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lunedì 28 febbraio 2011

Bilancio mese di Febbraio

15.424 visite con una media di 550 visite al giorno.

Tre stati con maggiori visite questa settimana:

1438 Italia
602 Tunisia
104 Stati Uniti

207 post in totale

Il più letto è stato http://viveretunisia.blogspot.com/2011/02/articolo-dott-franco-cosimo-nigro.html


Grazie a tutti per la collaborazione e per tutte le visite che avete generato questo mese. Dato che ultimamente abbiamo constatato un ritorno alla normalità per i commenti, da ora in poi potranno essere postati con l'anonimo, anche perché ci sono arrivate diverse lamentele per la difficoltà nel creare un account gmail. Qualora nuovamente dovessero essere inseriti commenti strani, provocatori o ambigui, ripristineremo il filtro utilizzato in precedenza.

Lo staff di viveretunisia.blogspot.com


Tunisie : Béji Caïd Essebsi, remplace Mohamed Ghannouchi

Le président de la République par intérim, Foued Mbazaa, vient d'annoncer, dimanche, la nomination de M. Béji Caïd Essebsi, au poste de Premier ministre, au sein du Gouvernement provisoire en remplacement de M. Mohamed Ghannouchi.

Libia, Ue approva embargo armi e viaggi per Gheddafi


BRUXELLES (Reuters) - I governi dell'Unione europea hanno approvato oggi un pacchetto di sanzioni contro il leader libico Muammar Gheddafi e il suo governo, che comprende l'embargo sulle armi e il divieto di viaggiare nell'Unione.
I paesi della Ue hanno anche detto che congeleranno i beni di Gheddafi, della sua famiglia e del governo, mentre è vietata la vendita di prodotti come gas lacrimogeni ed equipaggiamento anti-sommossa, hanno riferito dei diplomatici.
L'embargo dovrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni, una volta che la normativa sarà pubblicata sul giornale ufficiale della Ue.
-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

Dimissioni Alliot-Marie


EST - Francia, la polemica per i legami con Ben Ali travolge la ministro
Minirimpasto nell'esecutivo, Alliot-Marie lascia il posto a Juppé. Sarkozy riparla dell'Unione per il Mediterraneo
 
Francia, la polemica per i legami con Ben Ali travolge la ministro
Roma, 28 feb (Il Velino) - La Tunisia "brucia" anche il ministro degli Esteri francese Michèle Alliot-Marie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha accettato domenica le dimissioni della ministro nominmando al suo posto un peso massimo come Alain Juppé, sin qui ministro della Difesa. Alliot-Marie era finita nell'occhio del ciclone per aver scelto la Tunisia per le ultime vacanze di Natale. proprio mentre la piazza iniziava a chiedere l'allontanamento di Zine Ben Ali. Ad aggravare il caso, il mezzo di trasporto prescelto dall'ex ministro: un aereo provato messo a disposizione da Aziz Miled, imprenditore del turismo, vicino a ben Ali. Pochi giorni dopo la stampa riferiva degli affari che il padre di Alliot-Marie, Bernard, aveva con l'occasione messo in piedi con lo stesso Aziz. Il cambio al ministero degli Esteri coincide con un minirimpasto di governo: Brice Hortefeux, da ministro dell'Interno passa a consigliere speciale dell'Eliseo, lasciando il posto a Claude Guéant, mentre alla Difesa andrà Gérard Longuet.

Un rimpasto che Sarkozy ha presentato ai francesi come misure per affrontare "le grandi sfide" che attendono Parigi in un momento delicato. Le rivoluzioni nel maghreb, ha spiegato Sarkozy "aprono una nuova era nelle relazioni con la Francia", "cambiamenti storici" di cui "non bisogna aver paura". Il titolare dell'Eliseo ha anche parlato delle ondate migratorie attese per l'esplodere delle tensioni nella sponda sud del Mediterraneo. Parigi chiede a questo proposito un fronte comune dei Ventisette e, in prospettiva, rilancia l'Unione del Mediterraneo.

