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sabato 24 settembre 2011

Uccisi 6 terroristi infiltrati dall'Algeria


TUNISI, 23 SET – Lo scontro avvenuto mercoledì scorso (21 settembre) nel sud della Tunisia fra un gruppo armato venuto dall'Algeria e i militari tunisini ha fatto sei morti fra gli infiltrati. Lo ha reso noto una fonte diplomatica occidentale. "Secondo le nostre informazioni, sei assalitori sono stati uccisi", ha detto la fonte. Il ministero tunisino della Difesa ha parlato solo di "un cadavere ritrovato per il momento".
Il cadavere e' stato scoperto, nel deserto tunisino, a poca distanza dalle carcasse dei nove fuoristrada distrutti da un elicottero dell'Esercito e sui quali viaggiavano dei miliziani islamici infiltratisi dall'Algeria e che ora sono braccati dai soldati. Lo ha reso noto il portavoce del Ministero della Difesa, Mokhtar Ben Nasr, citato dalla Tap. Il cadavere – che non e' stato ancora identificato – e' stato trovato dai paracadutisti dell'Esercito che si sono lanciati nella zona desertica, difficilmente raggiungibile da terra.
Dentro i resti dei nove fuoristrada (che erano attrezzati anche per il lancio di razzi) sono state trovate molte munizioni. Ben Nasr non ha fatto menzione del ritrovamento di armi. Circostanza, questa, che lascia pensare che i terroristi – penetrati in territorio tunisino per circa venti chilometri, sino alla localita' di Bir Znigra – una volta scoperti, siano fuggiti, portando con se' le armi e cercando riparo nelle formazioni rocciose, caratteristiche di quell'area.



domenica 18 settembre 2011

Tre sbarchi a Lampedusa, 287 migranti


LAMPEDUSA (AGRIGENTO), – Sono complessivamente 287 i migranti partiti dalla Tunisia su tre barconi e approdati in nottata a Lampedusa. Gli ultimi 167, tra cui quattro donne e numerosi minori, sono giunti alle 2.00 a bordo delle motovedette della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera che li avevano soccorsi mentre erano alla deriva su due imbarcazioni, a circa 40 miglia dall'isola. Poco prima di mezzanotte aveva raggiunto il porto un altro barcone, scortato dal Guardacoste Stanisci della Finanza, con 120 tunisini, tra i quali numerosi minori.
Tutti gli extracomunitari sono gia' stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza, dove in questo momento sono ospitati circa 1500 tunisini. Ieri l'Associazione dei commercianti e degli operatori turistici dell'isola ha diffuso un appello al presidente del consiglio Silvio Berlusconi in cui si sollecita l'immediato trasferimento dei migranti affermando che ''Lampedusa non e' Alcatraz''.




Tunisia: giovane suicida, si dà fuoco davanti governatorato


Un giovane di 22 anni si è ucciso, dandosi fuoco, nella città di Testour, davanti alla sede del Governatorato di Beja. Lo riferisce Radio Shems, secondo cui le prime indagini avrebbero accertato che l'uomo era in stato di ubriachezza. Ma le stesse indagini non hanno chiarito le motivazioni del gesto.

Gli agenti, che si trovavano davanti alla delegazione del governatorato, e che sarebbero stati pesantemente insultati dal giovane, hanno tentato di portargli soccorso, ma inutilmente. Quello dei suicidi con il fuoco per protesta non è un fenomeno isolato in Tunisia, spesso motivato dalla mancanza di lavoro.

La stessa caduta del regime di Ben Ali prese le mosse dal suicidio con il fuoco di un giovane commerciante ambulante, morto dopo giorni di agonia.









http://www.ticinonews.ch/

martedì 13 settembre 2011

Costituente: Presentate 1752 Liste


TUNISI, 11 SET – Milleseicento in Tunisia; 152 nelle circoscrizioni estere: e' questo il dato ufficioso relativo al quadro delle liste depositate per l'elezione dell'Assemblea costituente tunisina, il cui voto e' stato fissato per il 23 ottobre.
Lo ha comunicato l'Istanza superiore indipendente per le elezioni, la commissione istituita dal governo provvisorio per preparare e, quindi, organizzare il primo appuntamento elettorale ufficiale dopo la caduta della dittatura.
Per quanto riguarda le liste, 845 fanno riferimenti a partiti autorizzati, le altre (678) sono indipendenti o (77) frutto di coalizioni. 152 liste sono state depositate nelle sei circoscrizioni estere: Parigi, Marsiglia, Italia, Germania, Canada e Adu Dhabi.




