Artisanat (Utica), nei primi dieci mesi del corrente anno si sono attuati oltre 360 scioperi, contro i 240 di quello precedente. Gli scioperi ed i sit-in hanno causato il blocco delle attivita' di numerose industrie in diversi settori, tra i quali quelli, importantissimi per l'economia tunisina, dei fosfati, delle miniere e dell' energia.


Penalizzate pesantemente anche le attivita' industriali e commerciali con ripercussioni dirette sul mercato interno.



lunedì 26 dicembre 2011

I ministri si dimezzano lo stipendio

Tunisia - I Ministri rinunciano a metà dello stipendio come segno di solidarietà per le difficoltà del paese e per ridurre il costo della politica.
Una decisione destinata a suscitare forti polemiche e forse l'invidia di molti italiani convinti che, in Italia, i politici siano un costo eccessivo per l'economia nazionale, quella annunciata oggi, a Tunisi, dal presidente della Repubblica, Mohamed Moncef Marzouki nel corso dell'incontro con i principali investitori stranieri e Tunisni. 
L’incontro é stato aperto da una fotografia della situazione difficile e complicata dell’industria tunisina di oggi. La presentazione della presidentessa dell’ UTICA, l’Unione Tunisina dell’Industra e dell’Artigianato, Wided Bouchamaoui ha sintetizzato una situazione assolutamente d’emergenza.
Scioperi selvaggi, sit-in, blocco dei trasporti e delle vie di comunicazione non possono che danneggiare sia l’immagine della Tunisia che le sue prospettive di sviluppo.
Il Presidente Marzouki ha preso la parola lasciando nel cassetto il discorso già preparato dai suoi collaboratori.
In un deciso e chiaro intervento "a braccio" il Presidente-medico ha chiesto, ancora una volta, a tutti i tunisini di collaborare a sei mesi di pace sociale e di tranquillità sindacale.
"Scioperi e sit-in suicidano la Tunisia - ha dichiarato Marzouki - A fine mese non si pranza con la libertà sindacale e non si riempie il bicchiere con la libertà di stampa".
Marzouki ha poi aggiunto che "è necessario che tutti i Tunisini, giovani compresi, si impegnino direttamente nelle attività produttive, investano e prendano i rischi d’impresa per creare ricchezza e posti di lavoro.
Il futuro della Tunisia é nelle mani dei giovani investitori tunisini, degli imprenditori coraggiosi, degli investitori stranieri. Lo Stato non puo’ garantire i posti di lavoro ma é suo dovere aiutare chi intende crearli.
Burocrazia rapida ed efficiente é quanto puo’ essere messo in campo dallo Stato. E lo Stato intende agire con piu’ decisione e severità contro quei pochi che perturbano le attività di grandi imprese creando danni a catena".
Nel pomeriggio é atteso anche il voto di fiducia sulla presentazione del nuovo Governo. Il numero dei ministeri é stato ridotto. I ministri hanno già dichiarato di rinunciare alla metà del loro stipendio per dimostrazione di solidarietà verso tutti i Tunisini in difficoltà e per gravare il meno possibile sui costi della politica.




Fonte: http://www.ogginotizie.it/

Nuovo governo


24 Dicembre 2011, 21:28 - Televideo
21.28 Il nuovo governo tunisino guidato dal partito islamico moderato Ennahda ha giurato dopo aver ricevuto venerdì il voto di fiducia dal Parlamento. Il premier Hamadi Jebali ha messo in guardia sulle molte sfide che il Paese deve affrontare: l'alta disoccupazione, il malcontento e un'economia stagnante. Il suo governo è temporaneo e guiderà il Paese fino alla scrittura della Costituzione e a successive elezioni.

Leena, la rivoluzione vista da un blog

Sidi Bouzid, piccolo paese storicamente ribelle posizionato al centro della Tunisia; qui un anno fa è partita la rivoluzione tunisina, in seguito al gesto di Mohamed Bouazizi, giovane venditore ambulante che si è dato fuoco per protestare contro le vessazioni del potere corrotto.


Per i tunisini di Sidi Bouzid, a differenza di quelli della capitale, il 17 dicembre è la data di nascita della rivoluzione che in molti, soprattutto all’estero, chiamano rivoluzione del 14 gennaio – giorno della cacciata di Ben Alì – o dei gelsomini. Non è un dettaglio: propendere per il 14 gennaio significa mettere al centro il dittatore, scegliere il 17 dicembre vuol dire riconoscere il merito a un uomo-simbolo.


Anche Leena Ben Mhenni, famosa blogger che ha avuto un ruolo da protagonista durante la rivoluzione, riconosce fondamentale il gesto di Mohamed Bouazizi. Lo ha scritto chiaramente nella sua autobiografia, uscita in Italia da qualche giorno, grazie al coraggio della casa editrice Alegre: Tunisian Girl, la rivoluzione vista da un blog.


continua su: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/25/leena-la-blogger-tunisina-premiata-a-roma/179804/



Tunisia 2011: Cronache dal Palazzo


Auguri di Natale



Auguri di Buon Natale a tutti i nostri lettori.

Lo staff di viveretunisia.blogspot.com

giovedì 1 dicembre 2011

Arrestati 7 libici alla frontiera

28-11-2011 : Tunisie : Arrestation de 7 Libyens armés, à la frontière

Un groupe de 7 libyens armés a été arrêté dimanche près du village frontalier de Libada (15 kms au Sud du pays), apprend la correspondante de l’agence TAP à Medenine.

Les libyens armés de kalachnikov et d’armes de chasse se seraient infiltrés à l’aube en territoire tunisien. Selon des sources sécuritaires, ils ont affirmé «s’être introduits par erreur» en Tunisie.

L’enquête se poursuit pour dévoiler la réalité sur les motifs de leur présence en territoire tunisien.

Sur un autre plan, des obus «RBJ» non activés ont été trouvés abandonnés dans une benne à ordures placée dans l’un des espaces culturels à Djerba.

«Ces obus ne sont pas dangereux. Ils auraient été abandonnés dans cet endroit par un libyen», a expliqué à l’Agence TAP une source sécuritaire.

Rimanete sempre aggiornati!!