Dimissioni Ghannouchi

(ANSA) - TUNISI, 28 FEB - Appare di relativa calma la situazione nel centro di Tunisi oggi, dopo i gravi incidenti del fine settimana, nonostante le dimissioni del contestato premier Mohammed Ghannouchi subito seguite dalla nomina del nuovo primo ministro: l'84enne Beji Caid Sebsi che fu ministro del presidente Habib Bourghiba. Oggi circa 2.000 persone si sono radunate davanti all'abitazione dell'ex primo ministro Ghannouchi, chiedendogli di ritirare le dimissioni rassegnate ieri.

domenica 27 febbraio 2011

Scontri a centro Tunisi

Secondo gli organi di stampa sono 3 i morti negli scontri di ieri a centro Tunisi.

sabato 26 febbraio 2011

La ricchezza di Gheddafi


Tripoli, 24 feb. - (Adnkronos/Aki) - Il clan del leader libico Muammar Gheddafi avrebbe ammassato un ingente 'tesoro' finanziario, con i proventi del petrolio, gli nvestimenti nell'edilizia e nelle tlc. E' quanto emerge dagli ultimi comunicati di WikiLeaks, riportati dal quotidiano Financial Times.
Secondo i cablotaggi dei diplomatici Usa i membri della famiglia Gheddafi sarebbero coinvolti in prima persona "in affari lucrativi" con interessi nel "settore petrolifero e del gas, delle telecomunicazioni, infrastrutture, sviluppo, hotel, media, e distribuzione beni di consumo".
I figli godrebbero delle entrate della compagnia petrolifera nazionale e delle sussidiarie, un settore che genera decine di miliardi di dollari annuali grazie all'export. I cable spiegano che Saif al-Islam, secondo figlio di Gheddafi e di fatto il suo delfino, ha accesso all'industria petrolifera attraverso la sussidiaria "One-Nine Group". La figlia Aisha Muammar avrebbe stretti legami nel settore energetico e dell'edilizia, mentre il figlio maggiore beneficerebbe degli introiti delle tlc e dei servizi internet.
Il terzo figlio Saadi e' impegnato con la squadra di calcio, il comitato olimpico e la "carriera militare" ed e' stato coinvolto nella 'guerra' della Coca Cola, intrapresa dal leader libico contro la multinazionale americana. Secondo il colonnello e' stato verificato che le sostanze utilizzate per produrre la Coca-Cola provengono dal continente africano nero e quindi pretenderebbe un risarcimento.
Nel 2009 Moamer Kadhafi ha deciso di investire 16 milioni di euro in un hotel ed in uno stabilimento di imbottigliamento di acqua nella città dell'Aquila, colpita dal terremoto. Gli attivisti sono sul piede di guerra e chiedono alle autorita' finanziarie straniere di rintracciare e quatificare gli asset dei Gheddafi.
"Bisogna immediatamente indagare e congelare ogni asset fino alla fine dell'inchiesta" attacca Huguette Labelle, capo del board esecutivo di Transparency International. A fare i conti in tasca al clan ci prova Alister Newton, analista della della banca giapponese Nomura. "Non mi sorprenderebbe se ammontasse a svariati miliardi di dollari" dice al Guardian.

Sanzioni contro Libia

Le sanzioni

Per oggi si attende una decisione del consiglio di sicurezza dell’Onu su sanzioni da imporre alla Libia, dopo che il colonnello è riapparso ieri pronunciando un altro rabbioso discorso dalla piazza Verde e incitando a reprimere gli antigovernativi. Nella notte si sono uditi sporadici colpi di armi da fuoco e stamani le strade della capitale sono semideserte. 



lastampa.it

Quando a guidare il tuo paese è uno squilibrato

In Tunisia ed in Egitto i due despoti sono stati cacciati via, seppur con tante difficoltà. Erano persone malate di potere ma alla fine la ragione ha prevalso. Sono fuggiti, continuare ad uccidere persone senza motivo dopo anni di dittatura non aveva più senso, tra l'altro rischiando seriamente le proprie vite per una causa già persa in partenza. Tra l'altro due soggetti ormai avanti con l'età, 74 anni per Ben Ali e 83 per Mubarak.