Ben ali scompare dai libri di testo


TUNISI, 13 SET – Gli alunni tunisini che si accingono a tornare in classe per l’inizio dell’anno scolastico non troveranno nei loro libri di testo le frasi che, fino allo scorso anno, celebravano Zine El Abidine Ben Ali, il dittatore fuggito il 14 gennaio scorso.
La svolta arriva dopo i 23 anni di dittatura, segnati, come tutte le altre, da un culto della personalità entrato anche nei libri di testo, dove si celebravano il presidente della repubblica e il modo con il quale era giunto al potere e vi si era consolidato.
Dell’innovazione si era cominciato a parlare già dalle settimane successive alla defenestrazione del dittatore e, in tempi relativamente brevi, le autorità scolastiche tunisine sono arrivate a proporre agli studenti dei testi in cui le ”gesta” di Ben Ali sono state concellate con un tratto di penna. Una operazione, ha detto un dirigente scolastico citato da La Presse, che ha rimosso la farsa politica del passato regime.



sabato 10 settembre 2011

Il Green Med Forum a Tunisi. La nuova Tunisia riparte dall'agricoltura?

La quarta edizione del Green Med Forum si terrà dal 28 al 30 settembre nella dittatura liberatasi dalla dittatura di Ben Alì. Le edizioni precedent del Forum dell'agricoltura "verde" si sono tenute in Slovenia, Egitto ed Italia.
Secondo quanto ha detto al'agenzia stampa tunisina Tap, il ministro tunisino dell'agricoltura e dell'ambiente Mokhtar Jallali «l'incontro dovrebbe permettere di far conoscere meglio il potenziale agricolo della Tunisia, così come le opportunità di investimento che offre in questo settore».

I 120 delegati che parteciperanno al Green Med Forum, organizzato dall'Agence tunisienne de promotion des investissements agricoles in collaborazione con "Green Med magazine". provengono da Tunisia, Italia, la Francia, Turchia, Spagna, Marocco, l'Egitto e Algeria. Uno dei tre sponsor principali dell'iniziativa è Coop Italia.

La Tap spiega che «si tratta di un'iniziativa mediterranea mirante a raggruppare le parti interessate agli investimenti agricoli privati ed al commercio di prodotti agricoli ed agroalimentari, con l'obiettivo di creare nuove opportunità di cooperazione nel settore agricolo».

Che l'approccio alla nuova Tunisia sia anche agricolo e di sviluppo delle risorse locali e l'interessamento del Parlamento europeo e del nostro ministero delle politiche agricole ci sembrano già una buona notizia, purché non si tenti di ripercorrere le vecchie strade neocoloniali battute da francesi ed italianio ai tempi dell'amico Ben Ali.

Secondo Antonio Felice, project manager del Green Med Forum, «Tunisi, il laboratorio del Mediterraneo, è la sede ideale del 4° Green Med Forum, che dal 28 al 30 settembre vedrà presenti al Ramada Plaza Hotel di Gammarth, i protagonisti dell'economia ortofrutticola mediterranea: produttori ed esportatori, logistici, fornitori di tecnologie e servizi, opinion leaders, per un confronto aperto sui temi della qualità, della logistica, della distribuzione e degli investimenti. Relazioni chiare e sintetiche, dibattiti aperti al contributo di tutti, incontri d'affari, visite aziendali, servizi esclusivi: questa è la formula. E le finalità sono altrettanto chiare: presentare agli imprenditori nuovi contatti, nuove opportunità, nuovi scenari per una business community mediterranea di settore che sappia dialogare, fare integrazione di prodotto, competere nel mondo con le realtà emergenti.
Quest'anno il Forum aggiunge al congresso principale, alcuni seminari volti ad approfondire temi specifici o a presentare la Tunisia e il Magreb come aree di produzione e come mercati».