Ma per quanto riguarda Gheddafi il discorso è diverso. Che fosse una persona priva di ragione l'avevano capito tutti, infatti io non capisco come per anni siano state intraprese con lui trattative di amicizia, per il problema degli immigrati? Tu non appoggiarlo politicamente, aiuta il popolo libico a farsi una democrazia, poi dopo vediamo qual'è il migliore interlocutore. La verità è che per troppo tempo ha fatto comodo ai nostri politici che hanno fatto grandi speculazioni.
Il vero dramma è che lui non si sta rendendo conto di quello che succede, vive in un mondo suo particolare, le dichiarazioni di ieri sono un esempio lampante. Resistere fino alla morte perché bisogna sconfiggere il colonialismo?? una dichiarazione che non centra assolutamente niente con la situazione attuale, una popolazione in rivolta perché stanca dei suoi soprusi. Anzi l'unico colonialista è proprio lui!!

Non è ammissibile che nel 2011 certi personaggi sono ancora liberi di girare nel mondo e tra l'altro con il rischio che da un momento all'altro possano uccidere migliaia di persone solamente perché credono in una loro personale verità. La dittatura non deve più esistere e l'ONU si deve dare una mossa in tal senso, dove c'è dittatura non c'è autodeterminazione dei popoli.

Paolo Lo Iudice

Sospeso trattato amicizia con Gheddafi


Libia, La Russa: ''Di fatto sospeso Trattato d'amicizia con Gheddafi''

(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 26 febbraio, ore 14:07
Roma - (Adnkronos/Ign) - La Russa: "Di fatto il trattato non c'è più, è inoperante". Fu firmato il 30 agosto 2008 (SCHEDA). Il presidente Usa: Gheddafi "ha violato le norme internazionali e la comune decenza''. Berlusconi: ''Sembra che il raìs non controlli più la situazione''.Base aerea militare di Tobruk passa con i rivoltosi. Battaglia ieri a Tripoli: decine di morti. Al-Arabiya: i manifestanti controllano alcune zone. Gli insorti conquistano anche Misurata, al-Zawiyah e Gharian. Bengasi in festa. La Russa: "Usa e Gb utilizzeranno base Sigonella per scopi umanitari''. InEuropa accordo sulle sanzioni. Giornalisti italiani aggreditiUn testimone: "Abbiamo avuto paura".

Elezioni previste per Luglio

ANSAmed) - TUNISI, 25 FEB - Il governo tunisino di transizione ha riferito oggi che le elezioni nel Paese ''si terranno al piu' tardi a meta' luglio''.(ANSAmed).

Manifestanti in piazza contro Ghannouchi

(ANSAmed) - TUNISI, 25 FEB - Spari in aria a scopo intimidatorio e lanci di lacrimogeni, oggi pomeriggio, dinnanzi la sede del ministero dell'Interno, nel centro di Tunisi. Qui sono radunati centinaia di dimostranti che reclamano le dimissioni del governo presieduto da Mohamed Ghannouchi. L'edificio é protetto da barriere di filo spinato e da mezzi blindati dell'esercito. I militari stanno tentando di convincere i dimostranti ad allontarsi, riferiscono testimoni oculari, ma l'invito non viene per ora accolto. (ANSAmed).

venerdì 25 febbraio 2011

Bandiera Libica


Questa è la anziana bandiera della Libia, prima della dittatura di Gheddafi. In questi giorni é stata riproposta dai rivoluzionari.