(http://greenrepirt.it)

venerdì 9 settembre 2011

L'inverno delle rivolte arabe

La retorica della primavera araba si scontra con un'amara realtà: dopo tante promesse di aiutare la transizione, Tunisia ed Egitto sono rimasti con un pugno di mosche. Le rivolte hanno aggravato la crisi economica e la sofferenza degli strati più poveri della popolazione si è fatta più acuta. In Egitto il 40% vive con due dollari al giorno: senza pane e lavoro le democrazie, anche quelle meno fragili di queste in fase embrionale, sono a rischio.
Sono stati colpiti i ceti medi, la piccola borghesia e soprattutto i più giovani, milioni di disoccupati protagonisti delle sollevazioni di piazza. Forse ci siamo già dimenticati che tutto è cominciato quando il 17 dicembre scorso Mohammed Bouazizi, giovane ambulante precario di 26 anni, si diede fuoco per protesta in uno sperduto villaggio della Tunisia più interna ed emarginata.
Alla sponda Sud erano stati promessi, secondo il ministro delle Finanze tunisino, fondi per 40 miliardi di dollari di cui 20 per le riforme economiche da qui al 2013. Non è arrivato quasi nulla nelle casse di Tunisi e in quelle del Cairo soltanto 500 milioni di dollari erogati dagli arabi. Anche gli Stati Uniti, che all'Egitto forniscono aiuti per un paio di miliardi di dollari l'anno, appaiono esitanti: con la caduta di Mubarak sono stati bruciati coloro che favorivano riforme di stampo liberista, contrastati ora da un inevitabile populismo economico che per altro deve fare i conti con fughe di capitali e bilanci in rosso...... 







Continua su : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-09/linverno-rivolte-arabe-063913.shtml?uuid=AaQ6Rn2D

In Tunisia con le tariffe autunnali di Amerigo Viaggi

Una vacanza in Tunisia durante il periodo autunnale, a prezzi particolarmente competitivi: è la nuova offerta di Amerigo Viaggi, dedicata a gruppi di almeno 15 passeggeri con partenze a settembre, ottobre e novembre per le località di Hammamet, Port el Kantaoui e Mahdìa.

Le quote variano in base alla durata del soggiorno – da una a quattro settimane – e al mese prescelto, e il pacchetto comprende: volo di linea andata-ritorno da Milano Malpensa o Venezia, trasferimenti in Tunisia, trattamento all inclusive, assistenza personale specializzato, organizzazione programma speciale “Evergreen”, possibilità di effettuare escursioni.

Qualche esempio
Hotel Seabel Alhambra Beach Golf 4 stelle Club a Port el Kantaoui: a settembre 475 euro (una settimana), 685 (due settimane), 845 euro (tre settimane); a ottobre 395 euro (una settimana), 655 euro (due settimane), 790 euro (tre settimane); a novembre 365 euro (una settimana), 595 euro (due settimane), 735 euro (tre settimane), 890 euro (quattro settimane).

Hotel Club Nozha Beach 4 stelle Club ad Hammamet: a ottobre 465 euro (una settimana), 599 euro (due settimane), 759 euro (tre settimane), 899 euro (quattro settimane); a novembre 445 euro (una settimana), 599 euro (due settimane), 749 euro (tre settimane), 869 euro (quattro settimane).

Hotel Club Vincci Nour Palace 5 stelle Lusso a Mahdìa: a ottobre 475 euro (una settimana), 625 euro (due settimane), 770 euro (tre settimane), 925 euro (quattro settimane); a novembre 445 euro (una settimana), 595 euro (due settimane), 735 euro (tre settimane), 890 euro (quattro settimane).




Giallo sulla morte di Rosario Gizzi

Al momento c’è una sola certezza: Rosario Gizzi, il medico salernitano trovato morto nella sua casa di Sousse, in Tunisia, è stato ucciso. Sul suo corpo, infatti, le autoritá del posto hanno trovato numerose ferite, probabilmente di un’arma da taglio. In queste ore la polizia tunisina ha interrogato tutte le persone che avevano contatti con lui e sembrerebbe che il cerchio si stia stringendo intorno ad alcuni sospettati.