La prima bandiera nazionale della Libia moderna venne adottata quando la nazione ottenne l'indipendenza dall'Italia nel 1951. Era composta da una mezzaluna calante ed una stella bianca, su un tricolore a bande orizzontali rosso-nero-verde (con la banda centrale di altezza doppia rispetto a quelle esterne).

Tunisie : Benetton prévoit la fabrication de 35 mille pièces en 2011


Les derniers échos de l’industrie textile et habillement affirment que l’activité continue dans les usines de la société Benetton Tunisie. En 2011, la société prévoit de produire 35 millions pièces contre 32 millions pièces en 2010. Selon le ministère de l’Industrie et de la Technologie, elle vient d’achever son 3ème programme de mise à niveau, et recevra prochainement une commission du comité de pilotage (COPIL).


webmanagercenter.com

Aiuti al ritorno Tunisini da Libia

(ANSAmed) - TUNISI, 24 FEB - Ogni sei minuti entrano in Tunisia dalla Libia, al valico di frontiera di Ra Jédir, duemilacinquecento persone, in massima parte tunisini. Lo riporta l'agenzia di stampa Tap citando fonti della polizia di frontiera. Alla volta di Ras Jédir partiranno oggi pomeriggio da Tunisi cinquanta auto da noleggio ed altre potranno esserne mobilitate in caso di necessità. L'iniziativa é dell' Unione Tunisina dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato ed ha quale scopo quello di permettere ai tunisini tornati in Patria di raggiungere le loro località di origine. (ANSAmed).

Oggi in Libia


LIBIA: GHEDDAFI ASSEDIATO A TRIPOLI
Prosegue senza sosta la rivolta in Libia, dove larghe zone del paese sono sotto il controllo degli oppositori del regime che avanzano verso Tripoli, dove il rais Gheddafi si e' barricato nel suo bunker.

Dai paesi della Ue arrivano intanto le navi per consentire l'evacuazione dei circa 6.000 cittadini europei bloccati in Libia.



REGIME AUMENTA STIPENDI DEL 150% E OFFRE 400 DOLLARI A FAMIGLIA.

Intanto, il governo libico nel tentativo di arginare la rivolta ha ordinato una serie di interventi che comprendono aumenti di stipendio, aiuti alimentari e sussidi. Lo riferisce la televisione di stato. Ogni famiglia ricevera' 400 dollari per compensare l'aumento dei prezzi degli alimentari, e gli stipendi dei lavoratori del comparto pubblico aumenteranno del 150 per cento.



LA RUSSA, TRENTA ITALIANI IN DIFFICOLTA' NEL SUD DEL PAESE.

La prima preoccupazione dell'Italia e' per i nostri connazionali ancora in Libia. Per questo ''....l'Italia deve pensare agli italiani e nuoversi con tutti gli assetti possibili per rimpatriare chi vuole lasciare quel paese....''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio la Russa parlando ai microfoni dei Skytg24.

Il ministro ha poi rivelato che circa 30 italiani, in questo momento, ''si trovano in difficolta''' nel Sud del paese con scarsi viveri a disposizione e che su questi si sta gia' concentrando lo sforzo italiano. La Russa ha poi ricordato i voli gia' portati a termine dai C130 della nostra Aeronautica e le due navi ormeggiate al largo di Misurata e che ancora non hanno potuto attraccare in quel porto per il mare grosso.

Il ministro ha, infine, ribadito ''la forte preoccupazione'' delle autorita' italiane ''rispetto ai diritti umani in Libia e perche' cessi la violenza con l'avvio dell'autodeterminazione di quel popolo''.



UE STA PENSANDO A ''NO-FLY ZONE''.

L'Unione Europea sta pensando ad un blocco del traffico aereo nei confronti del governo libico. Secondo fonti diplomatiche Ue, potrebbe essere questa una delle prime misure adottate contro la violenza del regime di Muammar Gheddafi.

''I governi dell'Unione europea stanno studiando soluzioni riguardo lo spazio aereo libico, ma prima c'e' bisogno di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite'', ha precisato una fonte a margine della riunione informale dei Ministri della Difesa Europei, a Godollo, per affrontare la questione libica.



FRANCIA E GB CHIEDONO A CONSIGLIO ONU EMBARGO TOTALE SULLE ARMI.

Da Parigi e Londra la richiesta al consiglio di sicurezza Onu di sanzioni concrete nei confronti delle autorita' libiche e di un ''embargo totale sulle armi''. Lo riferisce il ministro degli Esteri francese, Michele Alliot-Marie, precisando di aver anche proposto di ''portare i membri del regime libico davanti al Tribunale penale internazionale'' per crimini contro l'umanita'.

''La situazione e' molto grave, e' assolutamente necessario che la Corte Penale Internazionale sia coinvolta'', ha detto il ministro, secondo cui ''non puo' esserci impunità''' per la violenta repressione del regime di Muammar Gheddafi nei confronti dei dimostranti antigovernativi.

www.asca.it

Visita Zapatero a Tunisi

(ANSAmed) - MADRID, 25 FEB - Il premier socialista spagnolo Jose' Luis Zapatero si rechera' domenica prossima a Tunisi, dove si incontrera' con il governo di transizione nella prima visita ufficiale di un capo di governo occidentale al Paese dopo la caduta dell'ex presidente Ben Ali: lo ha annunciato l'esecutivo spagnolo in un comunicato.

Fonti della Moncloa, la presidenza di governo, hanno confermato all'ANSA che il premier si rechera' nel paese domenica e ripartira' la stessa sera per il Qatar, da dove si spostera' martedi' negli Emirati Arabi Uniti. Il segretario di stato spagnolo per gli Affari esteri, Juan Antonio Yanez ha annunciato oggi pomeriggio la partenza per la Tunisia.

Zapatero si vedra' con i rappresentanti del governo di transizione e dell'opposizione, cosi' come con i settori riformisti, con l'intenzione di conoscere da vicino la situazione del Paese hanno indicato le fonti. (ANSAmed)

Due mercenari arrestati in Tunisia

(ANSAmed) - TUNISI, 25 FEB - Due mercenari di un non precisato Paese africano sono stati arrestati, al posto di frontiera con la Libia di Ras Jedir, da una pattuglia di militari tunisini. Dei due mercenari, che erano armati, uno é stato ferito e si trova ricoverato nell'ospedale di Médenine, mentre l'altro e' detenuto nella caserma di Ben Guerdane.

L'impiego di mercenari da parte del regime di Gheddafi e' motivo di allarme in Libia, dove vengono impiegati contro i rivoltosi ma si renderebbero anche responsabili di stupri, mutilazioni e violenze su feriti e prigionieri. In larga parte sono africani, ma non mancano gli italiani e gli europei. (ANSAmed).

giovedì 24 febbraio 2011

caos Libia


Caos Libia, bombe su Zawia e Tripoli
L'Ue: possibile intervento umanitario

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Il Colonnello è asserragliato
in un bunker. Maroni: l'Europa
solidale. La tv: 10 mila vittime.
"Squadra delle morte nelle case"

Bombardamenti senza sosta sui manifestanti a Tripoli e a Zawia. Forze filo Gheddafi hanno attaccato i ribelli che protestavano vicino alla città di Misurata. Vi sarebbero molti morti, secondo quando riferiscono testimoni. Un bagno di sangue nelle strade: il numero dei morti continua a salire. La Ue, intanto, si tiene pronta ad un intervento militare umanitario in Libia. Lo riferiscono fonti diplomatiche a Bruxelles, precisando che si tratta di «un’opzione possibile». I testimoni oculari lanciano allarmi disperati: «Le milizie di Gheddafi stanno bombardando Zawia, è una strage, la gente sta morendo».«E' un massacro, ed è difficile stimare il numero di morti» ha confermato un ex ufficiale all’emittente Al Arabiya.Il leader libico Muammar Gheddafi, che a brave dovrebbe fare un discorso in tv, sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. Lo riferisca la tv panaraba al Arabiya.