• L'episodio è seguito direttamente anche dalla Farnesina, tramite l’Ambasciata italiana a Tunisi. Ancora ignari i motivi dell’u ccisione. Secondo gli investigatori l’uomo potrebbe essere stato vittima di una rapina andata male o essersi trovato in situazioni spiacevoli per motivi personali. Ma sul suo privato, giustamente, c'è l’assoluto riserbo.

• Intanto in cittá la notizia della sua morte ha creato molto scalpore. «Ce ne fossero di più di medici come lui». E’ Fiorina, giovane assistente dell’ambulatorio "Cure palliative e terapie del dolore" dell’Asl di Salerno in via Vernieri - dove Rosario Gizzi era di casa - a fare il ritratto più commovente del medico.

• La notizia della scomparsa dell’uomo, che da cinque anni si dedicava anima e corpo nell’accompagnare, con la sensibilitá e l’u manitá che lo contraddistinguevano, i suoi pazienti nella fase terminale della loro malattia, è arrivata come una doccia fredda nei corridoi della struttura sanitaria, che ha raggelato gli animi di quanti lo conoscevano bene e apprezzavano la sua professionalitá e la passione per il suo lavoro. 









continua su: http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/tunisia-giallo-sulla-morte-di-un-medico-salernitano/4930015

venerdì 2 settembre 2011

In Tunisia libere elezioni ma senza spot

Primavera democratica o no in Tunisia l’ente che monitora le prime libere elezioni ha deciso di vietare i sondaggi e parzialmente la pubblicità elettorale tramite locandine o spot radio-tv. Praticamente inesistenti sotto il regime di Ben Ali, i sondaggi politici sono apparsi per la prima volta in Tunisia dopo che il presidente in carica per 23 anni è stato deposto, ma la loro credibilità è debole, a causa della mancanza di esperienza e inquadramento legale del settore. Sono comunque molte le voci che si sono levate negli ultimi mesi a favore della loro sospensione fino alle elezioni del 23 settembre. Sui 105 partiti che si sono registrati ufficialmente in Tunisia, invece sono pochi quelli che hanno i mezzi per pagare i cartelloni pubblicitari o gli spot tv.












http://www.ilgiornale.it/esteri/in_tunisia_libere_elezioni_ma_senza_spot/02-09-2011/articolo-id=543234-page=0-comments=1

Tunisia, coprifuoco a Douz


Un coprifuoco e' stato imposto a Douz, nel sud della Tunisia, dopo violenti scontri fra giovani che hanno fatto "diversi feriti". Lo annuncia il ministero dell'Interno in un comunicato. Il ministero non ha precisato il numero di feriti ma l'agenzia ufficiale Tap parla di una trentina di persone portate nell'ospedale di Douz, citta' a 488 chilometri a sud di Tunisi, alle porte del Sahara. Nonostante un intervento di esercito e Guardia nazionale, le violenze sono proseguite fra l'altro con l'incendio di tre abitazioni e due distributori di benzina, spingendo le autorita' locali ha decretare il coprifuoco che sara' in vigore tra le 19 alle 5 del mattino.
 
La notte scorsa, A Sbetlia, è morta una diciassettenne ed altre quattro persone sono rimaste ferite,durante alcuni scontri. Secondo il ministero dell'Interno, i manifestanti avebbero bloccato la strada che conduce alla localita' di Rkhamet "allo scopo di compiere saccheggi". La polizia e i militari dell' esercito hanno esploso colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio. Gli spari hanno attirato un gran numero di abitanti della zona e nella calca, seguita ad altri spari, una giovane è morta e quattro persone sono rimaste ferite. Dopo la notizia della morte della ragazza, gruppi di persone hanno assaltato e incendiato il posto di polizia, tre autobus della societa' regionale di trasporto, la stazione ferroviaria, alcune autovetture ed hanno saccheggiato il pronto soccorso dell'ospedale.



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