La Libia è un Paese spaccato. Tripoli e le zone intorno alla capitale sono in mano a Gheddafi, il resto del Paese, Cirenaica in primis, è ormai controllato dai ribelli. E adesso gli insorti alzano il tiro annunciando di voler marciare verso la capitale. Furibondi per la feroce repressione scatenata dal regime nella Libia occidentale, in larga misura ancora sotto il controllo governativo, i rivoltosi che si sono impadroniti praticamente di tutta la parte est del Paese, fino alla frontiera con l’Egitto.

«Il nostro obiettivo è Tripoli. Se non riesce a liberarsi da sola», ha puntualizzato uno dei leader della protesta, durante un’assemblea pubblica tenutasi nel Municipio di Beida, terza città libica per importanza, e presieduta da alcuni generali che hanno disertato per passare con i dimostranti. Ognuno degli ufficiali è stato applaudito a lungo non appena ha preso la parola. «Ho lasciato il mio lavoro e sono venuto a Beida per solidarietà con il mio popolo», ha proclamato per esempio Salah Mathek, già in forza al comando anti-crimine della polizia.

Maroni: "Una catastrofe"
Intanto l'emergenza imigrazione spaventa l'Europa. L'Ue teme l'arrivo di un milione e mezzo di profughi nel Mediterraneo. Dalla Libia può arrivare un’ondata di immigrazione di «proporzioni catastrofiche» e l’Europa non può «lasciare l’Italia da sola», ha detto il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, all’arrivo al Consiglio europeo Affari Interni a Bruxelles. Il ministro ha parlato di una vera e propria «emergenza umanitaria» e ha ricordato che «esiste il pericolo Al Qaida»

L'Alitalia sospende i voli per Tripoli
L’Alitalia ha sospeso i voli di linea con Tripoli. L’Alitalia in una nota spiega di aver assunto la decisione «a causa dell’aggravarsi della situazione presso l’aeroporto di Tripoli dove è compromessa la possibilità per i passeggeri di raggiungere i gate d’imbarco, non funzionano i collegamenti telefonici interni e internazionali, sono a rischio le misure di sicurezza e i servizi di handling e di assistenza. Alitalia, in linea con quanto deciso da altre compagnie aeree, sospende i voli di linea sulla destinazione fino a che non saranno ripristinate le necessarie condizioni operative». E la capitale libica si prepara a quella che potrebbe essere la battaglia decisiva per il futuro del Paese.

"Squadre della morte stuprano le donne nelle case"«A seminare il terrore tra la gente in queste ultime ore a Tripoli sono le ’squadre della morte': uomini assoldati dagli stessi militari, su ordine del governo, che girano in strada con caschi e vestiti gialli. Hanno il compito di reprimere le proteste e lo fanno entrando nelle abitazioni, dove seminano il panico, picchiano gli uomini e violentano le donne». A riferirlo è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi. «Le "squadre della mortèe"sono civili ex militari, soprattutto libici, spesso cugini o conoscenti dei militari che li hanno assoldati», spiega Aodi. «Sono diverse - aggiunge - le testimonianze di donne che riferiscono degli stupri».

Anche migliaia di mercenari marciano verso TripoliVerso Tripoli, dice il New York Times, migliaia di mercenari africani sarebbero in marcia per sostenere il regime. Il rais «ha richiamato» le forze speciali guidate dai figli, segmenti dell’esercito fedeli alla sua tribù e i loro alleati, mercenari africani addestrati in questi anni e che hanno probabilmente già combattuto in Sudan, spiega il quotidiano statunitense. La presenza di queste forze è visibile nella capitale, dicono i testimoni citati dal Nyt: «Sembra la Somalia», dozzine di posti di blocco sono stati istituiti sulle strade principali da mercenari e uomini in borghese. «Chiedono non solo i documenti, ma anche di dimostrare il proprio sostegno a Gheddafi, altrimenti sono problemi», ha raccontato un testimone. «I comitati rivoluzionari (pilastro del regime libico, ndr.) stanno cercando di uccidere tutti coloro che si oppongono a Gheddafi».

Le zone in mano al Raiss
In Libia il regime di Gheddafi ha comunque ormai perso il controllo della Cirenaica e di tutte le città delle costa eccetto Tripoli, mentre prime rivolte si segnalano al sud. Secondo fonti locali, l'opposizione controlla ormai tutta la zona costiera che va dalla frontiera egiziana fino ad Adjabiya, passando per Tobruk e Bengasi; ad al Baida, teatro di alcuni degli scontri più violenti degli ultimi giorni, numerosi miliziani fedeli a Gheddafi sarebbero stati giustiziati. La parte orientale del Paese coincide con la Cirenaica, zona storicamente ribelle al potere del Colonnello. Da qui veniva anche l'ultimo re della Libia, Idris Al Senussi, deposto dal rais libico nel 1969.

Appello via sms per una nuova mobilitazione Il popolo libico sembra non voler abbandonare la lotta. Sempre secondo il New York Times, infatti, i manifestanti anti-regime starebbero pianificando una nuova dimostrazione per domani a Tripoli. Il quotidiano statunitense cita alcuni testimoni locali. «C’è un messaggio che sta arrivando su tutti i telefoni cellulari e che annuncia una protesta generale per domani», ha detto un residente nella capitale libica coperto da anonimato.

Obama: "Oltraggioso e inaccettabile spargimento di sangue"Nella notte il presidente americano Obama è tornato a condannare le violenze inaccettabili nel Paese. Barack Obama ha detto che «le violenze devono finire» e che «violano le norme internazionali e qualsiasi standard di decenza umana». L'America, ha detto il suo presidente, sta dalla parte della libertà: «Questo spargimento di sangue è oltraggioso e inaccettabile. L'intero mondo sta guardando». Obama, come già era successo durante la rivoluzione in Egitto, ha spiegato che la rivolta in corso in Medio Oriente nasce dalle aspirazioni del popolo che «sta chiedendo il rispetto dei più basilari diritti umani. Il cambiamento non rappresenta necessariamente il lavoro degli Stati Uniti e di qualche altra potenza estera».

La tv: "I morti sono 10mila"Quanto al bilancio delle vittime, nuove testimonianze fanno salire il numero dei morti. Solo a Bengasi, potrebbero esserci stati più di 2.000 vittime, ma la rete satellitare araba Al Arabiyah parla di 10mila morti. Nei dintorni di Tripoli si scavano intanto fosse comuni.

Al Qaida attacca Gheddafi: "Assassino di innocenti"Al Qaida, secondo fonti libiche, avrebbe addirittura creato un emirato islamico a Derna (e in nottata al Qaida nel Maghreb ha dato tutto il suo "appoggio" alla "rivoluzione"). Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si è schierato infatti a fianco dei dimostranti anti-regime e ha accusato Muammar Gheddafi di essere un «assassino di innocenti». Lo riferisce il Site, il gruppo di monitoraggio dei siti estremisti islamici, citando un comunicato dell’Aqmi pubblicato online. «Siamo addolorati dalla carneficina e dai vili massacri perpetrati dall’assassino di innocenti Gheddafi - si legge nel testo - contro la nostra gente e i musulmani disarmati che si sono levati contro la sua oppressione e la sua tirannia». «Facciamo appello ai musulmani libici perchè abbiano fermezza e pazienza, e li incitiamo a continuare la propria battaglia e rivoluzione per cacciare il tiranno criminale», aggiunge il comunicato. Intanto, il vice-ministro degli Esteri libico, Khaled Kaim, ha avvertito che i giornalisti entrati illegalmente in Libia saranno considerati «come collaboratori di al Qaida e come fuorilegge».

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